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I buoni, i cattivi e il controllo
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umbertoeco

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MessaggioInviato: Mer Set 16 2015, 13:36:34    Oggetto:  I buoni, i cattivi e il controllo
Descrizione: Agg. VI. da 'La solitudine del cittadino globale' di Zygmunt Bauman
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I
I buoni

Una cosa che un buon complottista deve tenere bene a mente è diffidare sempre di chi si mette, da sé, ufficialmente nel recinto dei buoni: molte onlus e molte cooperative sociali non sono altro che coperture dei servizi, o comunque hanno scopi opposti alla loro definizione ufficiale. Non si tratta di eterogenesi dei fini, in quanto il fine che queste associazioni di copertura si sono poste è da subito eterogeneo alla loro denominazione filantropica, la quale non è che una copertura in neolingua. Stessa cosa per molti slanci filantropici che risultano troppo insistiti e supportati, in un determinato periodo, da troppe persone: c’è qualcosa dietro, c’è un fine che va in un'altra direzione, ed è bene osservare dalla parte opposta a quella indicata dal dito.
Qualche anno fa, soprattutto da parte della destra più massonica, si fece un gran parlare, in televisione e su tutti i media, di lotta contro la pedofilia. In ogni programma di dibattito politico arrivava il momento in cui la Santanché o Barbareschi (un altro grande esponente della destra ‘a vita bassa’) si mettevano a parlare di lotta alla pedofilia come del problema principale sul piatto della nostra vita sociale e politica; di castrazione chimica e di minaccia pedofila che veniva da internet. I nostri figli sono ed erano tutti in pericolo. Si pompava moltissimo sulla minaccia degli ‘orchi’, e anche sui telegiornali si faceva, e si fa, uso smodato di questa terminologia da fantasy. Sono poi esplosi casi (mi viene da pensare che molti di questi siano stati costruiti ad arte) come Rignano a creare una vera psicosi di massa contro un crimine odioso contro il quale è molto facile radunare un consenso attivo e bellicoso. La pedofilia è proprio il crimine più odioso. I bambini sono innocenti e non hanno difese contro un adulto. Nessuno prova pietà o comprensione per un malato che abusa dell’innocenza di un bambino. Per questo motivo l’accusa di pedofilia è stata storicamente strumentalizzata come un’arma contro le persone o le ideologie che si volevano mettere in cattiva luce: si diceva che i Comunisti mangiassero i bambini, che gli ebrei sacrificassero bambini cristiani per pasqua (beh su questo ci sono delle tesi interessanti: il figlio del rabbino Toaff, Ariel Toaff, ha scritto un saggio: ‘Pasque di sangue’, poi censurato e ostracizzato dalla comunità ebraica, che accennava a cose di questo tipo), si è detto di alcune celebrità che hanno poi avuto la vita distrutta per questo, che abusavano dei bambini: Micheal Jackson, una star sotto il braccio degli ‘illuminati’ e probabilmente uccisa da questi, bollato come pedofilo e processato con prove labili ed insufficienti. Ci sono stati dissidenti politici in Portogallo, in Spagna, in Sudamerica, in Italia, sotto le dittature, accusati di pedofilia e omosessualità (oggi una accusa che non è più tale). I servizi segreti ed i loro 'appalti esterni' (gruppi di vendetta e altre porcherie simili), hanno un termine per definire l'azione di diffamare un dissidente o un attivista sessualmente sano per farlo passare come pedofilo e poterlo mettere nelle mani delle reti antipedofilo: in linguaggio tecnico si dice 'pedofizzare' un obiettivo. E' un lavoro lungo e prende molto tempo, ma piano piano, tramite menzogne e diffamazione sistematica, si stacca un soggetto da tutti i legami affettivi e parentali che è riuscito a costruire, lo si isola, e quando è solo lo si diffama come pedofilo credibile: lo si 'pedofizza'. In realtà la pedofilia è un reato che viene compiuto in modo molto ben organizzato e sistematizzato da reti di persone insospettabili che sono proprio quelli che hanno tutto l’interesse a diffondere la paura verso il singolo mostro, l’orco che sbava alla vista di un bambino. Sono nate, in questi ultimi anni, molte onlus che si occupano di combattere la pedofilia, e, in seguito ad una psicosi fobica indotta dai media, si sono sviluppate delle vere e proprie reti anti-pedofilo. Queste sono di fatto delle Ronde di cittadini che si muovono intorno a delle persone, che sono state loro segnalate, per rendere la vita di queste persone invivibile.
La prima domanda da porsi di fronte ad questo fenomeno che sembra nato spontaneamente ma in realtà è indotto dalla propaganda, è:
Queste reti autonome e semi-segrete, servono solo allo scopo che dicono di perseguire o fanno parte di un disegno più vasto, del quale gli appartenenti a queste stesse reti sono totalmente ignari?

Bisogna considerare che contemporaneamente al pompaggio della minaccia pedofila si muove da molto tempo il più grande battage mediatico, quello della nuova strategia della tensione sull’insicurezza del cittadino e sulla minaccia della criminalità comune: le stragi di erba, garlasco, motta visconti, sono la nuova strategia della tensione, niente di ideologico, o di politico, non va più di moda, devi semplicemente avere paura del tuo vicino di casa. Anche questo terrorismo ha creato gli anticorpi che dovevano essere creati nella forma dell’assistenza civile alle varie polizie: in sostanza altre reti di cittadini (molti pensionati, ma anche persone di tutte le categorie sociali) che volontariamente si offrono per aiutare polizia e Carabinieri nel controllo del territorio. Questi Assistenti Civici firmano un contratto di segretezza e sono tenuti alla riservatezza circa gli obiettivi che devono osservare e soprattutto sui protocolli che devono seguire. Ecco quindi pronta un’altra rete capillare di cittadini che controllano altri cittadini (il protocollo dei Savi di Sion parla chiaro: 'il trenta per cento dei cittadini controllerà il restante sessanta’, ma sappiamo tutti che i Protocolli sono un falso storico, no?). Tutte queste reti, anti-pedofili e Assistenti Civici o Cittadini Osservatori, hanno una struttura piramidale dove ogni gruppo di ronda è coordinato da una persona. Questa persona accede alle informazioni sugli obiettivi da attenzionare da persone ad un livello superiore. I gruppi sono piccoli ed i cittadini non sono in contatto con i livelli di informazione superiori, in pratica hanno contatto solo con il coordinatore del gruppo e prendono per buono tutto quello che viene passato loro come informazione sull’obiettivo. Tutte queste reti di controllo fanno parte di un network che può essere sotto il coordinamento di ex poliziotti o figure che possono avere a che fare, anche indirettamente, con i servizi segreti; ed i cittadini volontari, spinti dalla voglia di collaborare per il ‘bene’, possono essere mossi a provocare obiettivi che potrebbero essere semplicemente avversari politici, persone che sanno cose che non dovrebbero sapere o innocenti vittime di abusi da parte di apparati militari-scientifici (ci torneremo). Ovviamente le reti anti-pedofili saranno utili anche nella lotta alla pedofilia, così come gli assistenti civici saranno utili anch’essi contro i veri delinquenti, ma tutte queste reti che si stanno creando sono innegabilmente un esercito di ignari burattini che possono essere usati per vari scopi, anche illegali, di controllo della vita sociale. Una forma di totalitarismo dove la società si controlla da sola; dove dei civili proclamatisi ‘buoni’ osservano e controllano i restanti civili che non fanno parte di questo gruppo virtuoso, in un panopticon Foucaultiano che sa tanto di fascismo 2.0. Un esperimento alla Stanley Milgram: definiamo dei buoni (scelti ovviamente tra persone che riconoscono ed obbediscono all’autorità) e chiediamo loro di agire in maniera scorretta contro i ‘cattivi’, il tutto per il bene della comunità.

Prendiamo una Onlus come ‘La Caramella Buona’, una onlus ‘buona’ che combatte la pedofilia. Intanto se volete cercare informazioni circa le reti antipedofilia su internet, digitate -reti anti pedofilo- su google e uno dei primi links che vi si presenterà sarà questo: http://www.rosacroceoggi.org/bambini/antipedofilia.htm (interessante, no?). Bene, La caramella buona è un sito anti-pedofilia che molto probabilmente gestisce una vera e propria rete anti-pedofilo. Nel sito, insieme ad altre 'cose buone’, c’è anche la ‘Casa Buona’, un ricovero dove gli attivisti si prendono cura dei bambini abusati. Da chi è stato fondata la onlus ‘la caramella buona’? Vediamo un po’:

ONLUS ‘La Caramella Buona'

Presidente: ROBERTO MIRABILE, Giornalista - già Membro dell'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Roberto mirabile collabora anche a CIVICRAZIA, una associazione che si occupa dei diritti del cittadino nei confronti delle istituzioni. Andatevi a vedere il logo di questa associazione, è la stella di Davide: una congrega di massoni.

Presidente onorario: NINO MARAZZITA, Avvocato penalista - Corte di Cassazione, Roma,
L’avvocato Marazzita lo avrete visto chissà quante volte in televisione. Lo trovate nei più clamorosi casi di depistaggio della storia recente della nostra repubblica: Caso Moro - Legale di Eleonora Moro, Caso Pasolini e caso Mostro di firenze - dove era nel gruppo di difensori di Pacciani, gruppo di cui faceva parte anche l’onnipresente Francesco Bruno, uomo dei servizi segreti. Questo gruppo verrà poi accusato di essere al soldo del SISDE e di lavorare per la copertura e l’insabbiamento del caso Mostro di Firenze, articolo qui:
http://archiviostorico.corriere.it/2001/settembre/06/Caso_Pacciani_psicologo_del_Sisde_co_0_0109066179.shtml

Vice presidenza: ROBERTA BRUZZONE, Direttore Scientifico, psicologa e criminologa
Sulla Bruzzone si potrebbe scrivere un libro. Per come la vedo io è un personaggio completamente costruito dai servizi, ad uso televisivo e propagandistico. E’ il criminologo uscito dalle mani di un buon chirurgo plastico per non dirvi mai niente di significativo sui casi che si trova ad affrontare in tutte (tutte) le trasmissioni che si occupano della nuova strategia della tensione, quella sugli omicidi del cortile. Nel suo lunghissimo curriculum, anche un training in California, San Francisco, patrocinato dall'FBI.

Ecco chi gestisce i ‘Buoni’. Quasi tutta la rete nazionale dei ‘buoni’ è gestita da ex poliziotti, servizi segreti e da massoni. Di sicuro questi ‘buoni’ vogliono solo fare il bene della società; di sicuro l’esercito dei buoni, in virtù della struttura piramidale con la quale è strutturato, è un esercito di burattini ciechi che può essere eterodiretto verso dei fini non in linea con le ingenue buone intenzioni degli stessi singoli cittadini che si considerano ‘buoni’ e ‘lavoratori’, a differenza degli altri.


II
Reti di controllo: metodi e protocolli

Come dicevo, con un notevole e programmato sforzo di propaganda, con una feroce strategia della tensione e con il progressivo depotenziamento delle polizie ufficiali (ormai senza fondi e senza personale) sono state create le condizioni per la nascita di reti di cittadini che controllano altri cittadini più o meno in ogni comune d'italia, d'Europa, e probabilmente di tutto il mondo occidentale (e non solo occidentale). Credo che questo sia uno degli aspetti portanti del grande progetto di globalizzazione verso un nuovo ordine mondiale, dal momento che in un mondo unificato e monoidentitario il problema principale sarà proprio quello del controllo profondo della popolazione e della creazione di uno stato di sorveglianza continua e diffusa. Ed è uno di quegli aspetti dal carattere più specificamente totalitario del nwo, che insieme ai progetti (come Echelon) di controllo capillare della vita digitale, si occuperà di controllare totalmente la vita degli uomini. Se vi guardate questa TED Talk di Hubertus Knabe, una vittima della STASI, la polizia politica della Germania est ai tempi della guerra fredda, vi renderete conto di come il controllo capillare dei civili, dei cittadini ed addirittura dei parenti stretti, sia essenziale ad uno stato totalitario. Link qui: https://www.ted.com/talks/hubertus_knabe_the_dark_secrets_of_a_surveillance_state?language=en . Chi partecipa a queste reti di controllo, come dicevo, lo fa con lo stesso entusiasmo con il quale le camicie nere salivano sui furgoni negli anni trenta per andare a legnare qualche nemico del regime: con la consapevolezza di essere nel giusto e di combattere per il bene contro il male. La storia, poi, ha dato torto a questi bravi cittadini fiduciosi nell’autorità.
L’insieme delle reti civili che si occupano di osservazione del territorio, il cui ruolo è molto più attivo di quanto non ci viene detto e non è solo di osservazione, come poi vedremo, è capillarmente diffuso in tutti i comuni italiani, compresi i comuni più piccoli, ed è composto da svariate reti più o meno integrate con le polizie ufficiali: dagli Assistenti Civici ( http://www.comune.bologna.it/news/presentati-alla-citt-i-nuovi-assistenti-civici ), all’Associazione per Il Controllo del Vicinato ( http://controllodelvicinato.it ), a Sicurezza Partecipata ( http://www.interno.gov.it/it/notizie/controllo-vicinato-piacenza-forma-sicurezza-partecipata ), Piano Sicura ( http://www.prefettura.it/venezia/contenuti/9080.htm ) etc. Insieme a questi si muovono tutte le reti ‘spontanee’ che si stanno creando tramite iniziativa privata dei cittadini: le varie ronde 2.0 ( http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2015/04/29/news/organizzate-ronde-anti-ladri-sfruttando-facebook-e-whatsapp-1.11323233 ), ronde WhatsApp e ronde coordinate via Facebook. Poi ci sono tutte le reti anti-pedofilo, tipo ‘La Caramella Buona’, rete L'Abuso e altre, come abbiamo già visto. Tutte queste reti sfruttano la copertura giuridica del famoso decreto n°11 (numero massonico) sulle ronde, che fu proposto da Maroni della Lega Nord (la Lega è una creazione totalmente massonica, il cui simbolo, il fiore della vita, è un'antichissimo simbolo energetico di geometria sacra, che pare fosse iscritto in uno dei soffitti del tempio di Osiride, in Egitto) nel Febbraio (2=1+1=11) 2009 (11), divenuto poi legge n°38 (di nuovo 11) il 23 Aprile (5+4=9) 2009 (11+9=2+9=11). Legge che passò nell’indifferenza generale, considerata e camuffata da inutile e irrilevante pagliacciata leghista di tipo nostalgico (Link qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Decreto_Maroni ), ma che in realtà faceva parte di un disegno massonico molto preciso di concerto tra controllo legale e controllo medico-psichiatrico, collegato anche alle mosse, sempre dell’Aprile 2009, della Conferenza delle Provincie Autonome sui caratteri giuridici e procedurali nell'applicazione del T.S.O. Il tutto per costruire, lentamente e nel tempo, una micidiale macchina repressiva e di controllo ben diffusa sul territorio. Interessante notare come all’interno del decreto Maroni, che di fatto legalizzava lo stalking di gruppo sotto forma di Ronda, vi fosse un paragrafo redatto da Mara Carfagna, atto a penalizzare proprio il crimine di stalking, però inteso come azione da singolo a singolo, e particolarmente riferito allo stalking contro le donne. Un modo tipicamente ingannatorio per dare una direzione ed un significato diverso ad una parola che sarebbe potuta divenire, in modo negativo, un marchio critico nei confronti dell’intero decreto legge sulle ronde. Un disinnesco del termine ‘stalking’, di fatto continuato durante tutta la melensa campagna strumentale a difesa delle donne, campagna, anche questa, pompatissima da tutti i media di regime. Quindi oggi ‘stalking' è una parola che in Italia ha un significato preciso: accerchiamento e violenza su una donna. Niente accusa di stalking di gruppo, niente accusa di stalking per le ronde: il termine fa parte del decreto stesso e ne è la pelle d’agnello, in un tipico gioco a rovescio della neolingua.

Ma vediamo i protocolli che vengono usati da queste reti di civili, cerchiamo di capire come sono stati sviluppati e cerchiamo di capire perché sono stati disegnati per essere al limite della legalità.

III
l’aria è di tutti

ricordate da bambini quando vi facevano quel giochino di invadere il vostro spazio vitale muovendo le dita vicino ai vostri occhi e vicino alla vostra faccia dicendo: ‘l’aria è di tutti’? Se aveste risposto con un ceffone sarebbe stata una risposta sana, ma sareste passati dalla parte del torto: sareste stati quelli violenti, e chi vi faceva quello stupido giochino sarebbe molto probabilmente andato a piangere dalla mamma o dal fratello maggiore. I vostri amici, con quel giochino de ‘l’aria è di tutti’ in realtà vi hanno fatto una violenza che tecnicamente si chiama ‘no touch torture’, ed è una tecnica malata che solleva loro da qualsiasi responsabilità ed accusa di violenza. E’ una provocazione, un gesto puerile e malato, con un proposito che contiene una reale perversione del significato di violenza: ti faccio del male ma lo faccio facendo niente, facendo niente di male, tecnicamente. Ecco: alla base dei protocolli che vengono usati da tutta la rete virtuosa di cittadini che collaborano con la polizia c’è quel giochino infame de ‘l’aria è di tutti’.
Tutte le reti di controllo di cui abbiamo parlato agiscono in concerto con un vero e proprio attacco di gruppo nei confronti di un singolo obiettivo (un sospetto, un’ ‘avversario della società civile’) e lo fanno con una turnazione che non permette all’obiettivo di poter focalizzare o individuare un vero attore dell'attacco; ognuno di questi molestatori agisce in una porzione limitata di tempo con azioni di disturbo che possono rientrare nell’ambito della legalità (l’aria è di tutti, come abbiamo visto), e, come innocenti gocce d’acqua che cadono sempre sul stesso punto, finiscono per creare un danno irreparabile nella vita dell’obiettivo della loro attenzione. Per obiettivo singolo si intende, badate bene, una persona a piede libero, che gode, è bene ribadirlo, degli stessi diritti di cui godono ‘i buoni’, i quali, evidentemente, considerano l’intero sistema legale insufficiente alla coesistenza civile. Pensionati, madri di famiglia e onesti lavoratori (magari con dei Q.I. molto nella media, o anche sotto, che aiuta), insomma: questi 'buoni', utilizzando i protocolli che sono stati presentati loro come un’azione di disturbo legale alla vita di un nemico della società, cioè di un ‘cattivo’, mettono in atto una tecnica decisamente infame, che solleva loro da qualsiasi impatto con la propria coscienza, e che in realtà ha origini molto antiche, essendo stata usata storicamente perfino dal KluKluxKlan contro i neri, negli stati più arretrati del sud degli stati uniti. Il KluKluxKlan è stato un fenomeno totalmente massonico, nato per mano di un certo Albert Pike, un 33 che pare sia stato a capo della intera massoneria americana, colui che che ha scritto Morals and Dogma, uno dei testi sacri della massoneria e non solo in america. Pike è quello famoso anche per essersi scambiato qualche cartolina con un certo Giuseppe Mazzini intorno agli anni ’70 del 1800. KKK in gematria è 222 che è anche sei, cioè 33 (ma anche le Kardashians, in fondo, sono tre K). Quindi, questi protocolli di comportamento che hanno nella stessa ipocrisia del loro meccanismo ingannatorio e autoassolutorio la costante dell'inganno e della menzogna, sono proprio per questo intrinsecamente massonici, e strutturalmente fascisti (tutti insieme come un sol corpo!). Questi protocolli sono stati raffinati nel tempo e sono stati arricchiti con tecniche psicologiche che sono state via via applicate in contesti come la Germania Est della Stasi (in Germania Est questa tecnica si chiamava Zersetzen, letteralmente: disintegrazione), l’America della caccia alle streghe, delle Red Squads e della Cointelpro. In questo modo sono state distrutte le vite di molti attivisti delle Black Panthers e di attivisti per i diritti civili negli anni sessanta; per mano della Cia, seguendo gli stessi protocolli, sono state compromesse le vite di personalità come John Lennon o di creature dall’animo nobile e sensibile come Jean Seberg. Anche le più svariate sette di stampo più o meno religioso adottano protocolli di questo tipo contro i fuoriusciti o contro chi mette il naso dove non lo dovrebbe mettere: Scientology, testimoni di Geova e psicosette di dimensioni inferiori hanno distrutto vita e reputazione di moltissime persone senza nemmeno un tocco, entrando nella loro vita dall'esterno, dai limiti della legalità e con la diffamazione. Ad un livello superiore di questa struttura piramidale di controllo c’è chi agisce per la diffamazione e la distruzione della reputazione della persona obiettivo della sorveglianza, ma in questo caso, di questi professionisti del discredito non ci vogliamo interessare, in questo post ci occupiamo solo del primo livello di sorveglianza, quello del cittadino convinto di difendere la società per il bene, e ignaro di far parte di una piramide che sale molto, molto più in alto. I protocolli che sono in uso a questi cittadini introducono semplicemente il concetto di presenza costante nella vita dell’obiettivo, e di intralcio di tutte le sue attività. Questi protocolli sono fatti di gesti, comportamenti e segni di riconoscimento. Vediamoli:

Segue...


Ultima modifica di umbertoeco il Mer Apr 27 2016, 19:16:50, modificato 5 volte in totale
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MessaggioInviato: Sab Ott 31 2015, 13:02:47    Oggetto:  
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IV
Protocolli
Vediamo quindi i metodi: Ci sono dei segni che sono utili solamente alla visibilità. E' un codice a cui un obiettivo viene sensibilizzato, venendo sottoposto alla ripetizione del gesto o del simbolo in modo che ogni volta che lo vede sappia che la persona o la cosa fa riferimento a lui.

Segni 
quello che ogni individuo della rete di controllo può fare singolarmente

* Passarsi le mani tra i capelli
Un po’ come nel Baseball, alcuni gesti che possono essere mimetizzati nella gestualità quotidiana servono alla comunicazione tra persone che conoscono il linguaggio. Chi appartiene alla rete sa che l’obiettivo (la preda!) è stato istruito al linguaggio e comunica con lui con un messaggio che in sostanza vuole dire: ‘so chi sei e cosa fai; ti guardo’. Questo gesto è per te’.
* Fari dell’auto asimmetrici, uno più intenso dell’altro
Questa è la cosa più ridicola ma anche la più massonica: l’asimmetria rompe la normale tendenza verso l’armonia ed il bilateralismo che sono strutturati nel nostro cervello: due lobi che dovrebbero lavorare in consonanza ad in armonia. A chi entra in massoneria viene fatta una iniziazione che stravolge questa simmetria, una gamba del pantalone viene accorciata, ad esempio, e questo rito fa parte di una fase di smembramento e ‘morte’ della persona necessaria alla successiva rinascita come massone. E’ l’opera al nero o nigredo, parola con cui ci hanno spaccato i coglioni scrittori come Sepulveda, Coelho, Yourcenar e via così. La cosa ridicola è che molte persone della ‘rete di controllo’ si fanno installare un potenziometro per poter controllare, indipendentemente l’uno dall’altro, i gruppi ottici della propria auto, in modo da poter abbagliare (solo un po’ più della norma, siamo ai limiti della legalità, mica fuori del tutto: siamo i buoni, no?) con un solo faro o con tutti e due l’obiettivo a cui vogliono far sapere che è sotto il loro controllo, e che lo vogliono disturbare, ma non troppo. 
* Ruote dell’auto a cui manca una borchia, o più di una
Ancora asimmetria e riconoscibilità.
* Un colore di riconoscimento
Viene attivato un linguaggio dei colori. Questa è una faccenda un po’ complicata, dove si innestano simbologie massoniche e guerra psicologica. Ognuno di noi ha un colore che non ama: una volta individuato, e non è un lavoro per questi civili, questo colore diventerà il colore con cui il network si metterà in contatto con l’obiettivo.
C’è poi, come dicevo, una dimensione molto massonica nel fatto che la maggior parte delle auto delle persone che fanno parte di questi network sono bianche o nere (che sono anche, è vero, le più diffuse), questo tende a creare uno fondale a scacchi dal valore simbolico e inconfondibilmente massonico: il bene ed il male, il caldo ed il freddo etc.
* Colpo di tosse
Un segnale storicamente usato per far sentire  a disagio la persona sensibilizzata. Lo puoi fare ovunque e non c’è niente di più mimetico. Lo facevano i fascisti agli ebrei in tempo di guerra, lo hanno sempre fatto ai pedofili, o presunti tali. Tossire per finta è facile e nessuno può chiederti di non farlo; è una ipocrisia minima ed è l’inizio del tuo percorso nell’ipocrisia dei comportamenti artificiali. E’ l’ipocrisia originale': quando avrai fatto questo gesto infame a chi ti verrà detto di farlo non sarai più la persona libera e diretta che eri prima, sarai un’ attore della post-modernità: dove un colpo di tosse non è più un gesto involontario e dove le cose non sono più, semplicemente, quello che erano.

Tattiche
Singole o coordinate

* Convoglio
in auto: molte auto fanno la stessa strada dell’obiettivo, occupano la corsia di sorpasso e lo rallentano.
* Tagliare la strada 
Quando un’auto della rete sorpassa l’obiettivo tende a stringergli la strada ed a rientrare proprio davanti (si, è pericoloso)
* Restringimento carreggiata
Quando un obiettivo sorpassa l’auto di un componente della rete questo si tiene largo nella sua carreggiata, restringendo lo spazio all'obiettivo
* Occupare lo spazio periferico, riempire la visuale (il frame)
Auto riconoscibili, (faro acceso e spento, borchia mancante, nera o bianca, quattro frecce accese) ferme o in movimento, occupano aree periferiche lungo la strada che l’obiettivo sta percorrendo. 
* Non guardate in Macchina!
Tutta questa strategia da grande fratello è stata mutuata dal cinema e ne segue molte regole fondamentali. La prima cosa che viene detta ad una comparsa quando partecipa ad un film è di ‘non guardare in macchina’, che è la precondizione con la quale la finzione si regge in piedi. Lo stesso viene detto alle comparse di questo controllo, solo che la ‘macchina da presa, in questo caso, sono gli occhi del singolo obiettivo del controllo.
* Immettersi da una strada laterale
Quando l’obiettivo passa in auto da una strada, le comparse si immettono sulla stessa strada da accessi laterali sincronicamente al suo passaggio,in modo che per una frazione di secondo le due auto sembrino in rotta di collisione.
* Conversazione indiretta
Quando un singolo obiettivo si siede al tavolo di un ristorante o di un bar alcune comparse del network di controllo parlano tra di loro inserendo nei loro discorsi nomi di persone che hanno a che fare con l’obiettivo (parenti amici), o parlano di qualcosa che è successo recentemente all’obiettivo facendo finta di parlare di qualcosa che è successo a loro.
* Far finta di telefonare
Mettere lungo il percorso dell’obiettivo delle persone ferme che telefonano o fanno finta di telefonare, come se fossero in rete tra di loro, per accentuare il senso di accerchiamento dell’obiettivo.
* Flash mobs
Un po’ come la conversazione indiretta, servono per sbriciolare il senso di realtà di un obiettivo e chiuderlo in un ambiente psicotico.


Bene, queste sono alcune cose, poi ci sono altre cose che vengono agite a dei livelli superiori , non dai civili ‘buoni’, ma dai professionisti di questo crimine di stato: danneggiamenti nella proprietà dell’obiettivo, intrusioni e fastidi di vario genere. Ma queste cose che avete letto sopra sono esattamente i protocolli che le polizie (municipali e non) di quasi tutti i comuni d’Italia, insegnano ai loro collaboratori civili, e sono gli stessi che vengono utilizzati da tutte le reti che vi ho illustrato nel paragrafo I.
Ci sono delle domande che, a mio modesto avviso, sarebbe giusto porsi di fronte a questa follia repressiva diffusa:
* Perché queste reti hanno bisogno di segretezza?
* Perché non dichiarare apertamente quello che fanno, nei media? Visto che il loro goal è il controllo e far sentire la propria presenza agli obiettivi della loro sorveglianza, non sarebbero ancora più efficaci se la loro presenza di controllori fosse dichiarata e alla luce del sole?
* Perché fare finta di niente con gli obiettivi del controllo e non dichiararsi?
* Perché tutte queste reti di controllo crescono nella totale indifferenza dei media?

Probabilmente una buona risposta a queste domande è che tutto questo viene taciuto perché è illegale.
La segretezza è un metodo massonico, ma è in totale contrasto con i metodi del mondo civile, che si dovrebbero basare, invece, sulla più totale trasparenza. Eppure, la segretezza omertosa (a certe domande nemmeno si risponde) viene lentamente inserita nelle istituzioni, nei media e nel processo democratico: Pensate al TTIP, un accordo dichiaratamente segreto (trasparentemente segreto, in neolingua) che è passato sopra le teste di tutti i cittadini europei senza grandissime proteste. Questo tipo di ‘polizia diffusa’, taciuta e segretata, è un capitolo portante dell’agenda per un nuovo ordine mondiale, ed è una procedura segreta come lo sono i nuovi accordi internazionali, che riguardano i cittadini dei paesi coinvolti ma dei quali non si può conoscere l’intero contenuto perché è riservato. Dovremo abituarci a queste nuove metodologie. In molti comuni d’Italia si sono insediati i nuovi sindaci di area renziana: ecco, in molti di questi comuni sono cambiate quasi subito le cariche dei comandanti della polizia Municipale o locale, ed in molti di questi comuni gli avvicendamenti non hanno avuto in iter molto ‘naturale’: molti dei vecchi vice-comandanti, stimati dai cittadini e dai colleghi, non sono stati, come invece sarebbe stato prevedibile, promossi ai vertici, ma sono stati scavalcati da professionalità venute anche da altri comuni, e formatesi in ambiti meno locali, ma più ‘atlantici’. Molti trovano positivi questi cambiamenti, ma io vi invito ancora a dare un occhio al TED talk di Hubertus Knabe ( https://www.ted.com/talks/hubertus_knabe_the_dark_secrets_of_a_surveillance_state?language=en ), ed a considerare il fatto che quello di cui lui sta parlando, in particolare il fenomeno che lui chiama 'unofficial employers' o 'informers', esiste anche oggi nelle nostre democrazie, ed è sempre più diffuso.


Ultima modifica di umbertoeco il Mar Dic 22 2015, 09:34:27, modificato 5 volte in totale
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Protocolli da seguire per convincere persone a controllare altre persone, utilizzando false prove e facendo uso di tecniche psicologiche.

'...this guideline is a detailed description of every step you have to take if you want to convince a human being to betray the fellow citizens...' Knabe

'...Stasi didn't want to arrest every dissident: it prefers to paralyse them...' Knabe


Ultima modifica di umbertoeco il Lun Dic 21 2015, 14:52:29, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Sab Ott 31 2015, 18:29:51    Oggetto:  Il braccio
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Dimenticavo un segno tipico dello network: il braccio fuori dal finestrino. E' comunque un segno di riconoscimento più ampio. Un giorno vi spiego.

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Yaoquizque

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MessaggioInviato: Dom Nov 01 2015, 17:11:04    Oggetto:  
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Ciao, è molto interessante quello che hai riportato. A me personalmente avendo vissuto certe esperienze in forma seppur decisamente più lieve rispetto alle modalità di controllo qui esposte, come fenomeno mi è sembrato un po' meno da "protocollo" cioè meno schematico e più versatile rispetto a ciò che hai riportato, però potrei anche sbagliarmi perché le impressioni del proprio vissuto personale, spesso sono soggettive e filtrate, quindi alterate dall'impatto emotivo del ricordo, ma credo che alla base sono tutte accomunate da modalità di attacco del malcapitato di turno pressoché similari. Per l'appunto vorrei chiederti: anche il pubblico ludibrio rientra fra le tattiche di destabilizzazione psicologica dell'individuo? chi organizza queste cose e chi collabora affinché vengano portate a compimento sono persone accecate da sentimenti negativi, rancore, odio e ostilità indotta? perché si cerca di non instaurare neanche un minimo di dialogo sincero con il bersaglio di turno? è soltanto un modo di distogliere l'attenzione dai veri problemi che attanagliano la nostra società? le sentinelle sociali per poter essere reclutate vengono ricattate per non essere sottoposte a loro volta al trattamento riservato al capro espiatorio? chi viene reclutato deve corrispondere a determinati requisiti psicologici? se dovessero porsi dei dubbi sull'eventuale e presunta colpevolezza del bersaglio, vengono prese delle contromisure? fanno leva sullo scarsa padronanza degli impulsi emozionali dei collaboratori civici, cioè sulla loro versione del "senso della giustizia"? se le accuse che vengono mosse nei confronti del bersaglio non corrispondono alla realtà dei fatti, cercheranno di farle sembrare reali usando tecniche di manipolazione mentale? le illusioni e le false convinzioni sono la base, le fondamenta del controllo psico-emotivo esercitato nei confronti degli addetti al controllo sociale?
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MessaggioInviato: Mar Nov 03 2015, 18:22:50    Oggetto:  
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Ciao, è molto interessante quello che hai riportato. A me personalmente avendo vissuto certe esperienze in forma seppur decisamente più lieve rispetto alle modalità di controllo qui esposte, come fenomeno mi è sembrato un po' meno da "protocollo" cioè meno schematico e più versatile rispetto a ciò che hai riportato, però potrei anche sbagliarmi perché le impressioni del proprio vissuto personale, spesso sono soggettive e filtrate, quindi alterate dall'impatto emotivo del ricordo, ma credo che alla base sono tutte accomunate da modalità di attacco del malcapitato di turno pressoché similari.

Intanto due cose: per come conosco questa faccenda, questo tipo di sorveglianza non esiste in forma più lieve, è semplicemente così. E’ fatta per chiudere una persona in una gabbia a cielo aperto e si basa sulla continuità, sulla ripetitività e sulla persistenza, ed è costante, altrimenti sarebbe semplicemente mobbing (lo è, ma in una forma totale, panoramica: è un mobbing dalla vita). E’ come se qualcuno raccontasse, in un post, come funziona la tortura della goccia cinese, e qualcun altro gli rispondesse dicendo di ‘aver vissuto la stessa tortura in forma seppur decisamente più lieve’: di cosa sta parlando? della pioggia? Non stiamo parlando della stessa cosa. E poi: che la tua esperienza, che è ‘soggettiva e quindi filtrata, possa essere stata alterata dall’impatto emotivo del ricordo’: no, scusa. Mi spiego meglio, questi attacchi concertati possono svuotare di significato la vita di una persona, sono fatti per paralizzare la vita sociale e privata di un dissidente o di qualcuno che si deve far tacere, e in molti casi portano al suicidio. Ho già detto che il termine che la Stasi usava per questo tipo di controllo era Zersetzen (o Zersetzung), che significa letteralmente disintegrazione. Sicuramente non è un esperienza che può lasciare un vago ricordo, o che possa venir ‘alterata dall’impatto emotivo del ricordo’, e soprattutto non è episodica, dal momento che funziona solo nella ripetizione costante e nella continuità temporale. Tu non hai vissuto l’esperienza di questa cosa, altrimenti saresti come uno che è uscito di galera, o che ha subìto una violenza: quell’esperienza te la porteresti con te per il resto della tua vita, e non come una esperienza ‘soggettiva e filtrata dall’impatto emotivo del ricordo’. Questo tipo di sorveglianza non è una cortesia che viene fatta a molti, per fortuna; viene fatta per motivi che che stanno molti gradini più in alto su quella piramide di cui non avevo, e non ho, nessuna intenzione di parlare in questo post; io qui voglio solo parlare di come, per mettere in piedi una cosa di questo tipo, hanno potuto coinvolgere grandi fasce di popolazione totalmente ignara di ciò a cui sta prendendo parte.
Veniamo, comunque, alle domande che mi fai:

‘Per l'appunto vorrei chiederti’:
- anche il pubblico ludibrio rientra fra le tattiche di destabilizzazione psicologica dell'individuo?

Prima di mettersi in moto una macchina di sorveglianza di questo tipo, parte una campagna di diffamazione contro l’obiettivo volta a distruggere la sua reputazione ed il suo ruolo sociale, qualunque sia. Il ridicolo è una conseguenza ovvia, nemmeno la più grave. Fa parte del concetto stesso di disintegrazione della persona.
- chi organizza queste cose e chi collabora affinché vengano portate a compimento sono persone accecate da sentimenti negativi, rancore, odio e ostilità indotta?
Chi organizza queste cose fa un lavoro, infame, ed è molto probabilmente pagato per questo. Al di sotto ci sono persone che vengono convinte a fare quello che fanno icon argomenti e metodi che si adattano alla loro personalità ed al loro milieu. Al livello più basso, la paura nei confronti del prossimo che viene pompata dai media è un buon veicolo di rancore ed ostilità. C'è poi anche una dimensione identitaria: partecipare ad una caccia contro un 'cattivo' ti identifica automaticamente come 'buono'. Decca Aitkenhead, del Guardian, ha scritto: 'Ciò che [...] offre, [...] è la rara opportunità di odiare davvero qualcuno, di gridare il proprio odio in pubblico, senza rischiare assolutamente nulla. E' una questione di bene e di male [...] e così un gesto contro Cooke (il cattivo ndr) ti definisce come persona perbene. I gruppi di persone che si possono odiare continuando a essere perbene sono ormai pochi.' La rete di controllo ti offre questa possibilità.
- perché si cerca di non instaurare neanche un minimo di dialogo sincero con il bersaglio di turno?
E’ la procedura. Questi tipi di sorveglianza prevedono una struttura verticale con una capillare divisione dei compiti, in modo che ogni singolo conosca pochissimo della persona in osservazione e di ciò che viene fatto. Evitare di avere contatti con l’obiettivo serve ad evitare che si possa creare empatia.
- E’ soltanto un modo di distogliere l'attenzione dai veri problemi che attanagliano la nostra società?
No. E’ il modo per neutralizzare delle persone.
- le sentinelle sociali per poter essere reclutate vengono ricattate per non essere sottoposte a loro volta al trattamento riservato al capro espiatorio?
Non credo che ce ne sia bisogno. Di sicuro firmano un documento dove si impegnano alla segretezza. Piuttosto credo che vengano motivate con dei metodi ‘adattivi’. Immagino che per un pensionato, ad esempio, dare una piccola parte del proprio tempo per rallentare un obiettivo (che per lui è un nemico della società) o abbagliarlo con i fari, sia una attività che possa essere eccitante; un modo per rimettersi in gioco. E poi credo che ci sia anche quella componente di bonario paternalismo che fa pensare a queste persone di dare una sana lezione a qualcuno che ha semplicemente bisogno di una ‘raddrizzata’.
- chi viene reclutato deve corrispondere a determinati requisiti psicologici?
Come dice Knabe, tutti possono essere convinti a partecipare ala rete, in qualche modo, con metodi diversi di convincimento. Ma ritengo che effettivamente ci sia una tipologia di persone che è più adatta ad essere reclutata. Sono anche dell’idea che nel quadro psicologico richiesto, un Q.I. troppo ingombrante sia più un difetto che un requisito.
- Se dovessero porsi dei dubbi sull'eventuale e presunta colpevolezza del bersaglio, vengono prese delle contromisure?
Chi ha organizzato la cosa non ha dubbi. Sa benissimo cosa sta facendo, contro chi e perché lo sta facendo. Gli altri sanno poco o niente. E più si scende di livello e più è ampio il coefficiente di deception.
- fanno leva sullo scarsa padronanza degli impulsi emozionali dei collaboratori civici, cioè sulla loro versione del "senso della giustizia”?
Fanno leva sul fatto che i collaboratori civici non hanno la visione completa del quadro, e quello che fanno singolarmente è così limitato nel tempo e nell’intensità, che difficilmente può creare delle crepe nel loro senso di giustizia.
- se le accuse che vengono mosse nei confronti del bersaglio non corrispondono alla realtà dei fatti, cercheranno di farle sembrare reali usando tecniche di manipolazione mentale?
Non pensare che queste persone vengano ipnotizzate. I civili hanno un ruolo puramente quantitativo, fanno quello che gli viene detto di fare da delle figure che per loro sono di riferimento, e se qualcuno di loro non è efficace o non partecipa con la giusta convinzione, cambia poco.
- le illusioni e le false convinzioni sono la base, le fondamenta del controllo psico-emotivo esercitato nei confronti degli addetti al controllo sociale?
Il controllo delle persone si basa quasi sempre sull’inganno o comunque su un livello di seduzione che fa leva sulla individuale volontà delle persone ad avere fiducia in una autorità riconosciuta (leggi Stanley Milgram). Chi fa leva sulla menzogna e sull’inganno, chi si tira fuori dalle categorie del bene e del male, maneggia un’arma molto potente, perché la mente di ogni singolo individuo è ancora dentro a queste categorie ed è naturalmente portata al bene, è quindi totalmente vulnerabile ad un inganno che più è grande e perverso, più gli è inconcepibile ed irriconoscibile.


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MessaggioInviato: Gio Nov 12 2015, 20:00:49    Oggetto:  
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che ci vuoi dire umberto?nel senso ci stai informando su quello che le tue esperienze o ricerche personali ti hanno portato oppure ci vuoi dire qualcosa di specifico?
ciao e grazie
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MessaggioInviato: Mer Nov 18 2015, 12:04:19    Oggetto:  
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Intanto due cose: per come conosco questa faccenda, questo tipo di sorveglianza non esiste in forma più lieve, è semplicemente così. E’ fatta per chiudere una persona in una gabbia a cielo aperto e si basa sulla continuità, sulla ripetitività e sulla persistenza, ed è costante, altrimenti sarebbe semplicemente mobbing (lo è, ma in una forma totale, panoramica: è un mobbing dalla vita). E’ come se qualcuno raccontasse, in un post, di aver subìto la tortura della goccia cinese, e qualcun altro gli rispondesse dicendo di ‘aver vissuto la stessa tortura in forma seppur decisamente più lieve’: di cosa sta parlando? della pioggia? Non stiamo parlando della stessa cosa. E poi: che la tua esperienza, che è ‘soggettiva e quindi filtrata, possa essere alterata dall’impatto emotivo del ricordo’: no, scusa. Mi spiego meglio, questi attacchi concertati possono svuotare di significato la vita di una persona, sono fatti per paralizzare la vita sociale e privata di un dissidente o di qualcuno che si deve far tacere, e in molti casi portano al suicidio. Ho già detto che il termine che la Stasi usava per questo tipo di controllo era Zersetzen (o Zersetzung), che significa letteralmente disintegrazione. Sicuramente non è un esperienza che può lasciare un vago ricordo, o che possa venir ‘alterata dall’impatto emotivo del ricordo’, e soprattutto non è episodica, dal momento che funziona solo nella ripetizione costante e nella continuità temporale. Tu non hai subito l’esperienza di questa cosa, altrimenti saresti come uno che è uscito di galera, o che ha subito una violenza: quell’esperienza te la porteresti con te per il resto della tua vita, e non come una esperienza ‘soggettiva e filtrata dall’impatto emotivo del ricordo’. Questo tipo di sorveglianza non è una cortesia che viene fatta a molti, per fortuna; viene fatta per motivi che che stanno molti gradini più in alto su quella piramide di cui non avevo, e non ho, nessuna intenzione di parlare in questo post; io qui voglio solo parlare di come, per mettere in piedi una cosa di questo tipo, hanno potuto coinvolgere grandi fasce di popolazione totalmente ignara di ciò a cui sta prendendo parte.
Veniamo, comunque alle domande che mi fai:

‘Per l'appunto vorrei chiederti’:
- anche il pubblico ludibrio rientra fra le tattiche di destabilizzazione psicologica dell'individuo?

Prima di mettersi in moto una macchina di sorveglianza di questo tipo, parte una campagna di diffamazione contro l’obiettivo volta a distruggere la sua reputazione ed il suo ruolo sociale, qualunque sia. Il ridicolo è una conseguenza ovvia, nemmeno la più grave. Fa parte del concetto stesso di disintegrazione della persona.
- chi organizza queste cose e chi collabora affinché vengano portate a compimento sono persone accecate da sentimenti negativi, rancore, odio e ostilità indotta?
Chi organizza queste cose fa un lavoro, infame, ed è molto probabilmente pagato per questo. Al di sotto ci sono persone che vengono convinte a fare quello che fanno icon argomenti e metodi che si adattano alla loro personalità ed al loro milieu. Al livello più basso, la paura nei confronti del prossimo che viene pompata dai media è un buon veicolo di rancore ed ostilità.
- perché si cerca di non instaurare neanche un minimo di dialogo sincero con il bersaglio di turno?
E’ la procedura. Questi tipi di sorveglianza prevedono una struttura verticale con una capillare divisione dei compiti, in modo che ogni singolo conosca pochissimo della persona in osservazione, e di ciò che viene fatto. Evitare di avere contatti con l’obiettivo serve ad evitare che si possa creare empatia.
- E’ soltanto un modo di distogliere l'attenzione dai veri problemi che attanagliano la nostra società?
No. E’ il modo per neutralizzare delle persone.
- le sentinelle sociali per poter essere reclutate vengono ricattate per non essere sottoposte a loro volta al trattamento riservato al capro espiatorio?
Non credo che ce ne sia bisogno. Di sicuro firmano un documento dove si impegnano alla segretezza. Piuttosto credo che vengano motivate con dei metodi ‘adattivi’. Immagino che per un pensionato, ad esempio, dare una piccola parte del proprio tempo per rallentare un obiettivo (che per lui è un nemico della società) o abbagliarlo con i fari, sia una attività che possa essere eccitante; un modo per rimettersi in gioco. E poi credo che ci sia anche quella componente di bonario paternalismo che fa pensare a queste persone di dare una sana lezione a qualcuno che ha semplicemente bisogno di una ‘raddrizzata’.
- chi viene reclutato deve corrispondere a determinati requisiti psicologici?
Come dice Knabe, tutti possono essere convinti a partecipare ala rete, in qualche modo, con metodi diversi di convincimento. Ma ritengo che effettivamente ci sia una tipologia di persone che è più adatta ad essere reclutata. Sono anche dell’idea che nel quadro psicologico richiesto, un Q.I. troppo ingombrante sia più un difetto che un requisito.
- Se dovessero porsi dei dubbi sull'eventuale e presunta colpevolezza del bersaglio, vengono prese delle contromisure?
Chi ha organizzato la cosa non ha dubbi. Sa benissimo cosa sta facendo, contro chi e perché lo sta facendo. Gli altri sanno poco o niente. E più si scende di livello e più è ampio il coefficiente di deception.
- fanno leva sullo scarsa padronanza degli impulsi emozionali dei collaboratori civici, cioè sulla loro versione del "senso della giustizia”?
Fanno leva sul fatto che i collaboratori civici non hanno la visione completa del quadro, e quello che fanno singolarmente è così limitato nel tempo e nell’intensità, che difficilmente può creare delle crepe nel loro senso di giustizia.
- se le accuse che vengono mosse nei confronti del bersaglio non corrispondono alla realtà dei fatti, cercheranno di farle sembrare reali usando tecniche di manipolazione mentale?
Non pensare che queste persone vengano ipnotizzate. I civili hanno un ruolo puramente quantitativo, fanno quello che gli viene detto di fare da delle figure che per loro sono di riferimento, e se qualcuno di loro non è efficace o non partecipa con la giusta convinzione, cambia poco.
- le illusioni e le false convinzioni sono la base, le fondamenta del controllo psico-emotivo esercitato nei confronti degli addetti al controllo sociale?
Il controllo delle persone si basa quasi sempre sull’inganno o comunque su un livello di seduzione che fa leva sulla individuale volontà delle persone ad avere fiducia in una autorità riconosciuta (leggi Stanley Milgram). Chi fa leva sulla menzogna e sull’inganno, chi si tira fuori dalle categorie del bene e del male, maneggia un’arma molto potente, perché la mente di ogni singolo individuo è ancora dentro a queste categorie ed è naturalmente portata al bene, è quindi totalmente vulnerabile ad un inganno che più è grande e perverso, più gli è inconcepibile ed irriconoscibile.[/quote]

Ti ringrazio di avermi risposto in modo esaustivo. Ad un' osservazione più lucida e attenta, ho potuto notare che non ho subito in modo sistematico e continuativo questo tipo di "cortesie", nel mio caso specifico si sarà trattato del classico mobbing, e non essendo abituato a questo tipo di comportamenti una parte di me è rimasta sconvolta, (più che altro incredula davanti a certi schemi comportamentali) perciò l'avrò scambiato per gang stalking, e ciò mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Certamente qualche danno che mi ha condizionato a livello più che altro psicologico l'ho riportato, ma me ne sto lentamente uscendo. Alla fine sto imparando sulla mia pelle il significato più profondo dell' "imparare a gestire la propria realtà sensoriale". Tutti bene o male applichiamo la legge di attrazione, o comunque usufruiamo dell'intento, della volontà dell'universo, ma in una maniera che si potrebbe definire "ad minchiam", cioè in modo casuale, senza alcuna padronanza e spesso ottenendo solo il risultato di impelagarci in dei veri e proprio grovigli karmici.
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MessaggioInviato: Sab Dic 19 2015, 16:35:36    Oggetto:  La Caccia
Descrizione: Caccia e Campanile
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V.

La Caccia ed il Campanile

Qui voglio parlare di una cosa che si chiama Controllo del Vicinato ( http://controllodelvicinato.it ), che è una Associazione che aderisce all’EUNWA, European Neighborhood Watch Association -Associazione Europea del Controllo del Vicinato- (parleremo, un giorno, anche di questo EUNWA), ha un logo depositato, dei soci fondatori e si sta occupando di mettere in piedi una rete di controllo in tutta Italia. Controllo Del Vicinato è stato fondato dal Signor Gianfrancesco Caccia, un professionista che si occupa di export managing per varie aziende internazionali, successivamente sono subentrati il Signor Francesco Caccetta, un Maresciallo dei Carabinieri che al momento è quello che coordina tutta la rete, ed il signor Leonardo Campanale (non ne so molto, ho visto i suoi like al gruppo della Soka Gakkai), il cui cognome, in articoli e locandine, ho trovato spesso equivocato e scritto come Campanile (allego foto sotto). Come ho scritto molto sopra, tutte queste reti di cittadini che controllano altri cittadini sono un progetto che è parte integrante dell’agenda del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale, ed è l’ossatura sulla quale si sta costruendo una rete capillare di controllo profondo della società che sarà basato sulla delazione, sullo spionaggio diffuso e sarà composto da quelli che una volta la STASI chiamava affettuosamente ‘informants’, ovvero cittadini che collaborano con le polizie, che segnalano, osservano e pattugliano. Il piano è partito da molto lontano con il progressivo indebolimento delle polizie nazionali (tutti sappiamo che la polizia non ha nemmeno i soldi per fare il pieno alle gazzelle, mentre l’esercito non ha di questi problemi, anche se forse sarebbe più utile il contrario), con la ‘strategia della tensione’ non-politica (il terrorismo delle stragi ‘domestiche’, degli omicidi nel pianerottolo e del vicino killer: Erba, Garlasco, Meredith, Yara Gambirasio, Motta Visconti etc,) e con la militarizzazione e la deroga ai pieni poteri delle polizie sovranazionali come Eurogendfor. Da cosa si riconosce un progetto turbo-massonico? Da molte cose: intanto un piano come questo della sorveglianza diffusa dal basso si muove molto silenziosamente ma con una progressione inesorabile, e si muove contemporaneamente in tutto il globo, diffondendosi con strutture semplici ma capillari e uguali ovunque, in modo che la rete sia omogenea (le stesse reti funzionano allo stesso modo e con gli stessi metodi in tutte le parti del mondo, come McDonalds). Un programma targato NWO, come questo del controllo -cittadino a cittadino-, lo si riconosce anche dal ridicolo abuso della neolingua (che ne è la pelle d’agnello, ma ne parliamo dopo) e da un dettaglio anche divertente: il ‘codice dei nomi’. Il Controllo del Vicinato è un concetto non facile da far passare in una società emancipata che ha lottato per i propri diritti e che vuole godere delle libertà che si è conquistata con tutta una serie di battaglie sociali che si sono succedute dal ’68 in poi; c’è voluto davvero un grande lavoro di propaganda televisiva, che dobbiamo al ventennio mediatico berlusconiano, per lavare il cervello ad una intera nuova generazione di uomini e donne che stanno affacciandosi adesso alla gestione delle cose del mondo, e per i quali le parole Controllo e Vicinato, messe una accanto all’altra, non destano più nessun sospetto di totalitarismo. Naturalmente informazione e cultura sono i migliori impermeabilizzanti contro il sapone del lavaggio del cervello (‘due gocce azzurre nel bianco stanco’), ma dove si suppone che il senso critico e la tensione morale siano più laschi, dove, cioè, questo inibente scarseggia, è proprio nella provincia, piuttosto che nella grande città. Ecco che questa grande caccia alla volpe collettiva (al ladro, al sovversivo, al nemico della società), parte proprio dai piccoli comuni, da quei ‘campanili’ dove la mentalità è meno smaliziata, per arrivare nelle grandi città in un secondo tempo, quando il fenomeno sarà già una realtà digerita ed assimilata. Il concetto di questa strategia è perfettamente sintetizzato dal ‘codice dei nomi’ delle persone che ne sono coinvolte: il fondatore si chiama Caccia (al quale è subentrato il Maresciallo Caccetta) e il socio Campanile (Campanale, in realtà). In fondo si tratta proprio di una caccia da campanile, no?*
('I nostri piani si debbono estendere principalmente alle provincie. È per noi essenziale di creare certe idee e di infondere tali opinioni nelle provincie, perché in qualunque momento possiamo servircene lanciandole nella capitale come opinioni neutrali delle provincie. Naturalmente, la fonte e l'origine delle idee non saranno alterate, ma le idee saranno nostre. Per noi è assolutamente necessario, prima di assumere il potere, che le città siano qualche volta dominate dalle opinioni delle provincie; vale a dire, che le città sappiano l'opinione della maggioranza, quale sarà stata preparata da noi. È per noi necessario che le capitali, giunto il momento critico psicologico, non abbiano il tempo materiale di discutere un fatto compiuto, ma siano obbligate ad accettarlo perché è stato approvato da una maggioranza nelle provincie. ' Protocolli Savi Sion - i Protocolli sono un accertato e certificato falso storico - nda.)

Di come queste reti di controllo siano il segno di una involuzione e di un regresso della società ho gia parlato; della vocazione totalitaria di un tipo di controllo cosi capillare e reciprocizzato, e di come questo spionaggio diffuso possa servire a celare ancora di più la mano già nascosta del potere totalitario, anche di questo abbiamo già detto; di come queste reti oltrepassino spesso e volentieri anche il confine della legalità e di come, da queste reti di controllo, il codice penale e l’intero sistema giuridico sia considerato uno strumento obsoleto, insufficiente ed inadeguato, anche di questo abbiamo già parlato. Quello che è interessante vedere è l’uso della neolingua, e la struttura di diffusione di questi network del controllo.
Nel sito di Controllo del Vicinato si possono leggere, a rotazione, le citazioni di alcuni grandi pensatori in merito all’argomento della sicurezza. La citazione più decontestualizzata è una frase di Einstein che dice: ‘solo la comprensione per i nostri vicini, un comportamento corretto ed il desiderio di aiutare il nostro prossimo possono dare stabilità alla società umana e garantire la sicurezza di ciascuno’. Comprensione - correttezza - aiuto. Esattamente quello che fanno questi cittadini ‘informanti’: cioè annotare targhe di sconosciuti, sospettare di qualsiasi persona che non si conosca, spiare da dietro la tapparella della finestra e mandare foto di facce sospette alla polizia. Comprensione (sospetto), correttezza (spionaggio), aiuto (delazione, segnalazione). Leggetevi il caso Trayvon Martin (link qui: https://en.wikipedia.org/wiki/Shooting_of_Trayvon_Martin ): un 17enne ucciso da un invasato tenente del Neighbourhood Watch americano, George Zimmermann, insospettito da un forestiero dall’aria strana: solo un ragazzo che era andato a trovare il proprio padre separato in un quartiere che non era il suo (interessante la telefonata del ’coordinatore’ Zimmermann alla polizia, link qui: https://en.wikipedia.org/wiki/File:Trayvon_Martin_Shooting_Call1.ogg ).
Nel sito di Controllo del Vicinato, - che si, va bene, vuol dire controllo dell’area del vicinato e non controllo dei vicini, anche se può facilmente trasformarsi in quello - si parla soprattutto di solidarietà, di comunità e di convivialità, anche se le tecniche di questo controllo non prevedono di giocare a bocce insieme allo sconosciuto o di fare una scala quaranta. Ecco una registrazione radiofonica presa da Radio Radicale (RR, la rosa nel pugno, link qui: https://www.radioradicale.it/scheda/461456/fatto-in-italia ), il conduttore Nicolas Vallario in un carpiato in neolingua, tipico dei radicali con la rosa all’occhiello, si azzarda a dire che il concetto del Controllo del Vicinato gli piace perché è ‘anarchico’, in quanto viene dal basso (anche se i coordinatori sono tutti carabinieri o ex carabinieri?). C’è qualcosa di anarchico in una rete di spionaggio diffuso? Cosa c’è di meno anarchico di tutta questa perversione del controllo, dettata oltretutto dalla paura del prossimo? Cosa c’è di meno anarchico di tutta questa paura? Nicolas Vallario è un poeta, un aedo della neolingua. Un’altra cosa che ha a che fare con la neolingua: qualche anno fa, e all’origine di tutto questo, fu organizzata dalla Lega Nord la grande pagliacciata delle ronde leghiste, cioè quattro gatti in pettorina gialla che pattugliavano i loro quartieri. Il ruolo politico della Lega, semplificando molto, è quello di essere gli sporchi, brutti e cattivi che svuotano di significato tutte le cose (anche quelle giuste) che rivendicano, rendendo quei concetti appunto brutti e sporchi, insomma: leghisti (cioè di destra, ottusi, populisti etc.). In questo modo hanno tolto dal tavolo della discussione un sacco di concetti che sarebbero potuti anche essere ragionevolmente discutibili, specialmente in una fase forzata di grandi movimenti migratori; concetti come ‘identità nazionale’ , controllo delle frontiere e cose così. Questi concetti sono stati così insozzati (e volutamente) da personaggi come Salvini, che nessuna persona intelligente avrebbe più il coraggio di proporre in una discussione l’argomento delle identità nazionali, forse volutamente compromesse da una manipolata migrazione di massa mandata proprio per rimescolare l’identità forte del vecchio continente. Anche le inutili ed inefficaci ronde di Maroni avevano uno scopo, soprattutto linguistico: adesso tutte queste reti di controllo possono esordire in tono definitivamente progressista con un bel: ‘non chiamatele ronde, non siamo le ronde leghiate, siamo un’altra cosa’. Ogni articolo, ogni sito, ogni associazione di controllo fa uso di questo refrain: ‘non siamo le ronde’. E queste ronde tecnologiche, che sono ronde, fatevene una ragione, hanno un referente in negativo dal quale potersi formalmente dissociare, in un fiorire di concetti positivi: solidarietà, coesione, calore umano, cortile, convivialita, e viva la neolingua.
La rete funziona. Non se ne accorge nessuno proprio perché parte dalle periferie e dai piccoli comuni, ma i numeri e la progressione sono impressionanti. Sotto vi allego alcune mappe per darvi un’idea.
continua…



*il presidente del Controllo del Vicinato per l’Inghilterra ed il Galles si chiama James Maddan, ‘Mad Dan’ -Dan il matto- sta per bushranger -‘brigante’-: ‘Mad’ Dan Morgan è stato un archetipico fuorilegge Australiano, nato nel South Walles. Il titolare del centro italiano ricerche sull’AIDS si chiamava Aiuti (Aids, appunto); I due meccanici autori dei test che hanno fatto partire il grande scandalo di Volkswagen si chiamano Mock (Peter Mock) e German (John German); Mock the German suona come: ‘ridicolizza il tedesco’, ‘frega il tedesco’. Il giornalista che si occupa del depistaggio nella faccenda Magherini si chiama Calì, come la dea Kalì, la lingua nera di Agni, un buco nero che fa sparire tutto, la dea nera dalla lingua insanguinata. continua…
[/b][/b]

P.S. per Yaoquizque: immaginavo che prima o poi sarebbe arrivato qualcuno a parlare di 'volontà dell'universo' e 'grovigli Karmici', giusto per riportare le cose nei binari. Comunque, se mai, si scrive 'ab (o, a) minchiam'.


Ultima modifica di umbertoeco il Gio Apr 05 2018, 10:20:34, modificato 11 volte in totale
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pichiricky

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italy
MessaggioInviato: Dom Dic 20 2015, 09:43:29    Oggetto:  
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grande umberto
tutto moooooooolto interessante
grazie mille
ricky
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Yaoquizque

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italy
MessaggioInviato: Dom Dic 20 2015, 12:01:49    Oggetto:  
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@Umbertoeco:
Very Happy è un argomento che mi sta molto a cuore. Ok pardon, non ero sicuro se si dicesse ad o ab minchiam. Sulla faccenda dei grovigli karmici e della volontà universale, è una questione un po' particolare, che può destare un certo scetticismo, ma se affrontata senza pregiudizi di sorta può gettare luce sulle dinamiche sociali che vengono qui trattate. Comunque a parte gli scherzi, tutto questo controllo paranoico si potrebbe evitare se soltanto la gente provasse a controllare se stessa e non proiettando sul mondo esterno un nemico che altro non è che l'ombra junghiana sia a livello individuale che collettiva. C'è una massima di Lao Tzu postata da Pichiricky che a mio avviso coglie il senso di questo delirio orwelliano.
"chi controlla gli altri puo' anche essere potente ma chi controlla se stesso e' ancora piu' potente - Lao tzu
http://www.poteriocculti.mastertopforum.biz/appunti-vt5599.html

il materiale che posti è semplicemente straordinario ma allo stesso tempo cosi inquietante, solo che ormai forse l'unica chance di sopravvivenza considerando che la gente non vuole neanche sentirne parlare di miglioramento personale, è rifugiarsi nelle campagne o comunque in zone isolate dai centri urbani perché tanto il processo di orwellianizzazione psicologico e poliziesco nella sua dimensione collettiva si sta estendendo a macchia d'olio.
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