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avvocato uccisa a rimini con un colpo di balestra
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MessaggioInviato: Lun Set 20 2010, 11:59:08    Oggetto:  
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Rimini - Omicidio-suicidio, oggi le autopsie


Pochi i dettagli ancora da chiarire sul caso ormai risolto dell'assassinio dell'avvocato Anelli. Gli unici misteri che restano sono sulla mente del killer

RIMINI - Gli esami autoptici sulle salme di Monica e Stefano Anelli dovrebbero chiudere definitivamente le indagini sull'omicidio-suicidio consumatosi a Rimini venerdì scorso. Di dubbi gli inquirenti non ne hanno più, restano solo da fissare le ore dei decessi e raccogliere indicazioni sulle lesioni provocate dall'uomo alla sua vittima prima dell'omicidio.

Al momento i pochi punti di buio dell'indagine riguardano infatti l'omicidio dell'avvocato: dall'analisi della scena del crimine, si evince come la nipote sia stata uccisa da un dardo scoccato da una modernissima balestra di precisione; questo dopo una violenta colluttazione, in cui l'ingegnere l'avrebbe aggredita con delle cesoie. Secondo una prima ispezione del medico legale, l'ora del decesso potrebbe aggirarsi intorno alle 9 del mattino.

Discorso diverso per il suicidio di Stefano Anelli, evento su cui le forze dell'ordine hanno già archiviato le documentazioni. Nessun dubbio sulla dinamica, perplessità sui percorsi psicologici che hanno condotto l'uomo verso quell'ascesa di violenza. La stessa arma del delitto rivolta contro di sé è emblematica: un fucile artigianale costruito con pezzi di recupero, simbolo del suo progressivo delirio isolazionista, che l'ha condotto all'odio nei confronti della parente che aveva invaso il suo spazio vitale.




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MessaggioInviato: Lun Set 20 2010, 11:59:08    Oggetto: Adv






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morfina

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MessaggioInviato: Lun Set 20 2010, 13:53:40    Oggetto:  
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Che ne dite?

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Stefania Nicoletti

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MessaggioInviato: Lun Set 20 2010, 19:29:31    Oggetto:  
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Quando lessi la notizia, mi sembrò subito strano questo omicidio-suicidio, sia per le modalità che per l'arma utilizzata.

Poi i media riportarono la notizia che "Stefano Anelli era un ammiratore di Olindo e Rosa"... e a quel punto fui certa che c'è qualcosa sotto. Mi è sembrata una sorta di firma dell'organizzazione.

In merito alla balestra: in Friuli, due mesi fa, ci fu il caso di un uomo, Ramon Berloso, che uccise due prostitute proprio con una balestra.


Ora, a distanza di poco tempo, un altro omicidio in cui l'arma usata è una balestra... Un po' strano, considerando che la balestra non è un'arma molto diffusa e usata per compiere omicidi.

Berloso, a un mese dall'arresto, si "suicidò" in carcere. Naturalmente io non credo affatto che sia stato un suicidio.

Pare che emulasse un altro serial killer che uccise tre prostitute in Inghilterra, qualche mese fa.

Anni fa, sempre qui in Friuli, ci fu un serial killer che uccise 16 prostitute: il cosiddetto "Mostro di Udine". In alcuni casi presentava delle analogie con il Mostro di Firenze (anche il periodo di "attività" è più o meno lo stesso), e uccise anche una coppietta appartata in auto.


Invece, di questa vicenda di Rimini, un'altra cosa che mi ha colpito è la via in cui Anelli ha ucciso la nipote: via XXIII Settembre.
Mi ha colpito per due motivi:
- il 23 settembre è l'inizio dell'autunno, e soprattutto in astrologia è il giorno in cui il sole entra nel segno della Bilancia; la Bilancia è il simbolo della Giustizia...
- il 23 settembre è fra qualche giorno, quindi potrebbe essere un messaggio in codice o una sorta di "ordine" per qualcosa che dovrà succedere proprio quel giorno...

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L'uomo può nascere, ma per nascere deve prima morire, e per morire deve prima svegliarsi.
- G.I. Gurdjieff -
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melisva1

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MessaggioInviato: Lun Set 20 2010, 19:51:30    Oggetto:  
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........la palazzina di TRE soli appartamenti, di cui uno SFITTO e l'altro da pochi mesi abitato dalla nipote con il suo compagno, era diventata il suo inferno.......

Non ho capito chi ha potuto percepire la fuga di gas........e avvisare i vigili del fuoco.
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Furleroni

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MessaggioInviato: Lun Set 20 2010, 19:55:54    Oggetto:  
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L'avviso ai Vigili è sospettissimo. Sospetto anche che il palazzo fosse disabitato all'ora del delitto.
Ma soprattutto... aveva ottimi rapporti con la nipote, che era il suo avvocato in una causa di eredità con la sorella. Anche il compagno di lei ha detto che non c'erano problemi. La moglie invece lo temeva... ma purtroppo sono molti gli uomini che in casa si comportano da stronxi, ma ciò non fa di loro dei pazzi assassini.
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MessaggioInviato: Lun Set 20 2010, 21:00:12    Oggetto:  
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Citazione:

L'avviso ai Vigili è sospettissimo. Sospetto anche che il palazzo fosse disabitato all'ora del delitto.


il palazzo era disabitato (già riportato...).Il carrozziere convivente era andato al lavoro e la moglie di Anelli era uscita.

L'avviso ai Vigili non si sa da chi è stato dato ma è evidente che era una persona del luogo...

Rimini - Cercando fuga gas, trovano cadavere


I vigili del fuoco scoprono una donna deceduta in fondo al pianerottolo di una palazzina di via XXIII Settembre. Sono in corso le indagini per scoprire le cause del decesso e chi abbia provocato la pericolosa fuoriuscita dall'appartamento

RIMINI - Cercando una fuga di gas, scoprono un cadavere. Rimane avvolto nel mistero il rinvenimento del corpo di una donna ormai senza vita ai piedi delle scale di una palazzina di via XXIII Settembre, al civico 132/c. Stando a quanto trapelato finora, sono stati i vigili del fuoco, usciti per verificare l'allarme per la fuoriuscita di gas all'interno dell'edificio, a trovare la persona morta nel pianerottolo, non appena varcata la soglia della struttura.

La chiamata è stata registrata dalla centrale operativa del 115 pochi minuti prima delle 13. E' quindi partita la squadra dei vigili del fuoco, attrezzata con gli appositi rilevatori. Salendo le scale hanno visto la persona a terra, ormai deceduta. Stando alle prime informazioni, la fuga di gas sarebbe stata individuata proprio nell'appartamento al primo piano nel quale viveva la donna.
Restano tuttavia aperti gli interrogativi sulla causa del decesso. Non è infatti chiaro se la morte sia sopraggiunta per intossicazione, così come chi sia stato a provocare la rottura delle tubature del gas.



è evidente che le prime notizie dicono che c'era un cadavere di cui NON si conosceva la CAUSA del decesso.
Se avessero trovato un cadavere con una freccia conficcata nel collo e conseguente sanguinamento non si sarebbero certo chiesti se la morte era sopraggiunta per intossicazione....
Resta il fatto che sempre i vigili hanno notato che QUALCUNO la rotto le tubature del gas.

Altre fonti dicono che il convivente verso mezzogiorno è tornato a casa e ha trovato il cadavere.
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MessaggioInviato: Lun Set 20 2010, 22:47:47    Oggetto:  
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Stefania Nicoletti ha scritto:


Invece, di questa vicenda di Rimini, un'altra cosa che mi ha colpito è la via in cui Anelli ha ucciso la nipote: via XXIII Settembre.
Mi ha colpito per due motivi:
- il 23 settembre è l'inizio dell'autunno, e soprattutto in astrologia è il giorno in cui il sole entra nel segno della Bilancia; la Bilancia è il simbolo della Giustizia...
- il 23 settembre è fra qualche giorno, quindi potrebbe essere un messaggio in codice o una sorta di "ordine" per qualcosa che dovrà succedere proprio quel giorno...


il 23 settembre ho trovato solo questo:




in uno dei punti da discutere ce ne è uno che riguarda il GAS.......
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MessaggioInviato: Lun Set 20 2010, 23:56:21    Oggetto:  
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ipotesi:

e se tutto questo fosse il frutto di una messinscena.... per ammazzare Stefano Anelli (alias John Kleeves) in quanto personaggio scomodo che magari stava lavorando ad un altro dei suoi libri ed è andato a toccare qualcosa o qualcuno con argomenti scottanti...

.... tutto sto casino può essere stato montato per riempire di simbologia la notizia e far passare ai media la foto di Anelli-Kleeves per far sapere in ampia scala della sua morte... che in un altro modo magari non avrebbe fatto scalpore e sarebbe passata inosservata ai tg e ai giornali.....

??????????????? la puzza la sento e non è di certo di gas!
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olivella1965

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MessaggioInviato: Mar Set 21 2010, 00:14:48    Oggetto:  
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Ma il n. 8 non simboleggia la giustizia e quindi si usa quando uccidere qualcuno significa fare giustizia? Confermerebbe la simbologia del 23 settembre. Inoltre, qualora ci fossero dubbi sull'identitià di Anelli Kleeves basterebbe uno stupido controllo all'ufficio del Giudice di Pace di Milano per vedere se esiste una causa Anelli Stefano contro società Barbarossa,come lui stesso afferma nella risposta sul sito"come don chisciotte" che avete postato più sopra.
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Stefania Nicoletti

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MessaggioInviato: Mar Set 21 2010, 01:07:19    Oggetto:  
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Gianluca Freda ha scritto un altro articolo:
'ASSASSINIO+DI+SANTA+CRISTINA

L'ASSASSINIO DI SANTA CRISTINA
by Gianluca Freda (20/09/2010 - 16:39)

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(Questo articolo è stato modificato nel titolo, nelle immagini e in parte del testo alle ore 19.15 del 20-09-2010)

Freeman ha scritto nei commenti:

Gianluca, ti prego di credermi: non appena ho sentito la notizia fugacemente, ho sentito puzza di massoneria. Ho deciso di approfondire, almeno un pochetto, e ti posso dire, per quel pochetto che ho imparato, che sono praticamente sicuro che sia un omicidio "con messaggio" incorporato. A chi, non lo so, ma ormai si riconoscono " a pelle".

Ciao Freeman. Non faccio la minima fatica a crederti o perlomeno a tenere in forte considerazione il tuo punto di vista. La tua “sensazione a pelle” è anche la mia e se tu potessi fornire qualche elemento a uno come me, che di simbologie massoniche conosce solo il minimo indispensabile, te ne sarei ovviamente grato. E tuttavia, per non offrire il fianco alle consuete accuse di “complottismo spinto”, nell’articolo di ieri mi sono sforzato (con grande fatica e con risultati forse non ottimali) di mantenere per il momento un tono dubitativo, nell’attesa (spero non vana) che emergano elementi più precisi.

Detto questo, già adesso le stranezze su questa vicenda sono numerose:

1) I media, come al solito, parlano a vanvera, sulla base di “sentito dire” e di lanci d’agenzia. Come sempre, non c’è da riporre la minima fiducia in ciò che dicono. Ad esempio, leggo sul sito del TG1 che i rapporti tra Stefano Anelli e la nipote sarebbero sempre stati buoni, contrariamente a quanto riportato da altri organi di stampa. Nemmeno su un elemento così importante nell’interpretazione della vicenda i media riescono ad avere una posizione comune.

2) Non si sa neppure se l’arma usata da Anelli per “suicidarsi” sia davvero una balestra oppure un’arma da fuoco. Io propenderei per l’arma da fuoco, visto che nelle foto della scena del delitto si nota un foro sul parabrezza della Fiat 600 della vittima che è difficile attribuire ad un dardo di balestra. In ogni caso, tutto è vago e contraddittorio, soprattutto i fatti nudi e crudi, il che ha l’inconfondibile odore di verità preconfezionata che io e te dovremmo conoscere bene.

3) Se l’arma dell’omicidio/suicidio fosse davvero una balestra, la cosa dovrebbe destare più di un sospetto. Qual è l’incidenza percentuale dell’utilizzo di questo tipo di arma nella storia del crimine italiano? Presumo non molto alta. Ancor meno alto – nonché meno spiegabile - dovrebbe essere l’utilizzo delle forbici congiuntamente all’arma principale. Perchè proprio le forbici e non un’arma più adeguata ad un intento omicida? Qui l’idea di un’esecuzione massonica, corredata di tutte le simbologie del caso, diventa davvero molto forte. Non so molto di simbologia massonica (qui spero in un imminente intervento di Paolo Franceschetti), ma perfino io ho notato qualche particolare: le rose rosse viste comparire nei TG sul luogo dell’omicidio di Monica; il luogo in cui è stato ritrovato il corpo di Anelli, che è la località Santa Cristina, vicino Rimini. Secondo la tradizione, Santa Cristina è la santa del "martirio delle frecce". La tradizione dice che, prima di essere uccisa con due frecce, nel petto e nei fianchi, le vennero recise le mammelle (questo spiegherebbe le forbici). Nelle raffigurazioni seicentesche viene anche rappresentata con una freccia infilata nella gola (vedi figura in alto).

4) La storia della lettera di Anelli a Olindo e Rosa Romano, così come è stata presentata dai media, puzza di falso e di criminalizzazione spicciola lontano un chilometro. Oltre all’incredibile tempismo con cui la lettera è saltata fuori, è anche curioso che i media appuntino l’attenzione su un elemento così poco determinante per la comprensione della dinamica dei fatti. Sembra quasi che – tanto per cambiare - siano alla ricerca di elementi per sostenere una tesi precostituita e per criminalizzare la vittima, anziché per capire e far capire al lettore che cosa sia davvero accaduto. O magari per mandare un messaggio a chiunque si prenda la briga di indagare sulla strage di Erba? Conoscendo le idee di John Kleeves (e in assenza di delucidazioni ulteriori) mi sembra più probabile che la “lettera” fossero in realtà appunti per un suo futuro articolo sul delitto di Erba, in relazione al quale, com’è noto, i dubbi sulla colpevolezza dei coniugi Romano sono numerosi, come pure i sospetti sul carattere massonico di quell’eccidio.

5) Kleeves, per chi ha letto i suoi libri e seguito i suoi interventi in dibattiti e conferenze, era una persona colta, tranquilla, estremamente calma e riflessiva. Pur non volendo scartare a priori l’idea di un improvviso raptus di follia, tale pista investigativa non mi appare di certo (né dovrebbe apparire agli inquirenti) come l’unica possibile, né necessariamente la più verosimile. Per carattere, tendo a non credere molto ai “raptus di follia” dei personaggi scomodi. Sono troppo comodi per essere credibili.

6) La cosa più sospetta in assoluto è che, fino a questo momento – e siamo già a tre giorni ai delitti – i media non abbiano minimamente accennato al fatto che Stefano Anelli era più noto al pubblico come John Kleeves, che scriveva saggi e articoli sulle strategie di dominio globale statunitense e che aveva spesso messo a nudo nei suoi scritti le tecniche di propaganda giornalistica, televisiva e cinematografica con cui il potere manipola le percezioni del pubblico/massa. Se non esistessero i blog, non sapremmo neppure che Anelli e Kleeves erano la stessa persona, visto che i media ufficiali non hanno fatto la minima menzione della cosa. Sarà stata una svista? Già solo questo sarebbe una sciatteria imperdonabile per dei personaggi che pretendono non solo di fare, ma addirittura di essere l’informazione. La prova definitiva della loro assoluta inattendibilità. Ma ormai la notizia dell’identità Anelli/Kleeves è su internet da due giorni e i media ufficiali continuano a tacere. Credo che a questo punto non sia più tanto imprudente parlare di dolo e di volontà di nascondere al pubblico gli studi e le ricerche della vittima, anziché di semplice disattenzione colposa, che sarebbe già di per sé assai grave.

7) E’ altrettanto sospetto (per quanto ancora giustificabile, per il momento, essendo i fatti assai recenti) il silenzio mantenuto dalle stesse autorità investigative sullo pseudonimo di Anelli. Se nei prossimi giorni la pista legata alle attività di scrittore e ricercatore della vittima non dovesse comparire tra quelle battute dagli inquirenti, avremmo la prova certa che ciò che si sta conducendo è un’attività di copertura e non certo un’indagine.

(Nell’immagine in alto: "Il martirio di Santa Cristina di Bolsena" di Carlo Dolci, 1650-55)

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MessaggioInviato: Mar Set 21 2010, 08:11:59    Oggetto:  
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Al momento i risultati dell'autopsia non sono stati divulgati.

L'identità di Stefano Anelli alias John Kleeves è certa.


Rimini - La doppia vita di Stefano Anelli


Con lo pseudonimo di John Kleeves ha scritto numerosi libri anti-americani e il popolo dei blogger grida al complotto tirando in ballo la Cia parlando di omicidio mascherato

RIMINI - I blogger gridano al complotto. In rete, da quando c’è stato chi ha capito che dietro lo pseudonimo di Stefano Anelli si celava in realtà John Kleeves, “sguaiato demonizzatore dell’America”, come lo definisce un detrattore, si è scatenato un putiferio di supposizioni. C’è chi tira in ballo subito la Cia e parla espressamente di omicidio mascherato. e chi confondendo la località di Costanza con Santa Cristina, fa notare che vi sarebbero nell’intera storia chiari simboli massonici, con “Santa Costanza uccisa con un colpo netto alla gola proprio come sarebbe accaduto alle due vittime”.

“Se avessi organizzato l’assassinio di un intellettuale dissidente, oltre a farlo apparire come un raptus di un folle che si suicida, magari abbattendo una testimone non prevista, cercherei di distruggere l’edificio, e cioè il cumulo di carte e documenti del bersaglio liquidato, onde evitare cadano in mani ’non amiche’; farei espoldere la palazzina, ovviamente senza usare esplosivi o thermite o nano-thermite, ma il volgare gas metano o propano da bombola (e guarda caso, i tubi del gas erano stati tranciati, con tanto di candele-miccie pronte a fare da detonatori). (Quest’ultimo è un marchio tipico dei servizi) Quindi avrei camuffato da suicidio un omicidio. (Altra caratteristica dei servizi)”. “Sicuri che sia tutto come riportato dai media? sicuro che sia stata una persona dissociata mentalmente e paranoica e tutto il resto, solo perchè se ne stava chiuso in riservatezza a casa sua?”.

Annota un altro estimatore: “E’ impossibile che una persona di un tale livello intellettuale si sia lasciata coinvolgere in una scena tanto sanguinolenta. Purtroppo il livello intellettuale di un individuo non ha nulla a che vedere con la sanità mentale. Sì può essere acuti e ad un certo punto impazzire o essere limitati da un punto di vista logico restando vita natural durante
savi e non violenti. A quanto pare Kleeves è appartenuto alla prima categoria”.

E un altro ancora ribatte: “Scusate ma come sono sicuri che sia stato lui? Potrebbe essere solo una messa in scena con false prove sparse in giro”. Ce n’è anche per giornali e giornalisti “colpevoli” del fatto di non essersi accorti in tempo reale dell’alias sotto cui si nascondeva Anelli: “Stranamente nessuno ha fatto notare che Stefano Anelli sotto lo pseudonimo di
John Kleeves scriveva libri e articoli contro gli USA”. Al che un blogger gli risponde: “Ti hanno risparmiato l’equazione complottista = psicopatico. Ringraziali”.

“E’ morto John Kleeves alias Stefano Anelli. Era il miglior analista geopolitico in circolazione”. Scrive Riccardo: “In effetti il caso puzza parecchio. Soprattutto la lettera che fa riferimento a Olindo e Rosa, lettera puntualmente ripresa e diffusa dai media. Ma come, con tutta la produzione intellettuale di Kleeves, ti vanno a beccare a colpo sicuro proprio quella lettera?”. Un altro detrattore conclude: “Il più coerente omaggio che potranno offrirgli sarà la fabbricazione immediata di un bel complotto nuovo, che spieghi le “vere” cause della sua morte, l’identità di chi ha “messo in scena” tutto questo per “chiudere la bocca per sempre alla sua temutissima voce scomoda”.



in tutta questa vicenda non si è sicuri nemmeno della località in cui è stato trovato il cadavere di Anelli. Le prime notizie dicevano che era stato ritrovato da alcuni clienti di un bar vicino alla chiesa di s.Cristina. Ma la chiesa di S.Cristina non c'è a Rimini.


Per inciso, considerato che stanno parlando di opinioni prese in rete nell'articolo, si sono già premurati, ovviamente, di 'pilotare' certe ovvie conclusioni.


-editato-


in questo spezzone di tg si può vedere, velocemente, un edificio vicino alla macchina di Anelli.... Ma il cronista resta nel vago e non dichiara in quale località è stato trovato il cadavere.


**********

Il pensionato impazzito che guardava Vespa


Avrete letto anche voi del caso del pensionato di Rimini, Stefano Anelli, quello che ha preso una balestra e ha ucciso la nipote per poi suicidarsi con lo stesso metodo nel chiuso della sua Fiat 600. Una di quelle vicende di cronaca sconfortanti, di improvvisa follia dove ci vanno di mezzo degli innocenti, proprio come la storia della Franzoni o quella dei coniugi di Erba. Bruno Vespa ne ha parlato fino allo sfinimento, e forse proprio per questo il pensionato -si sa che tanti pensionati guardano molto la TV- ha pensato di lasciare in bella vista un'ultima lettera dedicata proprio a Olindo e Rosa, in cui con un linguaggio terra terra inveisce contro gli immigrati ed esprime comprensione per il folle gesto della coppia. Un povero pazzo.

Poi c'è un'altra storia. Quella di John Kleeves, scrittore, saggista e conferenziere che si occupava di geopolitica e rapporti internazionali. A me era capitato di leggere, qualche anno fa, sue argute recensioni di film hollywoodiani in chiave politica. Poi l'avevo perso di vista, ma Kleeves aveva pubblicato libri con una piccola e seria casa editrice, partecipato a conferenze invitato anche dalle Regioni, concesso interviste alla RAI. Era un ferocissimo critico delle politiche statunitensi, si spingeva ad analisi forti non condivise da molti e rappresentava, in Rete dove era piuttosto conosciuto, una delle voci più estremiste per quanto concerne le politiche globali. Era sposato da 17 anni con una signora rumena.

Ora: a me pare una notizia davvero interessante, il fatto che Stefano Anelli e John Kleeves fossero la stessa persona. Eppure da due giorni non esiste una sola testata giornalistica, in tutto il panorama italiano, che abbia menzionato questa curiosa coincidenza. In genere si buttano a pesce a sviscerare i fatti di cronaca più sanguinosi, e per giorni e giorni ci raccontano ogni più piccolo particolare. Stavolta la nostra stampa ha bucato clamorosamente quella che poteva essere un'ottima occasione per raccontare della "doppia vita", o dello "sdoppiamento di personalità", di come uno scrittore possa sprofondare nella follia fino a scrivere lettere da analfabeti o a inveire contro gli immigrati quando ne ha sposata una. Una bella analisi psicologica e criminologica da riempirci una trasmissione mattutina.

Confidiamo in Bruno Vespa.



Rolling Eyes
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MessaggioInviato: Mar Set 21 2010, 12:59:30    Oggetto:  
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Rimini - Anelli era l'antiamericano Kleeves



Il 62enne riminese ha pubblicato sotto pseudonimo diversi libri e articoli contro gli Stati Uniti. Recensito anche da Veneziani che scriveva: "Interpretazioni un po' forzate e mentalità radicale"

RIMINI - Era uno scrittore e studioso di cose militari, storiche ed economiche, ma anche un polemista attento a ciò che si muoveva nello scenario dello scacchiere mondiale, l’uomo che venerdì scorso - secondo ogni evidenza dei fatti, come sono stati ricostruiti dagli inquirenti - ha ucciso la nipote avvocatessa per poi suicidarsi. Stefano Anelli, 62 anni, aveva al suo attivo vari libri, inoltre articoli e conferenze pubbliche. Pubblicava sotto lo pseudonimo di John Kleeves, ma non si può dire che si nascondesse visto che ne rese pubbliche le ragioni. Si sono occupati dei suoi libri prestigiosi editori di nicchia; opinionisti e scrittori importanti, come Marcello Veneziani o Massimo Fini, ne hanno fatto recensioni o introduzioni.

Nelle sue pagine il leitmotiv è la critica agli Stati Uniti d’America, radicale e a tratti virulenta. Ed è questo che getta un’ombra di inquietudine sullo scorso venerdì 17 settembre. Vediamo anzitutto la lista dei libri che Anelli ha pubblicato sotto lo pseudonimo di John Kleeves: "Vecchi trucchi - Le strategie e la prassi della politica estera americana dalle armi nucleari in Europa, all’asservimento dell’America Latina, al traffico internazionale di droga ed altro", Rimini 1991, Il Cerchio editore, 249 pagine; "Sacrifici umani - Stati Uniti: i signori della guerra", con una introduzione di Marcello Veneziani, Rimini 1993, Il Cerchio editore, 129 pagine; "Un Paese pericoloso - Breve storia non romanzata degli Stati Uniti d’America", Milano 1998 (stampa 1999), Barbarossa editore, 381 pagine; "Divi di stato - Il controllo politico su Hollywood", Roma 1999, Settimo sigillo editore, 251 pagine. Queste sono le pubblicazioni che risultano al “registro” nazionale che per legge deve avere sottomano tutto quanto pubblicato sul suolo italiano. Ma potrebbe esserci anche altro.

Scrive Marcello Veneziani introducendo il libro del 1993: "Il libro di John Kleeves merita l’attenzione che si riserva solitamente ai “casi” letterari. Che un autore americano di sinistra, vicino a Noam Chomsky e all’ala radicale pubblichi un libro di critica all’americanismo e delle responsabilità storiche degli Usa, con un editore certamente antiprogressista e agli antipodi del mondo radicale, è già un piccolo evento. E che l’autore sia stato presentato all’editore da esponenti del Pds (Partito democratico della sinistra, ndr) è un ulteriore, interessante groviglio".
Veneziani imputa a Kleeves-Anelli "l’interpretazione e l’enfatizzazione di alcuni dati a danno di altri", qualche paragone azzardato, alcune "interpretazioni un po’ forzate, figlie di una non facilmente sradicabile mentalità radicale", ma attesta tuttavia che "l’analisi di Kleeves è fondata su dati ed eventi difficilmente cancellabili o confutabili". Ne segnala il rischio: quello di "costituire a sua volta una demonizzazione ed una criminalizzazione degli americani". I “sacrifici umani” del titolo sono quelli della “guerra totale” che gli americani, insieme agli inglesi, teorizzarono e praticarono con “bombardamenti strategici” a tappeto in tutta Europa, fino al Giappone: pochi gli obiettivi strettamente militari colpiti, innumerevoli le stragi e le distruzioni civili.

Per gli americani, sostiene Kleeves, gli avversari non sono tanto i governi o le forze armate nemiche, ma “popoli interi”. Invece nel libro "Vecchi trucchi" gli Usa sono colpevolizzati fra l’altro come "controllori del traffico mondiale di droga dopo averlo scientemente sviluppato", allo scopo di "sovvertire ed asservire paesi esteri, per farsi e mantenersi un bel numero di colonie de facto". Tesi forti, parole crude, documentate da decine di pagine di note di commento e bibliografie, tipiche di chi ha studiato divorando libri. Una storia misteriosa, quella di Anelli-Kleeves, finita divorando vite.

*********

Per quanto riguarda i miei editori non uno di loro (ne ho tre) ha mai organizzato una presentazione dei miei libri da loro stessi pubblicati, non una. Addirittura con uno di loro, la Società Editrice Barbarossa, sono attualmente in causa presso il Giudice di Pace di Milano per la riscossione dei diritti d'Autore che mi spettano in base al contratto scritto. Fra l'altro, nella causa in oggetto mi presento - ovviamente - con nome e cognome reali, e relativo pseudonimo.

Ma non sono un professore universitario. Forse sono un accademico, ma allora di niuna accademia. Avrebbe dovuto saperlo. In Italia c'è un regime e chi prende la paga dal regime, come in primis fanno i dipendenti pubblici, non può non essere asservito al medesimo.
Non può esistere un professore universitario che fa il John Kleeves dicendo quelle cose (vere) sul padrone Usa. Lei nomina il professor Cardini, ma il prof.Cardini è ben lungi dall'essere un oppositore politico del regime, anzi, anzi, anzi. Io invece sono un oppositore. Ed un oppositore vero, che aiuta chi sta dalla mia parte. Anche se con poca fortuna.

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E' ormai evidente la pesante manipolazione che i media stanno facendo di questa notizia. Per ricapitolare:

- i dubbi iniziali sull'arma che ha ucciso Anelli
- l'imprecisione nel definire il luogo in cui egli è morto
- l'occultamento della sua identità di scrittore antiamericano
- notevoli contraddizioni nel riportare la notizia fra un giornale e l'altro
- riferimenti continui alla lettera di ammirazione per Rosa e Olindo, nonostante non ci siano prove che ne attestino la veridicità

Direi che gli ingredienti per un bel minestrone di Rosa Rossa ci sono tutti!!!

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Dante alla porta di Paolo e Francesca
spia chi fa meglio di lui:
lì dietro si racconta un amore normale
ma lui saprà poi renderlo tanto geniale.
(Fabrizio De André)
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MessaggioInviato: Mar Set 21 2010, 15:06:04    Oggetto:  
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aggiornamento su CDC con un pezzo di Miguel Martinez, che ne fa un ritratto "un po diverso":
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Stefania Nicoletti

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MessaggioInviato: Mar Set 21 2010, 22:06:13    Oggetto:  
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Articolo segnalato da un amico:


Cronaca 21-09-2010 13:45:16

Stefano Anelli, alias John Kleeves: ucciso dalla massoneria ?

John Kleeves, alias Stefano Anelli. Trapelano clamorose indiscrezioni sull'omicida della nipote Monica. Il 62enne ingegnere, esperto di geopolitica e rapporti internazionali, aveva scritto sotto pseudonimo numerosi libri e saggi al vetriolo contro gli Stati Uniti. Si riapre una pagina nera della storia italiana: quella della massoneria e dell'ordine di Rosacroce. Il suicidio di Anelli potrebbe essere in realtà un omicidio, o comunque un'esecuzione. Alcuni elementi sarebbero infatti identificativi: le rose rosse viste sul luogo dell’omicidio di Monica e il luogo in cui è stato ritrovato il corpo di Anelli, Santa Cristina, vicino Rimini. Santa Cristina è infatti la santa del "martirio delle frecce" che prima di essere uccisa, avrebbe subito la mutilazione dei seni tramite forbici.

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L'uomo può nascere, ma per nascere deve prima morire, e per morire deve prima svegliarsi.
- G.I. Gurdjieff -
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