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l'Ermetismo di Dante
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RienziStrasse
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uruguay
MessaggioInviato: Dom Nov 13 2011, 21:21:01    Oggetto:  l'Ermetismo di Dante
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Cenni sull'ermetismo di Dante
di W. G.


Da tempo, ormai, parallelamente agli studi “ufficiali” rivolti all’indagine letteraria,
estetica e filosofico-filologica dell’opera dell’Alighieri, si è sviluppata una corrente
dedita specificamente agli aspetti più reconditi dell’opera stessa, e in particolare della
“Commedia” che, per la sua stessa natura e struttura, ben si presta ad una lettura di
tipo “esoterico”, nel significato letterale del termine.

Il primo passo in tal senso fu compiuto da Ugo Foscolo, autentico iniziatore della
“moderna” critica dantesca. Nel 1825, infatti, da anni residente in Inghilterra e ormai
prossimo alla fine della sua tormentata esistenza, egli - fedele al principio secondo il
quale il momento creativo non può essere disgiunto dalla riflessione critica - dava
vita al “Discorso sul testo della Divina Commedia”, preceduto dai “4 Saggi sul
Petrarca” e accompagnato dal “Discorso storico sul Decamerone di Boccaccio”.
Con fine orecchio di poeta, egli coglieva per la prima volta aspetti reconditi e
significati nascosti nel capolavoro di Dante, che definì “una profezia esposta in un
sistema occulto”.
Evidenziava inoltre come il poema dantesco affondasse le radici nella ricca
letteratura “visionistica” medievale, dal “De consolatione philosophiae” di Boezio, ai
due poemetti escatologici di Giacomo da Verona (“De Jerusalem caelesti” sulle
delizie del Paradiso, e “De Babilonia civitate infernali”, sugli orrori dell’Inferno), dal
celebre “Libro delle tre scritture” del milanese Bonvesin de la Riva (“De Scriptura
nigra”, sulle pene dell’Inferno; “De Scriptura rubra” sulla passione di Cristo; “De
Scriptura aurea” sulle glorie del Paradiso), alle preziose indicazioni contenute nel
“Tesoretto” di Brunetto Latini, che Dante ricorda con affettuoso rimpianto come
maestro nel XV Canto dell’Inferno.
Altro importante contributo ad una lettura esoterica della Commedia dantesca
venne, sempre nel secolo XIX, dal poeta e pittore Gabriele Rossetti, principale
esponente del movimento artistico nato in Inghilterra nel 1848 e denominato
“Preraphaelite Brotherhood” (“Fratellanza preraffaellita”).
Figlio di un esule italiano ed esule egli stesso, il Rossetti - che sembra abbia fatto
parte di una società di ispirazione rosacruciana - impiegò notevole parte della sua
non facile vita di profugo politico a lavorare ad una interpretazione “iniziatica” del
linguaggio e della concezione amorosa degli stilnovisti e di Dante, coerentemente
con quell’autentico culto della vita e dell’immaginario medievale che i “Preraffaelliti”
opponevano al materialismo egoistico del mondo contemporaneo.
Gli studi del Rossetti, condotti con dedizione ed amore, si concretarono, intorno al
1842, nel volume “La Beatrice di Dante” e nell’opera “Il mistero dell’amor platonico
nel Medio Evo”, distrutto dalla vedova per miopi motivi di sicurezza personale.
Tra gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento si collocano invece i tre
volumi che Giovanni Pascoli, grande iniziato, dedicò con rara finezza e sensibilità al
“simbolismo occulto” della Commedia dantesca. Si tratta di “Minerva oscura” (1898),
“Sotto il velame” (1900) e “La mirabile visione” (1902).
Posteriore alla grande produzione poetica pascoliana - e cioè a “Myricae”, ai
“Poemetti” e ai “Canti di Castelvecchio” - questi lavori ci mostrano un Pascoli vigile
critico e attento decodificatore di un testo poetico in cui egli rintraccia, oltre alle
numerose “criptografie”, l’uso di un linguaggio “metagrammaticale” e “metasintattico”,
non a caso definito “fonosimbolico”, in quanto evocatore - attraverso suoni ora chiari
ora scuri e l’uso frequente di onomatopee - di situazioni nascoste, legate fra loro da
un semplice rapporto “analogico”, rivelatore di verità nascoste e del mistero che si
cela in fondo a cose e parole.
Dante stesso, peraltro, nella famosa Epistola a Cangrande della Scala - con la
quale dedicava solennemente al suo grande benefattore ed amico la terza sublime
cantica del suo poema - aveva sottolineato esplicitamente la polisemia come canone
interpretativo dell’opera che, accanto al senso letterale immediatamente evidente,
cela un sovrasenso, comprensivo di valori allegorici, morali, anagogici, e perciò
stesso iniziatici ed esoterici, “naturali”, peraltro in chi, come lui, aveva vissuto
l’esperienza dei “Fedeli d’Amore”.


Assurdamente riduttiva appare dunque, in questa chiave di lettura, la tesi di chi,
come il Valli1, vive il messaggio dantesco come esclusivo “codice” di una concezione
politica filoimperiale ed anticlericale.


Altrettanto pregiudiziale sarebbe il voler ridurre il “sacro poema” ad una semplice
“foresta di simboli” avulsa da riferimenti concreti; l’uso della chiave ermetica, infatti,
non prescinde mai da eventi reali né da reazioni psicologiche concrete da parte del
poeta.

Dante poeta e personaggio, calato in un contesto storico che è quello
drammatico della Firenze del Trecento, rimane sempre presente nella sua portata di
uomo singolo, latore di un messaggio umano personale pur nella sua universalità
.
La missione provvidenziale di cui egli è investito - in nome della quale gli è concesso di
accedere, ancor vivo, ai segreti dell’oltremondo, o addirittura di schiudere la via al
“messo di Dio” restauratore della giustizia sulla terra - appare sempre vivificata e
resa attuale da precisi riferimenti storici e da figure umane drammaticamente vive,
che costellano il poema illuminandolo della loro grandezza o incupendolo con la loro
miseria.
Così, il “sovrasenso” si fa Storia e Verità e Dante, presunto velleitario
manipolatore di simboli, assurge a valore di “exemplum”, mantenendo intatta la sua
esperienza umana, che diventa poesia.

1 Luigi Valli, “Il linguaggio segreto di Dante”, Roma, 1928.
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MessaggioInviato: Dom Nov 13 2011, 21:21:01    Oggetto: Adv






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StrangeLove
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italy
MessaggioInviato: Sab Nov 26 2011, 09:57:33    Oggetto:  
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Concordo pienamente con chi ha scritto quell'articolo , W.G, negli anni si è sempre speculato sul Sommo Poeta, e quest'articolo spiega bene le ossessioni complottiste e come si sviluppano.
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