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L'inferno di Pier Paolo Zaccai
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Stefania Nicoletti

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MessaggioInviato: Ven Gen 25 2013, 14:21:28    Oggetto:  L'inferno di Pier Paolo Zaccai
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L'inferno di Pier Paolo Zaccai


1. Pier Paolo Zaccai. 2. Il dilemma. 3. Inferno, scandaloso mistero.


1. Pier Paolo Zaccai.

Conobbi l’onorevole Pier Paolo Zaccai un giorno che ascoltai Radio Ies alla trasmissione Ouverture di David Gramiccioli. Rimasi colpito dalle cose che diceva. Pedofilia internazionale, coperture eccellenti, tribunale dei minori con regole tutte da riscrivere perché predisposte appositamente per coprire determinati crimini. Mentre lo ascoltavo mi facevo delle domande: “Possibile che un politico dica queste cose? A quest’ora dovrebbero già averlo fatto fuori. Come è possibile che parli in questo modo. Sarà mica uno di quei bidoni che ogni tanto David si tira dietro ingenuamente?”
Ormai da qualche tempo conosco David. So che unisce ad un coraggio da leone, ad una forza fuori dall’ordinario, e ad un’irruenza anche esagerata a volte, un ingenuità disarmanti, tirandosi dietro in trasmissione veri e propri “bidoni” che usano la sua trasmissione come trampolino di lancio per sembrare persone pure; lì per lì quando uno li ascolta vorrebbe dirglielo, vorrebbe telefonargli e dirgli: “David ma che minchia fai? Ma non ti accorgi che quello che hai chiamato ti sta tirando un bidone, che è un delinquente?”; ma poi desisto, perché poi magari mi sbaglio, magari sì è un delinquente ma anche lui/lei ha del buono, poi sembra che mi comporto come una fidanzata, che sia geloso del fatto che oltre a me e Mazzucco chiama altri paladini della controinformazione, e allora taccio. Tanto so che prima o poi lui se ne accorge da solo, so che alla fine li scopre, perché il gioco non può durare a lungo, e quindi lascio correre.
E allora mi dico: “Andiamo a vedere chi è questo Pier Paolo Zaccai. Facciamo una ricerca. Se è un politico, delle tracce di lui in internet ci saranno”. E quindi faccio la ricerca e francamente non so che sperare. Se Zaccai è una bufala, emergeranno riconoscimenti, premi assegnati dalla Camera e dal Senato, Napolitano che ne esalta i pregi nella lotta contro la pedofilia. Se è una persona onesta temo che saranno guai, nel futuro di Zaccai o nel suo passato.

Digito Pier Paolo Zaccai su Google.
Eccolo lì. Tana.
A luglio 2010 il consigliere provinciale Pier Paolo Zaccai – cosi raccontano i giornali – è stato sorpreso in un festino a base di coca e trans. Manco a dirlo è la prima notizia che viene fuori. Voglio dire... ne avrà fatte di cose in vita sua questo Zaccai, in anni e anni di politica. Ma guarda tu che caso, il festino a base di trans e coca è la prima cosa che viene fuori.
Perfetto, mi dico, vuol dire che è una persona onesta ed è eterosessuale. In un mondo in cui i politici di spicco sono quasi tutti pedofili, e dove la maggioranza sniffa coca, per finire sul giornale con questa notizia vuol dire che è tutto il contrario.
Con un parlamento poi in cui molti politici sono condannati o indagati per reati anche gravi come associazione mafiosa, uno che fa “solo” un festino a base di coca e trans comunque sarebbe un candido angioletto.
Capisco quindi che questo articolo e il fatto in cui è incappato è solo un avvertimento: la prossima volta quindi lo ammazzano.

Bravo guerriero David. Hai fatto centro ancora una volta, hai portato alla gente la voce di una persona onesta. Hai fatto conoscere una persona il cui operato non passerà inosservato a tutti, ma getterà un piccolo seme.
Ora, a questo punto, scatta il dilemma.


2. Il dilemma.

Il dilemma che ho con Pier Paolo Zaccai è lo stesso che ho con molte persone. Ormai dall’esperienza che mi sono fatto riesco a intuire il grado di pericolo che una persona corre. E Zaccai, sia per l’argomento di cui si occupa, sia per il modo in cui i giornali hanno trattato la cosa, è destinato ad essere assassinato.
Potrebbe salvarsi, se si rendesse conto del pericolo e prendesse le sue contromisure.
Quindi vorrei avvertirlo, ma come fare?
Ha un profilo su facebook, ma non posso mica chiedere l’amicizia ad uno e dirgli: “Onorevole, scusi, le chiedo l’amicizia perché credo che vogliano accopparla e vorrei discutere con lei alcune cosette, tipo il modo in cui la accopperanno, cosa fare per prevenirlo, ecc. Prevedo che la impiccheranno, sa, ma non è detto invece che non decidano di ucciderla facendola trovare morto dopo un festino gay... vorrei anche parlare con lei poi del senso della vita e della morte, perché se non supera la paura di morire, mi dispiace dirglielo, ma lei è già morto e tant’è che si suicidi da solo. Invece se legge il libro di Paramahansa Yogananda, o i libri di Rudolf Steiner sul Karma, lei capirà che... ecc...”
Il rischio è che mi mandi a fanculo e che non ottengo l’effetto desiderato e che faccia la fine di Fantozzi quando si arrampica alla finestre di una casa chiedendo “scusi, chi ha fatto palo?” e si becca un pugno in faccia.

In questi anni, poi, ho capito che nessuno si salva, se non lo vuole lui stesso. Nessuno salva nessuno, tranne la persona stessa.
Come ho spiegato molte volte, la maggior parte delle vittime vuole il suo destino di vittima, e non c’è niente da fare per fargli cambiare idea. Serve solo a farti prendere per pazzo, a farti perdere tempo, e non aiuta gli altri.
Spesso, in questi anni, ho assistito e assisto al disastro sistematico di intere famiglie, o aziende, che non vedendo il disegno dietro di loro, perdono un familiare dopo l’altro, un collaboratore prezioso e un affare dopo l’altro, ma non intuendo neanche lontanamente quello che succede attorno a loro, vivono in un perenne stato di angoscia cercando di controllare una situazione che credono dipenda da una serie di eventi sfortunati.
Parlando con loro – e spesso si tratta di persone a cui voglio davvero bene, e per cui provo un dolore che talvolta è soffocante – faccio qualche timida domanda per vedere se hanno qualche sospetto, se c’è un’apertura al dialogo. Ma raramente mi capita di trovarlo.

Hai avuto un incidente? Ah, e come è capitato? Non lo sai, ti sei ritrovato fuori strada senza sapere perché e come? Che sfiga! Ah, anche tuo fratello ha avuto un incidente? Uh, ma è proprio una sfiga al quadrato, specie dopo il suicidio di tua madre l’anno scorso. E quindi? Ok, passiamo alle cose importanti: il libro migliore, per preparare diritto civile, è quello dello Zatti.

Tuo padre si è suicidato con un coltello nella schiena? Ma proprio nella schiena? Ah ok, capisco non vuoi parlarne. Capisco, la famiglia vuole il silenzio. Sì, i miei stanno bene, anche se è parecchio che non li vedo. Grazie, presenterò i saluti.

Quindi ti sei svegliato addormentato sul cadavere di tua moglie, in un lago di sangue, e non ricordi altro? Ah. E in che sezione della procura lavoravi? Ai delitti in famiglia? Proprio ai delitti in famiglia e guarda caso uccidi tua moglie senza ricordare nulla? Ah, e i tuoi colleghi carabinieri hanno testimoniato il falso contro di te? Ah, capisco. Vuoi approfondire? Capisco, no. Preferisci non parlarne. Capisco. Parliamo d’altro. Ci sono tante cose interessanti di cui parlare nella vita. Ci mancherebbe.

Ma credo che il massimo sia stato quando ricevetti l’incarico da un marito, di far luce sulla moglie, all’ergastolo per aver ucciso una persona. Studiato il materiale, telefono trionfante all’uomo perché avevo quelle che – a mio parere – erano le inequivocabili prove dell’innocenza della donna, e quello mi fa: “Scusi avvocato, ma c’è la finale di campionato. Possiamo sentirci domani?”
Bè. Certo, rispondo. Ci mancherebbe. Ubi maior minor cessat. Sennò poi il mio amico Daniele mi dice che sono troppo altezzoso e spocchioso verso gli amanti del calcio e che faccio il superiore. Allora ricaccio la voglia di mandarlo a fanculo e gli dico “certo, richiami pure domani”.

Talvolta invece si apre qualche timido spiraglio di comprensione, e allora può nascere un’amicizia, una collaborazione professionale stupenda. Ricordo una collega. Hai avuto un incidente e hai distrutto l’auto? Come sarebbe che hai avuto un colpo di sonno in pieno centro storico, quando eri appena partita? Ma in che giorno e in che ora? Ah che coincidenza, lo stesso giorno e la stessa ora in cui ha vuto un incidente ed è entrato in coma il proprietario di un’azienza che conoscevo, stesso giorno e stessa ora in cui tra l’altro perdeva la vita una famiglia intera sull’A1, sette persone. Proprio un giorno e un’ora sfigati. Ma come sarebbe che non eri stanca? Ma hai qualche dubbio su questa dinamica? Sì?
Ok, allora si può approfondire. Qualcuno ogni tanto ha dei dubbi, capisce, e decide di approfondire.

Questo il dilemma con Pier Paolo Zaccai. Non lo conosco, e se ho difficoltà con le persone che conosco, figuriamoci con uno sconosciuto. Però ci provo.
Gli scrivo.
“Salve onorevole, ho ascoltato la trasmissione, e le faccio i complimenti. Se lei ha capito un po’ il sistema, forse già lo sa. Se non lo sa, volevo dirle che dopo la questione dei trans e della coca, che è chiaramente un avvertimento, seguiranno altre azioni, molto più pesanti. Ma forse lei il sistema lo conosce meglio di me”.

Ho gettato l’amo.
Non potevo spiegargli bene tutto, ho solo detto due parole sintetiche, di cui lui mi ringrazia.
Il mio scopo è quello di gettare un amo che possa servire per il futuro, se Pier Paolo uscirà vivo dall’inferno che senz’altro attraverserà.
La mia speranza è che quando tenteranno di ucciderlo sopravviva, e che si ricordi di quello che ho scritto. Allora mi telefonerà, parleremo, ci confronteremo, e forse inizieremo a crescere insieme, e a camminare insieme per una parte del nostro percorso, condividendo uno stesso fine.
Mi dico che è un sogno, sarebbe una delle prime volte che succede, a parte Solange. Un altro caso del genere successe con Paolo Ferraro, quando scrissi l’articolo “Prima che suicidino il magistrato Paolo Ferraro”. Con lui abbiamo iniziato un cammino insieme, anche se ogni tanto ci azzuffiamo e ha un carattere insopportabile solo un filino più di quello di Solange, oltre ad un modo di scrivere talmente contorto che mi verrebbe da andare da quelli che lo volevano ammazzare e proporre loro il contrappasso perfetto: “Signori, dopo aver raccolto in volume le sue discovery illeggibili, e dopo averle rilegate con copertina rigida e di pregio, uccidetelo a colpi di discovery”.
Il cammino di certe persone, tra cui quello di Solange, me, Ferraro, Gramiccioli e tanti altri, è una discesa all’inferno. Con molta fatica si riesce infine a raggiungere il purgatorio, per poi alla fine arrivare al paradiso, ma non tutti ce la fanno, e molti rimangono nella selva oscura. In questo Dante aveva perfettamente ragione, e in questo la massoneria ha una sua saggezza.
Non so se Pier Paolo Zaccai ce la farà a sopravvivere all’inferno.
Ma so che se sopravviverà forse lo reincontrerò.


3. Inferno, scandaloso mistero.

Poco tempo dopo comincia per Pier Paolo Zaccai la discesa all’inferno. I giornali riportano un suo tentativo di suicidio. Questo il link.


Capisco che è al centro dell’inferno, che sta passando il peggio del peggio.
Gli scrivo ma non mi risponde.
Spero che ne esca, e spero un giorno di risentirlo.

Passano i mesi e non lo sento più.

A novembre, infine, mi chiama e ci incontriamo.
Mi racconta del festino a base di coca e trans, in realtà un pestaggio in piena regola da parte di uomini della polizia di stato che lo hanno gonfiato di botte fino a farlo arrivare in ospedale in stato di morte cerebrale, da cui si è ripreso per miracolo.
Mi racconta del periodo passato.
Un altro tentato omicidio, minacce a lui e alla sua compagna Luisa. Una delle figlie di Luisa verrà investita violentemente da un’auto e viene minacciata pubblicamente su facebook.
Sta cercando di uscire dall’inferno, vuole pareri, consigli, cerca di capire come muoversi. Non è il primo – politico, magistrato, avvocato, imprenditore – che si scontra frontalmente con certi poteri rimanendo sconvolto dalla loro potenza e dal tipo di mezzi che utilizzano.
Gli consiglio altre persone competenti a cui rivolgersi.
Gli spiego che la vicenda della droga e dei trans nasce dal fatto che lui è uno dei pochi politici eterosessuali e onesti, e quindi per contrappasso gli fanno quello scherzetto. Gli spiego del contrappasso dantesco, di alcuni sistemi che usano per destabilizzare le persone scomode, per ucciderle socialmente prima che fisicamente.
Gli dico poi che siccome non ha nulla da perdere, ormai non deve temere per la sua vita. La sua situazione peggio di così non potrebbe essere. Quindi non abbia timore di fare mosse avventate. La sua vita potrà solo migliorare, e peggio di così non potrebbe stare, quindi stia tranquillo, e inizi a lavorare per il bene.
Mi ricordo le parole di Gabriella Carlizzi, quando la incontrai il 23 dicembre del 2007: “Ormai non hai scampo. Ti ammazzano di sicuro. L’unica possibilità che hai per rimanere vivo è occuparti ufficialmente di queste cose. In questo modo forse ti salvi”.
Ripeto a lui le stesse parole. Identiche.
La differenza tra me e Pier Paolo è che io, all’epoca, dovetti sdraiarmi su una poltrona pieghevole perché le gambe non mi reggevano per lo shock. Pier Paolo invece pare prenderla abbastanza bene, probabilmente perché dopo tutto quello che ha passato ormai difficilmente può passare di peggio.

Nei giorni seguenti Pier Paolo si confronterà con me ma anche con altre persone più specializzate di me, inizia il suo percorso nel purgatorio e la sua risalita.

Qualche giorno fa, una novità.
Il 18 gennaio, arriva la notizia dell’assoluzione nel processo in cui lo avevano coinvolto, quello dei trans e della coca. Era stato accusato di cessione di sostanze stupefacenti. Assolto per non aver commesso il fatto.
Il festino a base di trans e coca era una bufala.
La sera stessa, alle 21, danno fuoco alla casa di sua sorella, con due bambini piccoli dentro che in quel momento stanno guardando la TV. La casa è distrutta, i mobili distrutti, e le fiamme saranno domate solo dopo ore e ore di intervento dei pompieri, alle 4 del mattino. Poteva essere una strage.

Buon cammino, Pierpaolo. Da adesso inizia il tuo percorso umano, ma soprattutto spirituale, che ti porterà in paradiso, quando farai come Dante, che al canto 33 vede Dio, comprendendo che Dio è “pinto della nostra effige”.
A me ci è voluto un po’ per capirla quella frase, e forse ancora non l’ho capita bene, perché mi trovo ancora nel purgatorio, sia pure nel tratto finale, spero, quello nella prossimità del fiume Lete, dove è primavera sempre ed ogni frutto.
Troverai ad accompagnarti tante persone in questo cammino. Ci sarò io, per quel che potrò; ci sarà Solange, devi solo stare attento a non farla incazzare troppo perché ha un rottweiler e tra i due il cane da guardia non è il rottweiler; c’è Paolo Ferraro che ti farà venire voglia di prenderlo a pugni ogni tanto, ma è una bravissima persona e ce ne fossero di magistrati coraggiosi e onesti come lui, con la forza di riprendersi da una batosta come quella che ha subito (simile alla tua) e rialzarsi ed entrare in politica; ci sarà David, il paladino dei deboli, lo sponsor di tutti gli sfigati dell’antisistema che se non avessero lui non li conoscerebbe nessuno; ci sarà Fausto, che è ad alti livelli del cammino spirituale e quindi lo contattano da mezzo mondo con problemi che vanno dall’omicidio del marito al brufoletto sulla guancia che la persona non riesce a mandare via con la crema; poi Stefania che è piccola ma sta crescendo come la piccola Rae, e tante altre persone che conoscerai col tempo.

Soprattutto, però, troverai te stesso, perché ti posso assicurare che in questo cammino perdi molte cose, amici, colleghi, familiari, ma una cosa la ritrovi sicuramente se avrai forza: te stesso. Quel te stesso che certi apparati, una certa politica, ci fanno dimenticare, per correre dietro a cose che sono solo specchietti per le allodole.
E quando ti sarai ritrovato, riderai quando rileggerai gli articoli sui festini a base di trans e coca. Solo chi ha conosciuto l’inferno può apprezzare il paradiso. E il mistero dell’inferno è che dipende solo da noi stessi.



PS. Caro Pier Paolo, adesso ti dirò una cosa che suonerà un po’ delirante. Non ho mai capito per lungo tempo il titolo di un libro molto particolare, unico, scritto da Marino Alberto Balducci, che è una riscrittura del capolavoro dantesco. Anche il titolo è particolare: “Inferno, scandaloso mistero”.
Non ho capito perché l’autore lo definisce scandaloso, ma credo di aver capito qual è il mistero.
L’inferno siamo noi stessi.
Non esistono i poteri occulti, tranne quelli che albergano dentro noi stessi.
Il paradiso è quello, e quando sarai in grado di capire la Divina Commedia, troverai il paradiso.
La differenza tra noi e Dante è che noi non abbiamo Virgilio a guidarci, dobbiamo farcela da soli, andando a intuito, sbagliando più volte, e quando faccio il conto di quanti sono e chi sono i paladini dell’antisistema su cui uno può contare nei momenti del bisogno (quelli che un mio carissimo amico intimo chiama i “luchador antirosicruciani”), mi pare di far parte dell’Armata Brancaleone.








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L'uomo può nascere, ma per nascere deve prima morire, e per morire deve prima svegliarsi.
- G.I. Gurdjieff -
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MessaggioInviato: Ven Gen 25 2013, 14:21:28    Oggetto: Adv






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siria

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MessaggioInviato: Dom Gen 27 2013, 10:27:01    Oggetto:  
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Caro Paolo, questo tuo articolo lo stampo per rieggerlo quando dovessi sentirmi giù di morale.

Sento un debito di riconoscenza con Voi delle armate (che sono più di quello che sembra), e anche con i Partecipanti al forum, come con tutti coloro che diffondo informazioni in internet, nei libri, da cui, nel tempo, passo dopo passo, ho preso alcuni spunti fondamentali per poter transitare dall'Inferno (senza internet, quelle informazioni non avrebbero avuto molta diffusione, e almeno io sicuramente non avrei saputo nulla). Informazioni che sono state criminosamente nascoste per mantenerci schiavi. Perciò grazie.

Sono stata all'Inferno, è stato un percorso durissimo, ma ho imparato tanto, forse più di quanto abbia mai imparato attendendo a lungo ma con poco coraggio nel Limbo. L'inferno è proprio dentro di sè, un sè dissociato, sgretolato. L'Inferno può svegliarti, insegnarti, ma qualche spunto devi averlo, perchè devi essere abbastanza preparato e forte da superarlo. Per questo è importante il lavoro delle armate (visibili, ma anche invisibili) perchè se è vero che non c'è Virgilio ci saranno tante altre guide che ti daranno qualche indicazione.

Vorrei darti solo un piccolo spunto, anche se capisco che hai ragione nelle tue analisi.

Ho verificato nella mia esperienza che effettivamente l'osservatore influisce sulla creazione della realtà (fisica quantistica). Tanti osservatori influiscono più di uno solo. Poi ci sono le teorie sulle egregore, che credo tu conosca e che gli enti di potere usano in modo magistrale.

Non si può cercare di essere più ottimisti? ad esempio vedere l'armata non come quella di Brancaleone, ma come una solida armata?
Se si continua a profetizzare, visualizzare, pronosticare il potere di questi enti, gruppi organizzati non si fa altro che aiutarli.

Non si può provare a visualizzare che tutti i tentativi di colpire le persone, che non accettano le condizioni del malvagio sistema, andranno falliti? perchè non proviamo a visualizzare che attentati, bluf giornalistici, ecc andranno sempre nel vuoto, che qualcosa gli andrà sempre storto, che saranno scoperti.

Perchè non imaginiamo che ogni loro azione di aggressione andrà fallita, applicando le varie leggi attrazione, fisica quantistica e alla fine la tradizione millenaria della preghiera?
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nikk

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MessaggioInviato: Ven Mag 04 2018, 11:51:40    Oggetto:  inferno di Pier Paolo Zaccai attenzione alle fonti
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Secondo me è un po' da verificare quanto scritto cito testuali parole scritte:

La sera stessa, alle 21, danno fuoco alla casa di sua sorella, con due bambini piccoli dentro che in quel momento stanno guardando la TV. La casa è distrutta, i mobili distrutti, e le fiamme saranno domate solo dopo ore e ore di intervento dei pompieri, alle 4 del mattino. Poteva essere una strage.

la casa della sorella andò a fuoco a causa della canna fumaria non a norma del vicino di casa (più precisamente l' iquilino di sotto) che a quanto pare è stato multato e denunciato (la casa fu messa all'asta).

Comunque non è affar che ci riguarda, solamente attenzione alle fonti non possono essere unilaterali credendo a tutto ciò che passa per la testa di qualcuno e che poi esprime a parole, ci sono articoli di giornali e la storia della casa bruciata è stata una disgrazia documentata anche dai giornali.
in questo caso non è persecuzione o minacce al Sig. Zaccai
Rimaniamo con i piedi per terra, e che ognuno raccolga ciò che ha seminato.

alla prossima
Nikk
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