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I buoni, i cattivi e il controllo
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umbertoeco

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italy
MessaggioInviato: Mer Apr 27 2016, 19:08:51    Oggetto:  Da 'La solitudine del cittadino globale' di Zygmunt Bauman
Descrizione: Per Capire Cosa spinge i cittadini a far parte delle varie reti di micropolizia
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VI.
Quello che segue è un breve estratto da 'La solitudine del cittadino globale' di Zygmunt Bauman, un passaggio illuminante per capire cosa spinge tante persone che si sono tenute sempre fuori dalla protesta sociale a partecipare a queste reti di controllo e di micropolizia, che siano reti antipedofili, controllo del vicinato, osservatori del territorio o altro.

'Commentando la cronaca dettagliata degli eventi innescati in tre diverse città del West Country dalla notizia che il pedofilo Sidney Cooke era stato scarcerato e rimandato a casa,
Decca Aitkenhead, una giornalista del 'Guardian' dotata di un certo intuito sociologico (alla cui ricca produzione attingeremo più volte in questo libro), osservava:
"Se c'è una cosa che fa scendere in piazza la gente di questi tempi è la voce che arriverà un pedofilo. L'utilità di questa protesta viene sempre più messa in dubbio. Quello che non ci siamo mai chiesti, tuttavia, è se queste proteste abbiano davvero qualcosa a che fare con i pedofili".
Aitkenhead concentrava la propria attenzione su una di queste città, Yeovil, dove una folla di nonne, adolescenti e donne d'affari che raramente, per non dire mai, aveva espresso in precedenza il desiderio di impegnarsi in un'azione pubblica, stringeva ora d'assedio il commissariato, senza neppure avere la certezza che Cooke si nascondesse proprio nell'edificio assediato. La loro ignoranza dei fatti era seconda soltanto alla loro determinazione a fare qualcosa e a mostrare che lo stavano facendo; e la loro determinazione traeva impulso dalla non-chiarezza dei fatti. Gente che si era sempre tenuta alla larga dalle proteste pubbliche ora confluiva in quel luogo, lo presidiava e gridava: 'Uccidete il bastardo', pronta a vegliare per tutto il tempo necessario. Perché? Che cosa avevano in mente tutti quanti se non la reclusione di un nemico pubblico che non avevano mai visto, che non sapevano nemmeno dove fosse? Aitkenhead ha una risposta a questa domanda impossibile, ed è una risposta convincente.
"Ciò che Cooke offre, ovunque si trovi, è la rara opportunità di odiare davvero qualcuno, di gridare il proprio odio in pubblico, senza rischiare assolutamente nulla. E' una questione di bene e di male [...] e così un gesto contro Cooke ti definisce come persona perbene. I gruppi di persone che si possono odiare continuando a essere perbene sono ormai pochi. Quello dei pedofili è perfetto".
'Finalmente ho trovato la mia causa,' aveva detto l'organizzatrice della protesta, anch'essa una donna senza nessuna precedente esperienza di ruolo pubblico. 'Probabilmente quello che Debra ha trovato,' commenta Aitkenhead, 'non è la 'sua causa', ma una causa comune: la sensazione di una motivazione condivisa.'
"Le loro dimostrazioni hanno qualcosa delle riunioni politiche, delle cerimonie religiose, dei convegni sindacali: tutte quelle esperienze di gruppo che in passato definivano il senso del sé delle persone, e che non sono più alla loro portata. E così oggi [le persone] si organizzano contro i pedofili. Nel giro di qualche anno, la causa sarà un'altra".
Un tipo sospetto si aggira nei dintorni.
Aitkenhead ha di nuovo ragione: la scarsità di nuove cause è una prospettiva altamente improbabile, e il cimitero delle vecchie cause non sarà mai a corto di vacue trame. Ma per il momento - in tempi in cui le paure pubbliche e il panico morale possono subire un ridimensionamento fulmineo - la causa è Sidney Cooke. In effetti, Cooke rappresenta una causa perfetta per mettere insieme persone in cerca di uno sfogo per l'ansia accumulata nel tempo.
In primo luogo, Cooke ha a un nome che lo identifica: questo lo rende un bersaglio concreto, riconoscibile tra tutte le paure che attanagliano e dotato di una realtà materiale che poche altre paure possiedono; anche se non visto, egli può essere costruito come oggetto fisico suscettibile di essere maneggiato, legato, rinchiuso, neutralizzato, persino distrutto, diversamente dalla maggior parte delle minacce, tanto più inquietanti in quanto generalmente avvertite come diffuse, striscianti, sfuggenti, onnipresenti, sfocate. In secondo luogo, per una fortunata coincidenza Cooke si trova in una posizione in cui gli interessi privati e le questioni pubbliche coincidono; più esattamente, il suo caso è un crogiolo alchimistico in cui l'amore per i propri figli - un'esperienza quotidiana, abituale, ma privata - può miracolosamente transustanziarsi in uno spettacolo pubblico di solidarietà. Cooke è divenuto una sorta di passerella, per quanto malsicura e provvisoria, che conduce fuori dalla prigione del privato. Da ultimo, ma non da meno, tale passerella è abbastanza ampia da permettere a un gruppo, magari consistente, di fuggire: è probabile che i singoli fuggitivi si uniscano ad altre persone che fuggono dalle rispettive prigioni private, e l'uso della stessa via di fuga può creare una comunità, la quale durerà finché tutti i piedi saranno sulla passerella.
I politici, le persone che si presume operino professionalmente nello spazio pubblico (così definito perché è lì che svolgono i loro incarichi o, meglio, perché esse definiscono 'pubblico' lo spazio in cui svolgono i loro incarichi) non sono quasi mai in grado di affrontare in modo adeguato l'invasione da parte di intrusi; e all'interno dello spazio pubblico, chiunque non ricopra il tipo giusto di carica e compaia non invitato in circostanze diverse da quelle previste, decise e gestite a livello ufficiale è, per definizione, un intruso. In base a questi criteri, gli aggressori di Cooke erano senza dubbio degli intrusi. La loro presenza all'interno dello spazio pubblico era stata precaria fin dall'inizio. Per questo desideravano che gli abitanti legittimi dello spazio pubblico prendessero atto della loro presenza e ne riconoscessero la legittimità.'
Zygmunt Bauman
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MessaggioInviato: Mer Apr 27 2016, 19:08:51    Oggetto: Adv






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