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Vasco Rossi contro il sistema
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julia
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germany
MessaggioInviato: Lun Ago 08 2011, 15:34:47    Oggetto:  
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Nella canzone Cocacola VASCO dice che è piena di medicine quindi alcune teorie non stanno in piedi, poi sul fatto della pubblicità alla coca è ironica chiaramente...e poi lui parla della cocacola , dice tanta.. buona... fresca.. LA COCA DROGA la nominano gli altri che vogliono vederci quello, anzi lui la canta apposta per i critici perbenisti..

Pur non essendo ''fan'' (che parola orrenda) di Vasco, ecco alcune leggende:

a) vasco fece un concerto con DUE COSTOLE incrinate
VERO: accadde nel tour 1984.Vasco prese una botta mentre era pressato dal pubblico.Fece una iniezione di un potente analgesico e fece il concerto

b) Vasco scrisse "siamo solo noi "guardando Riva che si drogava.
BALLE: a parte che nessuno tra Vasco e Riva avrebbe raccontato cosi' spudoratamente un episodio del genere, la canzone poi e' un inno generazionale,una sorta di ribellione a chi ti giudica..

c) Vasco raggiunse il record di sette notti senza dormire
FALSO: Lo disse Red Ronnie durante uno special su be Bop a Lula..ma Vasco poi smenti' dicendo ironicamente.."se vuoi posso passare al guinnes dei primati.."
Vasco stava al massimo due tre giorni senza dormire,poi dormiva per altrettanti giorni di fila
d) Vasco abitava in un capannone dove la gente si accampava giorno e notte.
VERO E FALSO: ha abitato in un capannone per un paio di anni,ed e' vero che c'era "movimento" ma e' anche vero che Vasco spesso e volentieri voleva star solo e non amava avere sempre tra i piedi gente.
X duepiudue:
Gustavo Rol diceva che le forze esterne possono manifestarsi in ogni luogo e in qualsiasi spazio di tempo, diceva che dopo la morte c'è subito un altra vita e non c'è ne paradiso ne inferno, Allo stesso modo quando leggo alcuni tuoi ragionamenti mi rendo conto che per alcuni 2+2 può fare 3 e mezzo o anche 4 e mezzo e anche questa cosa la diceva Gustavo Rol riguardo a chi gli chiedeva spiegazioni su queste sue credenze.
Su ebay anni fa uno mise in vendita un orologio che a suo dire gli avrebbe lasciato sua nonna, e che era stato vomitato da Gustavo Rol durante una seduta.., a casa sua. Smile
Mi pare chiedesse sui 9 mila euro, ma non credo che sia mai riuscito a venderlo.
La Stefania Nicoletti ha giudicato credibili le tue interpretazioni, e si capisce. Smile
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MessaggioInviato: Lun Ago 08 2011, 15:34:47    Oggetto: Adv





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julia
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germany
MessaggioInviato: Lun Ago 08 2011, 18:31:02    Oggetto:  
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Francamente, è esagerato, una cagata pazzesca arrivare al punto di dire che la maggior parte di quelli che ascoltano e ascoltavano Vasco Rossi siano dei ''drogati''.

Lessi tempo fa un indagine che fu fatta da un giornale musicale famoso che chi ascolta Vasco è in genere una persona tranquilla che crede nell'amicizia e altri come dire..valori.

In effetti se proviamo a guardare in giro e vediamo i giovani e giovanissimi, chi ascolta e ascoltava Vasco è in genere una persona intelligente e che non si fa omologare con le mode e usi vari, questo è quello che io ho notato nell'arco dei miei 20 e passa anni di PR.

A sanremo vinse anni fa la canzone del piccione che ''fa cru cru'',all'asilo forse si.
Quindi chiediamoci se il problema è Vasco o tutto il restante ''nulla'' musicale.
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Brando

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MessaggioInviato: Lun Ago 08 2011, 19:23:42    Oggetto:  
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_________________
Giovanni 14, 12-14: In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me compirà le opere, che io compio,
e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre

Filippesi 4,13: Tutto posso in Colui che mi dà la forza
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ZN

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italy
MessaggioInviato: Lun Ago 08 2011, 20:25:04    Oggetto:  
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Brando ha scritto:
http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.com/2011/08/ligabue-e-una-tazza-di-talento-in-un.html

Mr. Green



Vasco e Ligabue sono stati i due gatekeeper del rock italiano, altro che rock star! Il meglio sembrava sempre per arrivare, invece si sono fermati a "questi 2". Ai veri rocker e bluesman nostrani non è stato mai offerto un contratto decente, ovviamente non perché non avessero talento, ma semplicemente perché, essendo indomabili e ribelli, sono stati evidentemente ritenuti pericolosi per la stabilità del sistema. Sono rimasti sconosciuti ed inascoltati, fatti fuori silenziosamente. Evil or Very Mad


"Caro Liga - era il messaggio comparso su Fb la sera del 10 aprile - quando avrai scritto anche tu quasi duecento canzoni e avrai pubblicato 16 album inediti potrai essere messo sul mio stesso piano. Devi mangiare ancora un po' di polenta prima di poterti confrontare con me". La breve nota, firmata 'Vasco', era intitolata 'Ho inaugurato la stagione del parliamoci chiaro e del parliamoci forte'. Poche ore dopo la portavoce di Blasco, Tania Sachs, aveva riferito che "é comparso improvvisamente un post che secondo noi non è stato scritto da Vasco ed è quindi erroneamente attribuito a lui. Riteniamo sia qualcuno che ha voluto fare uno scherzo a tutti e due".


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il cinghios
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MessaggioInviato: Mar Ago 09 2011, 08:51:16    Oggetto:  
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Riguardo agli amici di ZN che si compravano il valiu m perchè hanno sentito la canzone vorrei dire che è già successo di gente malata che ha sentito alcune canzoni e poi ne ha fatte di tutti i colori, quindi probabilmente il tuo\i amici erano già svalvolati prima di sentire la canzone.
Da parte mia posso dire che nessuno dei miei amici che ascoltavano Vasco hanno comprato il valiu m solo perchè Vasco lo prendeva per dormire, non so negli anni 70, ma negli 80-90 no..

E' già successo di alcuni che ascoltavano M.Manson e poi hanno commesso stragi ma dare la colpa a Manson è da bigotte puritane, se uno vede Scarface e uccide non stava bene da prima.

E' comunque accertato che OGNUNO HA GLI AMICI CHE SI MERITA.

Per ultimo ma non meno importante, voglio far notare questa frase di Nostro Signore:

''Beati coloro che sanno quello che vogliono, perchè avranno ciò che meritano''
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ZN

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MessaggioInviato: Mar Ago 09 2011, 13:37:52    Oggetto:  
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si si, mio caro il cinghios, è giusto quello che dici. Ma una volta assodato ciò, che sia pur vero che l'inclinazione individuale giochi un ruolo fondamentale, non arenarti a ciò. Ma allarga lo sguardo. Il TUO sguardo. Osserva panoramicamente il contesto entro cui è inserito e funzionante tutto ciò diciamo a un livello più sottile o più alto, tanto per intenderci, e poi mi dirai Very Happy

Ritornando " a quei due", i due richiamano inevitabilmente Piero Pelù, alias Litfiba.
E i Litfiba...








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il cinghios
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MessaggioInviato: Gio Ago 11 2011, 10:33:12    Oggetto:  
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Una volta accertato che Vasco è sempre stato contro il sistema e non a favore, vedi tutte le sue canzoni, da NON APPARI MAI, GLI SPARI SOPRA.
Non c'è quindi nessuna mano occulta che gli scriveva i testi, attualmente non so, non seguo.
Vediamo di non usare la tecnica tanto cara ad alcuni, dell'inconscio che si fa coscienza che fa sì che alcuni cominciano a credere cose e non sanno nemmeno loro poi il perchè.

ZN.. e i Litfiba dicevi? hanno fatto il video ''LO SPETTACOLO'', quindi? devo tirare ad indovinare? non riesco ad essere telepatico, dai una spiegazione ai video che metti.

Devo ringraziarti perchè non conoscevo '' SE IL DIAVOLO FOSSE IL RE'' di Riva e la canzone è la sua migliore secondo me ed è anche a dir poco inquietante, ma non basta.
Quel video è stato inserito solo un anno fa su youtube e mi era sconosciuto, forse è il brano che gli ha precluso la strada al successo.
Il video della fine del millennio di Vasco come anche quello di Liga a che ora è la fine del mondo sono una critica assai poco velata al ''cancro consumista che le menti ha devastato''.



VASCO IN QUESTO MOMENTO E' UN CAPRO ESPIATORIO DEI MALI DELLA SOCIETA'.

C'è, dunque, una funzione sociale del sacrificio: il sacrificio restaura l' unità sociale, polarizzando su una vittima sostitutiva, il capro espiatorio, le pulsioni violente della comunità.
Il meccanismo vittimario , in tutte le società e in tutte le epoche, ha appunto questa funzione.

FUNGE DA PUNCHBALL E TUTTI SFOGANO UN PO I LORO SENTIMENTI REPRESSI INSANI E MALIGNI DANDOGLI CONTRO IN TUTTI I SENSI, VEDI LA STAMPA.

Ecco cosa rispose alla stampa perbenista che lo criticava per la canzone Vado al massimo:
Sul significato della canzone, Vasco fu chiarissimo: "Salvalaggio? e' uno che nella vita avra' preso tante batoste e si sfoga con me, con quelli di cui e' facile parlar male. Secondo lui io sono uno che dice "fatevi le pere"..ma non ha capito niente..."
Vasco è così da sempre, da sempre ha usato whisky e sostanze, quindi non è una cosa nuova, IL SUCCESSO GLIELO HANNO DATO SOLO QUELLI CHE ANDAVANO IN MASSA AI SUOI CONCERTI, SE LIGA-JOVA-PELU non hanno avuto il suo successo è perchè alla gente non piacevano e non piacciono come lui, non hanno ne' il talento ne tantomeno la musica e le parole di Vasco, ne' grandi suonatori come Steve Burns e altri.
Anni fa a Reggio al concerto del Liga son tornati tutti a casa incazzti come bestie perchè non si sentiva niente, hai voglia a fare patti col diavolo, il diavolo non trasforma rame in oro.
Se Vasco non è stato la più grande Rockstar Italiana io canto bandiera rossa di mattina.
Dici che altri meritavano? Chi sono? Se alla gente non piacciono che ci vuoi fare.
Sul paragone Jovanotti - Vasco dico solo che è un insulto a chi ascolta musica....
Ascoltatevi dall'album REWIND il brano SBALLI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO, è rock puro anzi quasi metal e di sicuro non è boogie woogie...Ci sono anche molti altri brani..

Ecco cosa ha risposto Vasco alla falsa notizia che gli attribuiva la frase del bicchiere di talento..
“ Perché avrei dovuto scrivere una cosa così ovvia?”.

Vasco Rossi non ha dimenticato né perdonato una frase infelice pronunciata da Luciano Ligabue all'indomani dalla morte dalla morte per overdose di Riva. Il Liga aveva, infatti speculato senza un minimo di vergogna per farsi notare. Che schifo..bleah..

Vasco scrisse:
"È morto un amico e invece del silenzio c'è chi, per accrescere la propria credibilità, ha scelto di speculare lanciando anzitempo inutili messaggi moralizzatori". Complimenti!!! Complimenti al vostro ''buonismo'', al vostro ''stare comodi..'', alle ''vostre soluzioni semplici'', al vostro ''non avere nessun amico in difficoltà..'' e al vostro immenso cinismo!! ''

_____________________________________________________________
Lunge da me ergermi a difensore dei drogati ma anche un maledetto lupo mannaro ha diritto all'assistenza legale, figuriamoci chi usa piante comparse sulla terra milioni di anni fa, per esempio la Canapa non si sa bene se sia la prima o la seconda pianta comparsa sulla terra.
La pianta di coca viene tuttora usata masticandone le foglie, e questo è il suo vero uso, nasce anch'essa spontaneamente sulle Ande in Sudamerica e in altri posti, se noi prendiamo il caffe e lo potenziamo di 100 volte basterebbe per far morire un uomo all'istante e così con altre sostanze, tutto altro discorso invece con la chimica.
Quindi non prendetevela con i cosiddetti drogati dimenticando che molti usano caffe vino liquori bibite, tabacco, sigarette con dentro oltre 200 additivi chimici devastanti e si dicono '' sani ''.Riporto questo tratto dalla Bibbia:
Salmi 104:14.. Fai crescere il fieno per gli armenti e l'Erba al Servizio dell'uomo..

Riva a quanto se ne sa è scomparso per EROINA e chi ha avuto amici che ci son caduti sa bene che da soli è molto difficile uscirne...

E' UNA DROGA TERRIBILE, LA PEGGIORE DI TUTTE...DEVASTANTE IN TUTTI I SENSI.
Massimo Riva era il suo ''fratello piu piccolo'' ed era un grande alla chitarra ritmica,l'eroina ti distrugge fisicamente..e non solo..

I PATTI COL DIAVOLO
Cosa avrebbe ricevuto in cambio Vasco ?
Forse avrebbe ricevuto l'ultimo e il penultimo posto ai Sanremo 82-83 con canzoni da vittoria e bollato da lì in poi definitivamente come drogato?
ZN perchè non fai come l'utente duepiudue che lui spiega passo passo le sue interpretazioni, che sono comunque a mio parere del tutto fantasiose ed inventate ma almeno le mette a disposizione.

Io posso fare il mio e vi riporto qui sotto l'ultima parte della testimonianza di Jori nella penultima pagina del libretto dell'album COMANDANTE SPACE di Riva, uscito postumo:

L'ultima sera in cui io e Massimo ci siamo visti mi disse di aver messo nel cd tutto quello che aveva. <<Sarebbe inutile provarci ancora...meglio non lo potrei cantare.Andiamo a cena?>>
mi chiese. '' Perchè no? '' Poi ci ripensò. <<Non si può>> disse <<è tardi...devo andare a dormire, ho troppe cose da fare domani...>> '' Ma è solo mezzanotte..''
<<Appunto, è tardi. Lo sai che ho deciso di cambiare vita.>> '' Come vuoi ''
<<Ci vediamo presto.>> '' D'accordo , a presto ''.


'' MEGLIO UNA VITA SPERICOLATA CHE UNA VITA DA MEDIANO ''


Ultima modifica di il cinghios il Lun Ago 15 2011, 21:28:06, modificato 2 volte in totale
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bretella

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MessaggioInviato: Ven Ago 12 2011, 16:01:12    Oggetto:  
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se volete "divertirvi" un pò con vasco...

!/search/%23vasco%C3%A8unsosia

corre voce che sia morto nell'85 e che sia stato sostituito da tale Ido
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ZN

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italy
MessaggioInviato: Dom Ago 14 2011, 17:41:41    Oggetto:  
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Quanti fan di Vasco, che vorranno “curarsi” con gli psicofarmaci (come il loro idolo), avranno la possibilità, anche economica, di avere a disposizione per la loro “cura” un equipe di 7 esperti, formata da:

- Medico di base
- un dottore primario del reparto psichiatrico dell'ospedale sant'Orsola di Bologna
- un dottore specializzato in omeopatia
- un dottore radiologo e primario della clinica Nigrisoli di Bologna
- un dottore fisiatra e psicoterapeuta, esperto in agopuntura, massaggio neuromuscolare e ayurvedico specializzato nella terapia del dolore (oltre che campione del mondo di "Sambo" una specie di lotta libera)
- un dottore direttore sanitario della clinica privata VillAlba
- un dottore e professore, chirurgo toracico, di grande esperienza, professionista serio e scrupoloso, con una grande competenza

???????

Al massimo, se si rivolgeranno alle strutture pubbliche statali (asl), incontreranno un solo psichiatra (e qualche infermiere, difficilmente anche uno psicologo), il quale sarà ben lieto di prescrivere loro psicofarmaci... eferox e xana x, tanto per incominciare.

Ma poi il cocktail di farmaci che assume il signor Rossi, a parte le vitamine, basta leggere il relativo foglietto illustrativo, soprattutto quello dello Efexor (Venlafaxina), per capire in realtà di che si tratta. E’ un VELENO !!! Vi riporto a fine post un estratto del foglio illustrativo, anche dello Xana x.

Roba da matti, è proprio il caso di dirlo.

Il discorso delle dosi minime... beh... basta poco... per essere fottuti (vedi metafora della rana bollita). All’inizio non ti sembra, ma con il tempo ti accorgi che la chimica ti allontana sempre di più dalle tue emozioni, dalla creatività, dalla vita, facendoti diventare uno zombi. A quel punto, se sei un creativo, inizi a deprimerti ancora di più, per cui sarà necessaria una rettifica della terapia e posologia psicofarmacologica. Cioè verranno prescritti psicofarmaci più potenti (ovvero più deleteri e devastanti), e a dosi sempre più massicce. E sapranno trovare le scuse per convincerti. Ma, inevitabilmente, si starà sempre peggio. Impossibile stare bene con in corpo questo tipo di veleni e schifezze. Non esistano psicofarmaci che “curano”. A meno ché con “cura” non si intenda il tramortire e l’azzittire l’ingegno di un animo umano creativo e ribelle.

Mi spiace sinceramente per il signor Rossi. In fondo è una persona buona e generosa, forse anche troppo. Più che infantile è un bambinone, un bambinone che difficilmente perderà la voglia di giocare (se smetterà quanto prima con gli psico-veleni). Gli auguro quindi di poter giocare fino in fondo la sua partita, con divertimento ed intelligenza, come mai fatto prima. Twisted Evil




EFEROX

Osservati : tremore, mioclonia, sudorazione, nausea, vomito, rossore, senso di testa vuota, ipertermia, epilessia e morte. Ipertermia, rigidita', mioclonia, instabilita' autonomica con possibilita' di rapide fluttuazioni dei segni vitali, agitazione in grado di sfociare nel delirio e nel coma, nonche' stati simili alla sindrome neurolettica maligna...
... Comportamenti suicidari e ostilita' sono stati osservati con maggiore frequenza su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora dovesse essere effettuato il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente. Non disponibili dati sulla sicurezza a lungo termine per bambini e adolescenti s u crescita, maturazione, sviluppo cognitivo e comportamentale...
... Suicidio/Ideazione suicidaria. Poiche' possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane di trat tamento o in quelle immediatamente successive, i pazienti devono esser e attentamente controllati fino ad avvenuto miglioramento. Il rischio di suicidio puo' aumentare nelle prime fasi del miglioramento. Acatisi a/Irrequietezza psicomotoria. L'uso di venlafaxina e' stato associato allo sviluppo di acatisia...

...Effetti indesiderati piu' comuni: senso di testa vuota, secchezza fauci, insonnia, nervosismo, tremore, sonnolenza; anoressia, stipsi, nausea, vomito; anomalie eiaculazione/orgasmo e impotenza nell'uomo, sudorazione, visione offuscata, astenia....

... Effetti generali. Frequenti: dolore addominale, lesione accidentale, astenia/affaticamento, dolore dorsale e/o torace, brividi, febbre, cefalea, infezione, dolore cervicale; non frequenti: edema facciale, lesi one intenzionale, malessere, candidosi, rigidita' cervicale, overdose, dolore pelvico, fotosensibilizzazione, tentativo suicidio, sindrome d a interruzione; rari: appendicite, odore corpo, carcinoma, cellulite, alitosi; molto rari: anafilassi. Apparato cardiovascolare. Frequenti: ipertensione, emicrania, palpitazione, ipotensione ortostatica, tachic ardia, vasodilatazione; non frequenti: angina pectoris, aritmie, extra sistoli, ipotensione, disturbi vascolari periferici, sincope, tromboflebiti; rari: artrite, bigeminismo, bradicardia, blocco branca, disturb i cardio-vascolari, ischemia cerebrale, malattia arteriosa coronarica, blocco atrio-ventricolare di 1 grado, insufficienza cardiaca e/o infarto, emorragia mucocutanea, pallore, vene varicose, insufficienza veno sa; molto rari: prolungamento intervallo QT, fibrillazione ventricolare, tachicardia. Apparato digestivo. Frequenti: anoressia, stipsi, diarrea, dispepsia, eruttazione, flatulenza, aumento e/o riduzione appetito, nausea; non frequenti: bruxismo, colite, disfagia, esofagite, gastrite, gastroenterite, ulcera gastrointestinale, gengivite, glossite, emorroidi, melena, ulcerazione, moniliasi orale, emorragia rettale, stomatite, edema lingua; rari: cheilite, colecistite, colelitiasi, spasmi esofagei e parotite (solo negli studi sull'ansia), emorragia gastrointestinale e/o gengivale, ematemesi, epatite, ileite, ostruzione intestinale, ittero, proctite, feci liquide, discromia lingua; molto rari: pancreatite. Sistema endocrino. Rari: gozzo, ipertiroidismo, ipotiroidismo, noduli tiroide. Sistema linfatico ed ematico. Frequenti: ecchimosi ; non frequenti: anemia, leucocitosi, leucopenia, linfoadenopatia, trombocitemia, sanguinamento mucose, trombocitopenia; rari: basofilia, cianosi, eosinofilia, linfocitosi, prolungamento tempo sanguinamento; mo lto rari: discrasia ematica. Sistema metabolico e nutritivo. Frequenti : edema, perdita peso, aumento colesterolo plasmatico; non frequenti: aumento fosfatasi alcalina, iperglicemia, iperlipemia, ipopotassiemia, aumento SGOT e/o SGPT, sete, anormalita' test funzionalita' epatica, iposodiemia, aumento peso; rari: intolleranza all'alcool, bilirubinemi a, aumento azotemia e/o creatinina, disidratazione, diabete mellito, g licosuria, gotta, emocromatosi, ipercalcinuria, iperpotassiemia, iperfosfatemia, iperuricemia, ipoglicemia, ipofosfatemia, ipoproteinemia, u remia, epatite, sindrome da inappropriata secrezione ormone antidiuret ico (SIADH); molto rari: aumento prolattina. Sistema muscoloscheletric o. Frequenti: artralgie, mialgie; non frequenti: artrite, artrosi,sper oni ossei, borsite, crampi gambe, miastenia, tenosinovite; rari: miopa tia, osteoporosi, osteosclerosi, frattura patologica, artrite reumatoi de, rottura tendinea; molto rari: rabdomiolisi. Sistema nervoso centra le. Frequenti: agitazione, amnesia, ansia, confusione, depersonalizzaz ione, depressione, capogiro, secchezza fauci, lipertonia, iperestesia, insonnia, diminuzione libido, parestesie, sonnolenza, tremore, trisma , vertigini; non frequenti: linguaggio anormale, apatia, atassia, pare stesia circumorale, euforia, allucinazioni, ostilita', ipercinesia, ip otonia, incoordinazione, reazioni maniacali, mioclonia, neuralgia, neuropatia, reazioni paranoiche, psicosi, stupore, torcicollo; rari: irrequietezza psicomotoria/acatisia, acinesia, abuso di alcool, afasia, bradicinesia, sindrome buccoglossale, accidente cerebrovascolare, demen ia, distonia, paralisi facciale, sindrome di Guillain-Barre, ipocinesi a, difficolta' controllo impulsivita'e ipercloridria (solo negli studi sull'ansia), aumento libido, perdita conoscenza, neurite, nistagmo, depressione psicotica, diminuzione e/o aumento dei riflessi, ideazione/ comportamento suicidario, convulsioni, sindrome neurolettica maligna, sindrome serotoninergica; molto rari: delirio, reazioni extra-piramida li, discinesia. Sistema respiratorio. Frequenti: bronchite, aumento to sse, dispnea, faringite, rinite, sinusite; non frequenti: asma, congestione torace, epistassi, iperventilazione, laringite, polmonite, alter azione voce; rari: atelettasia, emottisi, singhiozzo, ipoventilazione, ipossia, pleurite, embolia polmonare, apnea nel sonno, aumento espett orato; molto rari: eosinofilia polmonare. Cute e annessi. Frequenti: p rurito, rash, sudorazione; non frequenti: acne, alopecia, unghie fragi li, dermatite da contatto, pelle secca, eczema, rash maculopapulare, psoriasi, ipertrofia pelle, orticaria; rari: eritema nodoso, dermatite esfoliativa e/o lichenoide, alterazione colore capelli, foruncolosi, irsutismo, leucoderma, rash pustolare, seborrea, atrofia pelle, alteraz ione colore pelle, rash petecchiale e smagliature (solo negli studi su ll'ansia), rash vescicolobollare; molto rari: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson. Sensi speciali. Frequenti: disturbi visione, anomalie accomodazione, midriasi, alterazione gusto, tinnito; non freq uenti: cataratta, congiuntivite, lesione corneale, diplopia, secchezza e/o dolore oftalmico, iperacusia, otite media, fotofobia, difetto cam po visivo, tinnito; rari: blefarite, cromatopsia, edema congiuntivale, diminuzione riflesso pupillare, esoftalmo, sordita', glaucoma, cherat ite, labirintite, miosi, papilledema, otite esterna, emorragia retina, sclerite, emorragia subcongiuntivale, uveite, disturbi corpo vitreo; molto rari: glaucoma ad angolo chiuso. Apparato urogenitale. Frequenti : anomalie eiaculazione/orgasmo, dismenorrea, disuria, disfun zione erettile, metrorragia, disturbi prostatici e/o urinari, vaginite; non frequenti: orgasmo anomalo nella donna, albuminuria, amenorrea, dolore vescicale e/o mammario, cistite, ematuria, leucorrea, menorragia, nictur ia, poliuria, piuria, incontinenza e/o ritenzione urinaria, emorragia vaginale; rari: aborto, anuria, congestione e/o ingrossamento mammario , cristalluria da calcio, cervicite, secrezione lattea, mastopatia fibrocistica, ginecomastia, ipomenorrea, calcolosi e/o anomalie funzionalita' renale, mastite, menopausa, cisti ovarica, erezione prolungata, oliguria e orchite (solo negli studi sull'ansia), pielonefrite, salpingite, urolitiasi, emorragia uterina, spasmo uterino. Test laboratorio: differenze solo colesterolo totale. Sintomi da sospensione: vertigini , agitazione, nausea, tremore, sudorazione, cefalea, diarrea.



XANA X

Dipendenza : L'uso di benzodiazepine puo' condurre allo svilup
po di dipendenza fisica e psichica da questi farmaci. Il rischio di di
pendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento; esso e' magg
iore in pazienti con una storia di abuso di droga o alcool. Un voltach
e la dipendenza fisica si e' sviluppata, il termine brusco del trattam
ento sara' accompagnato da sintomi da astinenza. Questi possono consis
tere in cefalea, dolori muscolari, ansia estrema, tensione, irrequiete
zza, confusione ed irritabilita'. Nei casi gravi possono manifestarsi
i seguenti sintomi: derealizzazione, depersonalizzazione, iperacusia,
intorpidimento e formicolio delle estremita', ipersensibilita' alla lu
ce, al rumore e al contatto fisico, allucinazioni o scosse epilettiche
. Insonnia o ansia di rimbalzo : All'interruzione del trattamento puo'
presentarsi una sindrome transitoria in cui i sintomi che hanno condo
tto al trattamento con benzodiazepine ricorrono in forma aggravata. Pu
o' essere accompagnata da altre reazioni, compresi i cambiamenti di um
ore, ansia, irrequietezza o disturbi del sonno. Poiche' il rischio di
sintomi da astinenza o da rimbalzo e' maggiore dopo la sospensione bru
sca del trattamento, si suggerisce di effettuare una diminuzione gradu
ale del dosaggio. Durata del trattamento : La durata del trattamento d
ovrebbe essere la piu' breve possibile (vedere posologia) e nel caso d
ell'ansia non dovrebbe superare le 8 -12 settimane, compreso un period
o di sospensione graduale. L'estensione della terapia oltre questo per
iodo non dovrebbe avvenire senza rivalutazione della situazione clinic
a. Puo' essere utile informare il paziente quando il trattamento e' in
iziato che esso sara' di durata limitata e spiegare precisamente come
il dosaggio deve essere diminuito progressivamente. Inoltre e' importa
nte che il paziente sia informato della possibilita' di fenomeni di ri
mbalzo, minimizzando quindi l'ansia riguardo a tali sintomi se dovesse
ro accadere alla sospensione del medicinale. Quando si usano benzodiaz
epine con una lunga durata di azione e' importante avvisare il pazient
e che e' sconsigliabile il cambiamento improvviso con una benzodiazepi
na con una durata di azione breve, poiche' possono presentarsi sintomi
di astinenza. Interruzione del trattamento : Come con ogni altra benz
odiazepina, il dosaggio di XANA X deve essere ridotto gradualmente dal
momento che l'interruzione brusca o troppo veloce puo' portare alla co
mparsa di sintomi da astinenza. I sintomi da astinenza possono include
re lieve disforia e insonnia o presentarsi come sindromi maggiori con
crampi muscolari e addominali, vomito, sudorazione, tremori. Occasiona
lmente possono comparire episodi convulsivi da astinenza in seguito a
rapida diminuzione o interruzione brusca della terapia con alprazolam.
Questi sintomi, specialmente i piu' gravi, sono generalmente piu' com
uni in quei pazienti che sono stati trattati con dosi eccessive per pr
olungati periodi di tempo. Comunque, sintomi da astinenza sono stati s
egnalati anche a seguito di brusca interruzione della somministrazione
di dosaggi terapeutici di benzodiazepine. Pertanto l'interruzione bru
sca deve essere evitata e deve essere prescritta una riduzione gradual
e del dosaggio (vedi Posologia). Durante la sospensione del farmaco in
pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico, a volte, si posso
no osservare sintomi legati alla ricomparsa degli attacchi di panico c
he simulano quelli tipici da astinenza. Amnesia : Le benzodiazepine po
ssono indurre amnesia anterograda. Cio' accade piu' spesso parecchie o
re dopo l'ingestione del farmaco e, quindi, per ridurre il rischio ci
si dovrebbe accertare che i pazienti possano avere un sonno ininterrot
to per 7 -8 ore (vedere effetti indesiderati) Reazioni psichiatriche e
paradosse : Quando si usano benzodiazepine e' noto che possano accade
re reazioni come irrequietezza, agitazione, irritabilita', aggressivit
a', delusione, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, alterazioni de
l comportamento. Se cio' dovesse avvenire, l'uso del medicinale dovreb
be essere sospeso. Tali reazioni sono piu' frequenti nei bambini e neg
li anziani. Gruppi specifici di pazienti : Le benzodiazepine non dovre
bbero essere date ai bambini senza valutazione attenta dell'effettiva
necessita' del trattamento; la durata del trattamento deve essere la p
iu' breve possibile. Gli anziani dovrebbero assumere una dose ridotta
(vedere posologia). Egualmente, una dose piu' bassa e' suggerita per i
pazienti con insufficienza respiratoria cronica a causa del rischio d
i depressione respiratoria. Si raccomandano le usuali precauzioni nel
trattamento di pazienti con alterata funzionalita' epatica e/o renale,
mentre nei pazienti con grave insufficienza epatica, le benzodiazepin
e non sono indicate in quanto possono precipitare l'encefalopatia. Le
benzodiazepine non sono consigliate per il trattamento primario della
malattia psicotica. Le benzodiazepine non dovrebbero essere usate da s
ole per trattare la depressione o l'ansia connessa con la depressione
(il suicidio puo' essere precipitato in tali pazienti). L'associazione
con altri psicofarmaci richiede particolare cautela e vigilanza da pa
rte del medico ad evitare inattesi effetti da interazione. Come con al
tri farmaci psicotropi, l'alprazolam in pazienti gravemente depressi o
con tendenze suicide deve essere somministrato con le dovute precauzi
oni e prescritto in confezione appropriata. Dal momento che nel distur
bo da attacchi di panico si osserva una concomitante patologia depress
iva (primaria o secondaria) con aumento dei casi di suicidio nei pazie
nti non trattati, e' importante che la medesima precauzione sia presa
quando XAN AX e' impiegato per il trattamento dei pazienti con disturbo
da attacchi di panico analogamente all'uso di un qualsiasi farmaco ps
icotropo nel trattamento di pazienti depressi o di quelli in cui si so
spetta ideazione o tentativo di suicidio. Le benzodiazepine dovrebbero
essere usate con attenzione estrema in pazienti con una storia di abu
so di droga o alcool. Pazienti che abitualmente abusino di alcool e/o
sostanze stupefacenti, quando in trattamento con benzodiazepine devono
essere tenuti sotto stretto controllo medico, a causa della predispos
izione di tali soggetti all'assuefazione e alla dipendenza. Per lo ste
sso motivo i pazienti devono essere avvertiti dei pericoli connessi co
n la contemporanea assunzione di alcool o di altri farmaci aventi azio
ne depressiva sul SNC. Tenere fuori dalla portata e dalla vista dei ba
mbini.

EFFETTI INDESIDERATI
Gli eventuali effetti indesiderati di XAN AX vengono osservati generalm
ente all'inizio del trattamento e solitamente si risolvono con il pros
eguimento della terapia o riducendo le dosi. Nei pazienti in trattamen
to per ansia, gli effetti indesiderati piu' frequentemente riportati s
ono sonnolenza, vertigini/senso di testa vuota. Meno frequentemente so
no stati segnalati annebbiamento della vista, cefalea, depressione, in
sonnia, nervosismo, tremore, variazioni ponderali, disturbi della memo
ria/amnesia, disturbi della coordinazione, atassia, sintomi gastrointe
stinali e iperattivita' del sistema nervoso autonomo. Come con altre b
enzodiazepine si possono manifestare in rari casi reazioni paradosse,
quali: eccitazione, agitazione, difficolta' di concentrazione, confusi
one, allucinazioni ed altre alterazioni del comportamento. Inoltre si
possono osservare : ottundimento delle emozioni, riduzione della vigil
anza, reazioni a carico della cute. In casi rari e' stato segnalato au
mento della pressione intraoculare. Associate all'impiego di ansioliti
ci benzodiazepinici, XANA X compreso, sono state inoltre segnalate le s
eguenti reazioni avverse: distonia, irritabilita', anoressia, affatica
mento, difficolta' di linguaggio, ittero, debolezza muscolare, alteraz
ioni della libido, irregolarita' mestruali, incontinenza o ritenzione
urinaria ed alterazione della funzionalita' epatica. Gli effetti indes
iderati piu' comuni nei pazienti in trattamento per disturbo da attacc
hi di panico sono sedazione/sonnolenza, affaticamento, atassia/incoord
inazione e difficolta' di linguaggio. Effetti indesiderati meno comuni
sono variazioni dell'umore, sintomi gastrointestinali, dermatite, dis
turbi della memoria, disfunzioni sessuali, alterazione della sfera int
ellettiva e confusione. Amnesia : Anche se per XA NAX ad oggi non sono
pervenute segnalazioni in merito, le benzodiazepine possono provocare
amnesia anterograda. Questa puo' avvenire anche ai dosaggi terapeutici
ed il rischio aumenta ai dosaggi piu' alti. Gli effetti amnesici poss
ono essere associati con alterazioni del comportamento (vedere avverte
nze speciali e precauzioni per l'uso). Depressione : Durante l'uso di
benzodiazepine puo' essere smascherato uno stato depressivo preesisten
te. Reazioni psichiatriche e paradosse : Le benzodiazepine o i compost
i benzodiazepino-simili possono causare reazioni come: irrequietezza,
agitazione, irritabilita', aggressivita', delusione, collera, incubi,
allucinazioni, psicosi, alterazioni del comportamento. Tali reazioni p
ossono essere abbastanza gravi: sono piu' probabili nei bambini e negl
i anziani. Dipendenza : L'uso di benzodiazepine (anche alle dosi terap
eutiche) puo' condurre allo sviluppo di dipendenza fisica: la sospensi
one della terapia puo' provocare fenomeni di rimbalzo o da astinenza (
vedere avvertenze speciali e precauzioni per l'uso). Puo' verificarsi
dipendenza psichica. E' stato segnalato abuso di benzodiazepine.

AX%2020CPR%201MG.htm
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Vi sono cose che sai di sapere
e cose che sai di non sapere,
ma vi sono anche cose che non sai di sapere
e cose che non sai di non sapere.
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MessaggioInviato: Lun Ago 15 2011, 21:23:12    Oggetto:  
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Il dottor Gatti è medico personale di Vasco da decenni, ricercatore olistico, esperto di Qi-Gong.

Consiglio il libro ''IO VASCO'', per chi vuole sapere tante cose senza ossessioni varie.

E' un autobiografia di Vasco scritta e commentata da IVANO GLADIMIRO CASAMONTI.
___________________________________________________________________________

Intervistatore: ''Certo che avete fatto molti dischi?''

Mick Jagger: ''Sì, ma molte più scopate''
___________________________________________________________________________

So che pensi di essere la regina dell'underground.

E puoi spedirmi fiori morti ogni mattina.

Spedirmi fiori morti con la posta.

Spedirmi fiori morti al mio matrimonio.

E io non mi dimenticherò

di mettere rose sul tuo sepolcro.

(Dead flowers - Rolling stones)
______________________________________________________________________

IL CANAPAJO DI GIROLAMO BARUFFALDI

LIBRO PRIMO

Dalla elezione del terreno, e dell'aria per seminarvi la canape.

Io che Bacco seguendo, le sue tigri,
Che al carro allaccia, con la dura sferza,
E col pungolo mio spesso attizzai;
Sicchè per vie novelle, in questa etate,
Ebbro sovente in Baccanal fui tratto:
Sazio di più innestar pampini, e tralci,
Dopo tant'anni che a le viti intorno,
Per trarne il frutto, in compagnia sudai;
Alfin con nuova età cangiando cielo,
E dal superbo Eridano passando
A la sinistra man del picciol Reno,
Dov’ebber gli avi miei nido e riposo,
Di vignajuolo, agricoltor son fatto:
E canterò la canape, e la vera
Cultura d’un sì nobile virgulto,
Che ne’ campi d’Italia, e piucchè altrove,
Nel felsineo terreno, e nel vicino
Centese floridissimo recinto,
(Dov’è una terra, che città può dirsi,
Tanto in se stessa, e ne’ suoi degni e illustri
Abitatori oggi è pregiata al mondo)
S’alza e verdeggia, e selve forma ombrose,
Quando la stagion fervida comincia
A cuocer l’aria, e finchè il Lion rugge
Nel ciel, dura a far ombra su la terra.
Poi recisa in un tratto, e sottoposta
A più martirj, per le man’ villane,
In diverse util’opre si trasforma,
Nè par più quella sì abbattuta innanti,
Ma cosa altra d’onor degna e di pregio;
Che tal la donna lidia tessitrice
Non l’ebbe allor, che fe’ con le sue spuole
Guerra d’onore a la Tritonia Dea.
Amiche Muse, voi, che spesso spesso
Guidaste il canto mio per vie più scabre,
Or per sentier più libero e più aperto,
E con voci comuni, e con parole
Convenienti al rustico soggetto,
Secondate il mio dir col vostro suono,
La tromba no, nè la soave lira,
Ma la sampogna umil solo adoprando:
Ch’io d’insegnar, non d’adornarvi intendo.
E tu, gentile vignajuola Albatica ,
Onor del sangue Clementino, e fida
De’ Liberati eroi propagatrice:
Vientene meco, se vuoi cose udire,
Non alte già, come di tua natura,
Tu, che romana sei, già fosti avvezza
Sentir su i colli de l’invitta Roma
Dal vivo oracol di Licon sanese;
O pur dove i sì floridi giacinti
Irrigar già solea la Parma, e ’l Taro,
Ma villerecce ed umili dottrine,
Da cui chi è saggio può raccor gran frutto.
So, che la vigna mia ti fu diletta,
E da’ tuoi carmi fu illustrata spesso;
So, ch’ Enante, sopr’altri, a te fu caro,
Seco sovente gareggiando in rime
Piacevoli non men, che gravi e argute:
Or tempo è, che tu ancora lo secondi
In questa nuova, benchè umile impresa,
Che a te consacra, e col tuo chiaro nome
Sparge per tutta Italia, ad instruirla
De l’arte industriosa, onde a cultura
Ridur si debba il canapino seme.
Nè già disdice a te: tu pur sei donna,
Cui la vita domestica più aggrada,
Che la superba popolar comparsa,
Come la donna forte già lodata
Dal re più saggio, ch’in pel biondo seppe
Piucch’altri mai col crin canuto e bianco;
La qual, quantunque a fort’imprese e invitte
Stendesse il braccio, oprar però le piacque
Col buon consiglio ancor de le sue mani.
Porgimi dunque il tuo benigno orecchio,
Ed i precetti apprendi, onde tu possa
Ai tuoi villani, ed a le forosette,
Che i tuoi coltivan’ ubertosi campi
A la destra del limpido Baganza,
L’arte insegnar di farti ricca e pingue
Con questa merce, ch’è sì chiara al mondo,
Di cui già tacque il mantovano Omero.
Chi vuol di forte canape e sottile,
Ma insiem candida quanto è ’l puro argento,
Far a suoi tempi una copiosa messe,
Nè buttar l’opra e la fatica al vento;
Scelga un terreno di propizio clima:
Perché non ogni terra atta è al medesmo
Frutto, nè ogni aria, nè ogni ciel favora
Sempr’egualmente ciò che in terra nasce.
Come veggiam, che non allignan platani,
Nè cerri qui fra noi, ma pioppi, e salci,
Nè là dove di platani e di cerri
Abbonda ’l suol, v’ha salce alcuno, o pioppo;
Così in basso terreno, e limaccioso,
Dove soverchio crasse particelle
S’alzino ad ingrossar l’aria, che piomba,
L’innocente germoglio canapino
Da l’eterea gravedine depresso,
Penerà molto ad ingrandir suo stelo;
E ciò, che di grandezza a lui vien tolto,
Ad ingrossar verrà la dura canna
Di scorza tal, che darà pasco al tarlo;
E allora quando si verrà al lavoro,
Convertirassi inaspettatamente
In canape non già, ma in borra , e stoppa.
E sappi, che la scorza (volgarmente
Tiglio appellata in questi miei contorni)
La scorza, dissi, è tutta la gran dote,
E tutto ’l capital di quella stirpe:
Come del cinnamomo è la corteccia ,
E come di talun, che quanto tiene
Di vesti in casa, tutto indosso porta.
Però l’aria esser de’ temprata e dolce,
Mista d’acuminati, e di rotondi
Corpuscoletti, atti a non pugner tanto
Come quella de’ gioghi alpestri ed ermi.
Ivi sottil s’alzerà ben lo stelo;
Ma sottigliezza tale, e tal finezza
Più di danno saria, che di suo pregio,
Perchè esile il lavoro, e floscia essendo
La corteccia, ch’è tutto ’l suo tesoro,
Forza poi non avrà di regger molto,
In tela stesa, o in gomona conversa.
E ne fa ben la pruova ogni anno il Veneto
Regio Arsenal, quando sommette i nuovi
Canapi in tana a l’orrido patibolo,
Per veder se nel mar poi reggeranno
A sostener arbori, vele ed ancore,
E d’ Aquilone il formidabil impeto.
O di prudenza raro esempio al mondo,
Gloriosa città del mar reina,
Che così ben tieni in ogni opra l’uso
De le bilance, e tutto pesi e libri!
Nè men temprata di sapor dovrai
Sceglier la terra: nè soverchio forte,
Nè troppo dolce fa che sia l’eletta.
Tra queste due però guarda ch’un d’essi
Sapor’ non sopravanzi. Quel cretone
Sì duro, a la cultura è assai ritroso,
Nè tritar si può mai come impalpabile,
Nè il seme di leggier rompe le glebe
Per germinar; e se germoglia è raro,
Nè metter può radici, e poco s’alza,
E spesso langue, e muor, perchè non nato
Felicemente da la madre antica.
Questo misto terren chiamanlo i nostri
Zucchegno, e vorrà dir, terren, dov’altro,
Che zucche non allignan, perchè suole
Tal misturata terra aver tal forza
Di tal frutto produr pregnante e idropico.
Che se soverchio è poi leggiero, e dolce,
E d’infeconda inutil sabbia misto,
Come del fiume l’arenoso letto;
Non l’amar già, perchè da se non vale,
Quando d’un gran sudor tu non l’impingui.
Sallo per pruova il misero contado
Di Bologna, colà dove s’accosta
A l’incostante ed arenoso Reno,
Che squarcia spesso i suoi ripari, e tutta
Versa la torbid’ira in su quel piano.
E ’l sappiam noi, che a la sinistra sponda
Piantammo (nè so mai per qual destino)
A questa furia il nostro suol soggetto.
Quanti, già tempo, eran fecondi campi,
D’erbe e di biade ricchi, e in un d’armenti,
Non che di piante, ed or di muti pesci,
E di palustri giunchi albergo sono.
E’ ver, che spesso, col mutar pendio,
Muta il suo corso, e in arido trasforma
Quel primo letto; ond’abbiam qui Ren vecchio,
Corpo di Ren, Renazzo, e la Guadora,
Cason di Reno, Ramedello, il Dosso,
E a Panar presso, il vecchio Casumaro
Da le ben radicate annose roveri,
(Che forse Quasi – mar disser gli antichi,
Perchè il Ren, quasi mar, tutto inondava)
E pur oggi son terre asciutt’erbose,
Dove ogni ben di Dio germina e nasce,
Dacchè ’l Ren torse ’l precipizio altrove.
Ma l’arena deposta, per cui sono
Paludose non più, tanto eminenti
Le rese, ch’or non temono il furore
Del ruinoso fiume, onde son nate.
Questa novella spoglia ivi deposta,
Steril rena fu già, reliquia infame
Di quel fiero ladron ch’ivi trascorse,
Nè per gran tempo a provida cultura
Valse, neppur fil d’erba ivi allignando.
Se non che l’arte con l’industria unita,
Di tanta e tal pinquedine coperse
L’aridità de l’arenoso suolo,
A stagion per stagione inviscerandola
Col vomer curvo nel midollo interno;
Che mutò faccia, e fruttuoso apparve.
Dal terren dunque, che di sabbia abbondi,
Sperar non dei di canape ricolta,
Senza l’aita de lo stabbio immondo,
Pel lungo corso di molt’anni e molti,
Onde ’l letame soffochi l’arena,
E appena dir si possa: fin qua giunse
Il fiume, e appena il suo vestigio appaja.
Ma se ciò fai, misura ben lo scrigno,
E la spesa da l’utile diffalca.
Se non che quando ti riesca poi
Domar l’arena, e trasformarla in fime,
O te beato! finiran tuoi giorni,
Ma non finirà mai la pingue dote
Del tuo campo, e godranla per molt’anni,
“De’ figli i figli, e chi verrà da quelli.
Però (s’è ver, che ad ogni mal non manca
Atto rimedio) a quella sterilezza,
E a quest’eccidio del tuo pingue erario,
Provida pose la natura il freno,
E il molto danno compensò con poco.
Se molti campi hai tu, del sole esposti
A l’util sempre, ed immutabil giro,
Ma penuria in stabbio ti crucciasse,
Perchè le mandre sien da te lontane,
E tal sia ’l prezzo, come se cavarlo
Da le miniere del Perù convegna;
Alza ’l pensiero, e volgilo a le torri ,
Dove i colombi anno il fecondo nido.
Ivi ’l lungo soggiorno, e la pastura
Di quell’augel sacro a la Dea di Gnido,
Afrodite
Genera fime tal, che colombina
Vien detto, e che in proverbio per inutile
Cosa si prende, e pure a quest’effetto,
Ch’ora dimostrerotti, è sì giovevole,
Quanto a l’ape gentil dolce rugiada.
La colombina è tal caldo fermento,
Che da l’arena (sebben grave, e fredda)
Nè vincer punto, nè domar si lascia,
Come l’altro letame di miniere
Più vil, che nel girar di pochi soli ,
Da la bibace arena è soggiogato:
Nè a meno può, che penetrante al sommo
Non sia quel foco, e ciò che si rinserra,
Ciò che alimenta, e gira per le viscere
Di quel pennuto simbolo d’amore.
“Amore è incendio universal del mondo.
Tal colombina tu però non dei
Sopra terra gittar sola una volta,
Ma più fiate, tanto che ne ingrossi
La superfizie del terren ritroso.
Tocca a le piogge poi cortesi e lievi
Spremerne col cader le grasse parti,
Ed inzupparne l’arido midollo
De l’arenoso sottoposto letto,
Sicchè cangi natura, e fertil vegna.
Che se di bronzo è il ciel, e giù non stilli
Nemmen con la benefica rugiada;
Allor la vanga, il vomero, o la marra ,
Per arte fa ciò che non fe’ natura.
Così fiorir la canape vedrai
Ben vigorosa, e ’l fil ch’indi usciranne,
Fia qual seta sottil, morbido e bianco;
E un nuovo frutto del primier non meno
Util, che sicurissimo n’avrai:
Perocchè, ripensando a l’avvenire,
Se vorrai dopo rivestir la terra
Di biade, o di qualunque altro sia grano,
In virtù di tal fime ivi sepolto,
Che forza serba per più anni ancora,
Raddoppierai per cento volte il seme;
E per gioja dirai, fuor di te stesso,
Che versò sopra quel terren felice
Cerere amica d’ogni ben la copia.
Nè questa sol è del terren la dote
Per nutricar sì fruttuosa pianta:
Guardar convienti, che fra terra e terra,
Fra vena e vena, e sin nel cupo fondo,
Per vicinanza d’alcun lago, o fiume,
Molesta scaturigine non sorga.
Questa sorgente, che per pioppi, o salci,
E per simili piante util vien detta,
Molto a la nostra canape è nociva,
Perchè morbide troppo, ed inzuppate
Tien le radici, onde l’effetto è poi,
Che putride divengono, e la canna
Troppo s’ingrossa per soverchio umore,
Deludendo così nel miglior tempo,
De l’affannoso agricoltor la speme,
Il quale ogni sudor, ogni suo studio
Perir si vede non maturo, o in erba.
Tal n’avrà danno ancor, se questo campo
Non sarà aprico e aperto, e in ogni parte
Del benefico sole esposto ai rai.
Chi vuol vedere il canaposo bosco
Ben folto, e di statura gigantesca,
Sterpi ogni pianta che ’l terren circonda,
Sicchè l’ombra maligna non l’aduggi :
O almen se tutte di troncar non osi,
(Perchè il danno presente assai tu guardi,
Piucchè l’util venturo, e forse incerto)
Almen su quelle sol cada il tuo ferro,
Che zazzerute più, più son ombrose,
Olmi, roveri, frassini, e cent’altre,
Che quando ’l sol più cuoce in sul meriggio
Al sudante bifolco fanno orezzo .
Sappi, che ’l sole è padre universale,
E gran limosinier de la natura:
E dove dominar non può ’l suo raggio,
Freddo tutto riman, languido e tristo.
Però, se ami la canape, a le piante
D’adulta scorza, e gigantesca vetta,
Giura perpetua guerra, e non amarle,
Nè perdonare a la tagliente scure,
Che ogni anno almeno ne recida i rami.
Così ’l sol co’ suoi raggi, e l’aria aperta,
E ’l ciel tutto a suo pro scoperto in vista,
Tutte serenerà le tue speranze,
E doppio frutto in sua stagion n’avrai.
Questi giganti, che fann’ombra ogni ora,
Anzi questi papaveri superbi,
Che le bass’erbe e i teneri virgulti
An di tener sempr’umili vaghezza
Col prepotente loro alto dominio:
Non avrian tanto di baldanza in oggi,
Se un novello Tarquinio a farne strage
Con la sferzante sua verga sorgesse.
Ma tu puoi farlo, o agricoltor, su queste
Piante, che ti fann’ombra, e rendon trista
Nel tuo campo la canape: o se almeno
A l’interesse tuo nuoce il tagliarle
Fin da l’ima radice: e tu le svetta,
E tu le pota, e tu le scalva, e sfronda,
Che così non avran pena di morte,
Ma quella sol d’un ostracismo brieve,
Che per qualch’anno l’ombra toglieratti,
E in signoria ti lascerà del sole.
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Pino Scotto su Vasco Rossi Twisted Evil Very Happy Twisted Evil










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MessaggioInviato: Mer Ago 17 2011, 09:17:24    Oggetto:  
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Mi intrometto nella discussione solo per un commento all'"intervista" (tra virgolette intervista, perchè per me un giornalista dovrebbe fare domande VERE) di Vincenzo Mollica (mai cognome fu più azzeccato per definire un giornalismo informe e accondiscendente quale quello del suddetto personaggio)...pochi giorni fa a notte fonda ho potuto vedere un servizio sulla RAI in cui MOLLICA intervista VASCO.. a parte l'assenza di domande e di vivacità intellettiva da parte di MOLLICA, non ho fatto a meno di notare quanto VASCO ROSSI si riferisse ad entità non specificate che controllano e che possono - non ricordo bene le parole- nuocere (il senso generale era questo).Vasco continuava a fare riferimento a questi personaggi e al rischio che si corre nel frequentarli..... non ho potuto fare a meno di notare i numerosi tagli nel montaggio e sopratutto alla faccia IMPANICATA di Mollica che era rimasto con un sorriso paralizzato in faccia, sembrava MOLTO IN DIFFICOLTA'......INSOMMA IL DISAGIO ERA PALPABILE.....il senso generale del filmato lasciava un senso di imbarazzo inspiegabile se si considera poi che Vasco Rossi parlava ma non sembrava per niente in possesso delle proprie facoltà mentali, così come Mollica d'altronde, che sembrava il fantoccio di se stesso: insomma un filmato alienante e allucinante al tempo stesso, in cui l'unica cosa chiara -almeno per me- era che VASCO pronuciava qualcosa che non avrebbe dovuto -certe FREQUENTAZIONI- e MOLLICA sembrava si stesse cagando sotto dalla paura
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MessaggioInviato: Mer Ago 17 2011, 12:11:18    Oggetto:  
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A Pino Scotto lo vanno a vedere quattro gatti sì e no mentre Vasco ha altri numeri visto che già nel 1983-1984 andavano ai suoi concerti regolarmente dalle 12-14mila persone, e non ne faceva poche di date, ora che ha raggiunto un benessere no.. visto che il benessere non è una colpa.

Anche se come ho già detto dovrebbe dire basta ai farmaci,è una persona coi suoi pregi e difetti.

Come una squadra di calcio avere un'organico di livello conta e i risultati si vedono poi anche sul campo indifferentemente dai calciatori che scendono in campo, come ho già detto: Quando al concerto del Liga a Reggio la gente è tornata a casa molto delusa perchè non si sentiva niente..beh qui la colpa è di quelli che si incassano il grano dei biglietti e poi mettono due casse marce per l'audio..

Se poi uno a 63-64 anni di Pino Scotto vuol ancora girare l'Europa a giocare al rocker, beh se si diverte...che male c'è, invece Vasco gli piace correre e fare sport, che sia proibito anche quello?

Chi glielo fa fare ad uno che ha già avuto i soldi e il successo di Vasco a ritornare ora a 60anni passati a fare 25-30 concerti l'anno? Quando ha iniziato andavano a fare i concerti con una renault4 perchè spaziosa e ci mettevano dentro tutto l'occorrente, la gavetta l'ha già fatta mentre Scotto l'ha inizia ora.. Smile chissa forse ai 70 raggiunge le 2000 mila persone se si impegna.. Smile
Andatevi a vedere i vari artisti internazionali quanti concerti fanno..e se dal vivo suonano rock..
Io ci son stato al concerto del Liga e non ci sono più tornato perchè non è di certo rock..
Sembra sempre di essere all'oratorio al concertino del tuo amico che gioca alla rockstar.

TOUR DI VASCO NEGLI ANNI 1977 - 1984

Queste non sono nemmeno tutte... e aveva ritmi incredibili...e suonavano anche cover.
1977
In estate partecipa a “Radio Estate Giovani” nello stadio di Crotone. Poi a “Canta Veneto”, nelle città di Treviso, Padova ed Asiago (Vi). In queste manifestazioni e nei vari live propone le canzoni che poi usciranno nel 1978 in “Ma cosa vuoi che sia una canzone”

1979
Suona per la prima volta “Albachiara” dal vivo alla discoteca Bussoladomani di Viareggio, nell’ ambito del “Free Show Estate”. Gira l’ Italia, insieme ad altri giovani musicisti e cantautori, con la manifestazione “Primo Concerto”.

Altre date:
Reggiolo (RE)
Formigine Picchio Rosso
Mantova - discoteca Caravel (attualmente "Mascara" ha cambiato nome nel 1997)
Vicenza

1980
Reggio Emilia

Di quest’ annata non sono reperibili facilmente scalette precise e complete. Particolarissima era l’ abituale esecuzione in quel tour della canzone SUPERMARKET di Lucio Battisti, con l’ accompagnamento della sola chitarra suonata dallo stesso Vasco.

Altre date:
Trieste
01.09.1980 Bologna Teatro Tenda

1981
Prato Festa dell Unita'
Cesena
Taneto
17 maggio - Pistoia
19 giugno - Novara
8 agosto - S. Mauro a Mare

1982
Vicenza
21 aprile Montebello (pv) - discoteca Tucano
30 aprile - Brescia
giugno - Monticelli
6 giugno - Bacedasco (scaletta)
1 agosto - Bolzano
3 agosto - Mestre
4 agosto - Rimini
6 agosto - Viareggio
10 agosto - Cava dei Tirreni
11 agosto - Praia a Mare
13 agosto - Sabaudia
14 agosto - Zocca (per finanziare la costruzione di uno skilift)
15 agosto - Barletta
17 agosto - Catanzaro
18 agosto - Reggio Calabria
22 agosto - Palermo
23 agosto - Catania
25 agosto - Messina
29 agosto - San Silvestro (Mn)
settembre - Sedriano (Mi)
5 settembre - Milano - Teatro Tenda
26 novembre - Acqui Terme(Al) - discoteca Palladium

1983
1 marzo - Castrocaro Terme
marzo - Concordia (Mo) - discoteca La Lucciola
24 marzo - Cantù (Co)
10 aprile - Firenze - teatro tenda
21 aprile - Milano - Rolling Stone
15 maggio - Bergamo
13 luglio - Appignano (MC) Campo sportivo
15 luglio - Saronno (Va) - Stadio
24 luglio - Viareggio (Lu) - discoteca Bussoladomani
26 luglio - Castelletto Ticino (No)
agosto - Pietra Ligure
7 agosto - Viareggio (Lu) - discoteca Bussoladomani
12 agosto - Igea Marina - discoteca Rio Grande
13 agosto - Vasto (Ch) - Stadio Aragona
22 agosto - Letojanni (Me) - Stadio Comunale
27 agosto - Happy Days Falerna (Cz)
01 settembre - Bormio
04 settembre Vittorio Veneto (TV)
15 settembre - Ferrara - Giardini Grattacielo
25 settembre - Sassari
26 settembre - Olbia (SS)
28 settembre - Cagliari
5 ottobre - Voghera (Pv)
6 ottobre - Milano - Teatro Tenda
7 novembre - Torino - Palasport
10 novembre - Verona -Discoteca Verona 2000
11 novembre - Bologna - Teatro Tenda

1984
3 agosto - Milano Marittima - Stadio dei Pini
5 agosto - Fano (Ps)
6 agosto - Porto San Giorgio
8 agosto - Avezzano
9 agosto - Nettuno (Roma)
11 agosto - Lecce
12 agosto - Taranto
14 agosto - Bisceglie (Ba)
16 agosto - Sanremo
17 agosto - Marina di Carrara
19 agosto - Lignano Sabbiadoro (Ud)
22 agosto - Mestre (Ve)
24 agosto - Santa Margherita Ligure - Discoteca Covo di Nordest
25 agosto - Discomano (Fi)
26 agosto Reggio Emilia
28 agosto - Ferrara - Discoteca Futura
31 agosto - Livorno
1 settembre - Fabriano
3 settembre - Piacenza
4 settembre - Novara
6 settembre - Trento
7 settembre - Brescia
9 settembre - Genova
13 settembre - Milano - Palasport
15 settembre - Cassano Magnago
20 settembre - Genova - Stadio Ferraris
23 settembre - Villaverla (Vi)
2 ottobre - Novara - Stadio
4 ottobre - Torino - Palasport
5 ottobre - Brescia
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il cinghios
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MessaggioInviato: Ven Ago 19 2011, 09:46:28    Oggetto:  
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TOUR 1983

Il tour,inizialmente, vede Vasco e la Steve esibirsi in discoteche e piccoli locali come di consueto,ma si intuisce subito che non sono piu' sufficienti a contenere tutta l'enorme massa di gente che accorre ai concerti. Spesso e volentieri avvengono casini agli ingressi e in sala perche' molti ragazzi rimangono fuori,non riuscendo letteralmente ad entrare. Vasco si da' tutto durante i live,e ancora una volta le date vengono organizzate in modo che si suoni non piu' di tre date di fila,perche' Vasco sta incominciando davvero ad esagerare con il suo modo di vivere.Ormai quasi non dorme piu',e arriva a stare anche una settimana sveglio,per poi crollare del tutto per qualche giorno. In quei frangenti si rifugia a zocca o nel suo capannone a Casalecchio.
In una intervista Vasco dira'." a quei tempi Lolli mi diceva di stare calmo,che sembrava sempre che io dovessi morire l'indomani per come mi agitavo..ma ero proprio cosi.
Ai concerti,ad esempio,spingevo troppo e subito,e arrivavo alla fine senza piu' energie.."

TOUR 1984

Uscito dal carcere, Vasco non ebbe alcuna esitazione circa la direzione da percorrere. Le malelingue lo volevano finito,c'era chi gia' parlava di lui al passato,ma lui aveva gia' deciso che sarebbe andato avanti. Anzi, decise di riappropiarsi del tutto di tutto quello che aveva fin li ottenuto, modificando leggermente la sua immagine.Come risposta a chi ormai lo aveva definitivamente etichettato come "sballato" e "fuso", Vasco voleva dimostrare di essere capace di andare forte senza bisogno di coca o anfetamine. Organizzarono subito un tour per l'estate 84, pur non avendo fatto nessun disco nuovo (tranne naturalmente il live va bene cosi' con l'inedito) al quale Vasco si preparo' come mai prima di allora.
Incomincio' infatti l'approccio "atletico" ai concerti, con Vasco in tuta a correre e fare fiato per un mese,seguito da un medico personale che gli consigliava cosa mangiare e quali esercizi fare. Insomma,cose impensabili fino all'anno prima,quando Vasco prendeva e partiva in qualunque condizione fisica fosse.. e si buttava in picchiata sul palco! Adesso Vasco voleva essere lucido,vigile e godersi fino in fondo il suo rapporto con il pubblico. Dira' in una intervista: "Mi stavo letteralmente rimbecillendo con tutte quelle pasticche. Certe volte non sapevo se avevo vissuto o avevo sognato.Stavo sveglio per quattro giorni di fila,poi svenivo,crollavo e dormivo per tre giorni.La lucidita' che mi dava la coca e' niente in confronto alla lucidita' che mi da' adesso l'allenarmi costantemente. Sono piu' in forma che mai,l'appuntamento e' sui palchi..li' sopra nessuno puo' barare!"Sul suo pubblico vasco non aveva dubbi,la faccenda dell'arresto non cambiava nulla..anzi! Vasco stesso dichiaro' in un'altra intervista: "La gente ha capito perfettamente che io sono soltanto una persona con i suoi difetti e i suoi pregi.Non sono uno che dice "fatevi le pere",quello che ho fatto l'ho fatto solo per me,non sono esempio per nessuno,alla fine quello che conta e' la musica,le mie canzoni e la gente ascolta quelle... di me rimarrannno "siamo solo noi" e "vita spericolata"..mica quanti giorni di galera ho fatto!" Alcune curiosita' dall'ascolto dei live di quel tour:

-Concerto di Fano: Solieri ha problemi alla chitarra prima di "colpa d'alfredo".Ricominciano il pezzo almeno tre volte e Vasco dice ridendo al microfono.."non viene stasera..non viene..capitoooo??"
Poi, ironizzando sul fatto che Solieri stia cambiando chitarra e microfono dice,rivolto al pubblico.."un attimo che cambiamo anche Solieri..!!"

Concerto di S.Margherita Ligure.
Tra il pubblico sono presenti anche alcuni "ricconi" venuti li' soltanto per curiosita'.Qualcuno di loro,in prima fila,rompe le balle a Solieri, che si infuria e tenta piu' volte di colpirlo con il manico della chitarra...
Vasco,divertito,lo presentera' alla fine come.."incazzatissimo mani di cuoio Solieri!"
Durante i concerti Vasco diceva,rivolgendosi al pubblico:"Lasciamolo stare li'il cielo ..rimaniamo con i piedi per terra!"
Frase che poi,leggermente modificata,verra' usata in "fronte del palco"
Vasco presentava la corista come "la schiava del sesso" o la "dea del sesso ..la susyyyyy!"
_______________________________________________________________

IL CANAPAJO
DI
GIROLAMO BARUFFALDI

LIBRO SECONDO 1736


Dell'arare la terra: qual modo sia il migiore: dè varj letami: della quantità da darne alla terra: del vangare..

Felice età, che da l’aratro intatte
Davan le terre i frutti lor maturi,
Nè l’umano sudor, piucchè la pioggia,
L’erbe innaffiava, nè dovea ’l bifolco
Pensare a l’avvenir vario ed incerto!
Ahi, che n’andò sì bella età felice,
Nè più, meschina, a ritornar s’arrischia,
Dacchè l’uom per desio di farsi grande,
Avaro e insaziabile divenne!
Or dee l’agricoltor pensar d’ogni ora
A l’avvenir, in terra seppellendo
Le sue speranze, al variar bizzarro
De le stagioni sì incostanti esposte,
Nè trasandare un dì l’aspetto nuovo
Di Cinzia, nè del sole il vario giro,
Se non vorrà le sue sostanze, e tutta
L’arte del viver suo perder col tempo.
Tu, che vorrai perciò del canapino
Seme trar frutto, fa che risecate
Le biade tutte in lor stagion mature,
E già ne l’aja, e ne’ granaj riposte,
Ogni stoppia rimanga anche recisa,
Sicchè ne resti tutto ’l campo imberbe.
Il sole allor co’ suoi cocenti rai,
(Fin che nel cielo il sirio Cane attizza)
Purgherà ben le muffaticcie glebe
Per l’ombra fatta da le verdi biade,
E penetrando fin dentro ’l midollo,
Andrà il calore innato inviscerando
Fra terra e terra, tanto che, caduto
Là dentro il seme poi, tosto germogli,
Nè nuovo caldo, per disciorsi, aspetti,
Ad animar quell’orditura interna,
Che intera tutta con la fronda, e ’l frutto,
E fin con la fibrosa sua radice,
Incarcerata tien la pianticella.
Nudo il campo così da queste paglie,
Prepara pure il neghittoso aratro,
E i pigri buoi, che tempo ora è d’usarli,
Nè più tenerli in mandra, o a la pastura.
Con questo, che dirò ferrato carro,
Rompi le glebe, e cavane alti scanni,
E ogni vestigio denudato turba
De la prima cultura, sicchè quanto
Terreno a l’opra tua sarà commesso,
Da ponente a levante, e dal meriggio
Al sempre formidabile aquilone,
Tutto di nuova superficie adorno,
Per secondar le tue speranze, appaja.
Spigni pur oltre i buoi, finchè riesce
Comodo il solco a la cultura usata
Del giornalier viaggio; e poi ritorna
(Volte le spalle a l’orizzonte primo)
A ripiantar il vomero lucente
Poco, o lì presso, e torna colà dove
Già cominciasti il tuo lavor primiero,
Sempre novella terra discoprendo
Di goder disiosa e l’aria e ’l sole,
Dov’era pria mortificata e fredda.
In questo andirivieni, e in questo giro,
Io voglio ’l solco assai profondo, e tale,
Che la terra sepolta si ravvivi,
E a respirar l’aria più aperta salga.
Ma non sempre così: questa fiata
In molti solchi pur diviso resti
Il campo tuo, che poco, o nulla cale.
La prima prima pettinata è questa,
Che quel duro terren squarci a l’ingrosso,
E fa quanto fa un pettine ad un crine,
Che rabbuffato sia: molto vi vuole
A ripulir la discriminatura,
Nè gran danno è se alcun gruppo rimanvi.
Quando poi torni a ripigliar l’aratro
In stagion nuova, allor non vo’, che segno
Alcun di sua profonditate appaja.
Con la vicina ed ultima solcata
Che farai, copri la già fatta fossa,
E siegui così sempre a rindossare
Per otto, o dieci solcature eguali,
Siccome l’onda, che l’altr’onda incalza,
Nè del suo primo alzar vestigio lassa:
Così la terra, che da un solco è tratta,
E ch’era sotto in tenebre sepolta,
Sorge a rifar la superficie nuova,
E quella ch’era già del campo a vista,
Nel più profondo solco si nasconde.
Apparirà in tal guisa una pianura
Tutta egual, ch’io non so perché s’appelli
Vaneggio, o vaneggione: altri quaderno
Il chiama, perchè forse ha quattro lati.
Questa sarà la preparata piazza
Al tuo sudore, ed a la tua cultura:
Finchè in selva convertasi, e n’appaja
Il verde e folto canapajo alzarsi.
Che se ’l campo è maggiore, e se t’avanza
Altra terra atta, cui fidar tal seme,
E tu siegui ’l lavoro, e ne ricopia
Vicino al primo un altro simil vano
Diviso sol da un solco, che scomparta
La terra, e per chi v’entra il passo appresti,
E l’acque giù cadenti anche ricetti.
Così farai finchè terra a quest’uso
Atta rimanga, e l’opra compirai,
E sarà ben compiuta allor, che ’l vomero
Quanto può, ne la terra si profondi,
E l’interiora ricavando ad essa,
Tutta al fin la rimova, e la rovesci,
Tal che nulla d’incolto vi rimagna,
Che a questa pianticella impedir possa
Lo stender bene, e assicurar sue barbe.
Non farai ciò però, se ’l terren molle
Sia d’acqua molta già dal ciel piovuta,
Che strugge il seme, e non ti dà alcun frutto.
Poi che ciò fatto avrai, stando in Lione
Sotto la sferza de l’ardente Apollo,
Riposti i tuoi giovenchi, ed il tuo carro
Fino ad altr’uopo (che verrà ben tosto)
Pensa a dotar la terra, ed arricchirla.
Non creder già, che preziose spoglie,
(Come a dotar le ricche spose è in uso)
Ella ti chiegga: il suo desire è solo,
Che tu la copra (vedi genio sozzo!)
Di lordo stabbio, ma che vecchio sia,
Mezzo, macero, trito, e ben concotto;
Altrimenti nocivo ’l proverai,
E vestirà d’inutil’ erba il campo.
Prima dirò qual sia ’l miglior di quanti
Escrementi a quest’uopo usar dovrai.
Quel, che gli armenti de l’ovil ti danno,
(Sia pecora, sia capra, o sia montone)
Quello è fedele, ed è fruttifer tanto,
Che sua virtù per sino al settim’anno
Dura, e pruova ne dà con l’abbondanza.
Poi siegue quel de le bovine mandre,
Dove rumini ’l toro e la giovenca.
Questo pel corso di quattr’anni regge
Nel suo vigor, e fa ’l padron contento;
Ma non così già quel, che da le stalle
Nobili, ove i destrier’ s’odon nitrire,
Il mozzo vile ogni altro dì trasporta
Ad impinguar la fumigante massa.
Misto egli è troppo di più biade aduste ,
E mal dal dente cavallin digeste:
E se per anni ed anni non lo macera
L’acqua, o lo star nel suo monte sepolto,
A le nebbie, a le nevi, a l’acque esposto,
D’erbe è ferace, ed è dannoso sempre.
E peggio è poi, se dopo che tu l’abbia
Buttato al campo, stagion calda siegua,
Come succede ne la fitta state:
Allor la terra come abbrustolita
Rimanda questo fime, e inferma giace,
Nè frutto ti può dar da lì a molt’anni.
Altro letame have l’industria umana
Scoperto, e ’l tragge seminando fave
Nel campo, o pur la ruccola silvestre,
Che ruchetta fra noi suole appellarsi.
Queste nate e cresciute, con l’aratro,
Che tutte a capitombolo rovescia,
Trovan la tomba ov’ebber già la culla,
Dentro sepolte al lor terren nativo,
E in novella putredine converse,
Con quelle foglie lor pingui, e polpute.
Ma stabbio d’erbe, debil sempre, e floscio,
Si giudicò da agricoltor perito,
Quando strame di giunco egli non sia,
Nato in val peschereccia, o basso prato,
Come da noi Musotta, e Guazzalocca,
Col qual, fatto che avrai letto ai giuvenchi,
E macero che sia, ne farai strato
In sul tuo campicel per fecondarlo.
Piuttosto (e la ragion più al vero attiensi)
L’ugne piuttosto d’animai quadrupedi
Macere e trite qua e là gittate
Pel canapajo tuo gioveran molto.
E gioverà ’l cojaccio, o ’l pelo, o lana
In minuti ritagli, o limatura
Di corna, o cenci d’ogni stampa misti,
Come i centoni de’ pitocchi astuti,
Che a brani cadon, senza fil che tenga.
Tutto, purchè sia putrido, e ben trito,
Tutto giova a ingrassar, come conviensi,
La terra sì, che pingue frutto renda:
Ma se puoi, non lasciar le colombine,
O gli escrementi di qualunque pollo,
E gli usa, non sul primo straziarsi
Il campo, ma allor quando già vicina
L’ora, e ’l giorno sarà di sementarlo,
Come al suo tempo ti verrò a scoprire.
In tanto, poi che avrai del grossolano
Letame la tua terra ricoperta,
E sia giunto quel tempo, che abbandona
La Verginella innamorata il sole,
Le celesti bilance ripigliando;
Fa che lo stabbio non più in monte colmo,
Ma col badil, per la campagna tratto,
Quanto mai può ’l tuo braccio, in ogni parte,
E ad ogni gleba liberal si mostri,
Sicchè neppure un granellin di terra,
Che derelitto ne rimanga, v’abbia:
Ma nol far mai quando ’l suo colmo pieno
Mostri Cinzia dal cielo alta e pendente.
Questo punto è fatal, per quanto almeno
E’ l’osservanza de’ bifolchi esperti,
Che di contado son peripatetici,
E del celeste studio più ne sanno,
Che quanti mai con l’astrolabio in pugno
Fur di Rosaccio, o di Ticon seguaci.
Seminato così lo stabbio in tutto
Quel campo che a la canape assegnasti,
Tosto nel dì a venir, di buon mattino,
Quando l’alba rosseggia, e ’l cielo alluma,
Torna pur con l’aratro a ritagliarlo,
E a seppellirlo fin che pingue appaja,
Nè Febo co’ suoi rai l’inaridisca.
Da se mandando va sotto la coltre
Le sulfuree sue parti, e le oleose
A la terra che ’l tocca, e ne discaccia
La sterile natura, disponendo
Ogni suo picciol atomo a far frutto.
Come l’industre profumier, che vuole
Tutta una stanza inebbriar d’odore;
Una stilla di balsamo odoroso,
Che versi su quel pian, già la fragranza
Inonda tutte le pareti, e ’l tetto.
Ma tu sai la materia, e non ancora
Chiaro ben sai de la materia l’uso,
Nè la misura quanta basti, e quanto
Sia ’l capital, che qui metti ad usura,
Prima che quel terreno si ritagli.
Ricordati però, ch’io qui favello
Del primo stabbio, e non del fino fino,
Che usar dovrai quando sarai sul punto
Di giù versare a piena mano il seme.
Se sia ’l letame ben concotto, e trito,
(E ’l tempo è, che lo mostra) sicchè possa
Tagliarsi, e fender come densa pasta,
Che si maneggi per le man’ del cuoco;
Allor ne la tua mente hai da dividere
(Come facean gli antichi Auguri ’l cielo,
Con l’indovino curvo lituo in mano)
La misura del campo, e ad ogni tanto
Di terreno, che compia un centinajo,
E di più ancor quarantaquattro tavole
Di quadro piè, da cento piè per tavola,
(Dal che un’intera tornatura compiesi)
Coprilo tutto, come ben convienti,
Di cinque carri colmi di tal fime,
E nulla più; che tanto basta a darti
Copioso frutto de la tua fatica,
Ed a moltiplicar la tua semente.
Ma se ’l letame sia nuovo e indigesto
Di raddoppiar la dose non t’incresca,
Nè ti dolga il veder molt’erbe inutili
A convertire il canapajo in prato.
Tal danno avverrà ancor, se chiuso e stretto
Terrai lo scrigno, e de lo stabbio invece
Di mandra, amerai quel che si ammonticchia
Per le case più povere e meschine,
Dove ogni avanzo, ogn’immondezza, ed ogni
Fango fa massa, e vendesi a vil prezzo,
Quanto val la pigion d’un focolare.
Nè ti fidar di quel letame immondo,
Che tanto è in prezzo per virtù d’appalto,
Di cui gran copia dal vicin paese
Navigar ti vedrai fin sul tuo porto.
Costor, che di penuria fan guadagno,
Godon del nostro giogo, e purchè il lucro
Abbiavi dentro, ann’ogni odore in pregio;
E san dir, che gran studio, e gran fatica,
E vi si assorbe gran denaro ancora.
Ma chi sa dove il diavol tien la coda,
Sa quel letame dove nasce ancora,
Che a noi per manna ognor vender si vuole:
Merce d’accatto vario, e rimasugli
Di latrine pestifere, dal ghetto
Immondo, e vile ricettacol tratti;
O steril fango, ed arenoso avanzo
Misto d’umane feccie e di carogne,
Che si calpesta ove nasce, e trovasi
Per derelitto lastrico a le vie.
Questa è la mercatura, e questo è ’l traffico,
Che a peso d’oro, ed a misura corta,
Col privativo titolo d’appalto,
Qual peruviano balsamo si spaccia.
Ma in tempo di penuria alcuna volta,
Son saporite, a par del pan, le ghiande
Vo’ dir, che dove non abbondan prati,
O regie stalle, e si coltiva ogni angolo,
Sicchè appena un sentier si trova aperto
Dove varcar, forz’è soffrire il giogo,
Ed appigliarsi a qual t’offra, o dannoso,
O inutil stabbio il venditore avaro:
Sicchè tu rivestendo il tuo terreno
Di questo abbominevol putridume,
Dovrai da l’arte ricercarne aita,
Per far che ancor l’infruttuoso frutti.
Perciò al lavoro muterai tenore,
E per più inviscerar dentro ’l tuo campo
Quel boja, che pagar pur ti convenne,
Pria di squarciar la terra, copriraila
Di questo fime contumace, e dopo,
Per più sempre celarne anche la vista,
Tutto quant’è seppellirailo arando.
Poi nuovamente nel prefisso tempo,
La terra col tuo vomer ritagliando
Trarrailo a l’aria umiliato, e domo.
Indi, allor che depositar vorrai
Con la semente il tuo tesor nel solco,
Nel tumulo di pria buttal rovescio,
Come cadaver interdetto e infame,
La fronte al ciel di rialzar non degno.
Così per tre fiate risorgendo,
E altrettante cadendo in sepoltura,
La malvagia natura alfin deposta,
Rimarrà dentro per dar moto al seme.
Là dove, se per due sole rivolte,
Rompi ’l terren, sempre riman quel desso
Inutile, infingardo e traditore,
Perchè quel ceffo già coperto in pria
Non si camuffa, ed ostico rimane,
E ’l sol, che l’odia, infruttuoso il rende.
Ma perchè taccio la miglior cultura,
Che ’l villan fa gagliardo, e ’l padron ricco?
La dirò qui, perché sebben di molta
Utilità, però di rado è in uso,
Nè far si può se non da chi ricolmo
Abbia l’erario suo d’argento e d’oro,
O pur tal campicello abbia, che Febo
Lo guardi appena di passaggio un’ora,
Sicchè ’l lavoro in breve dì si compia.
Chi vuol la terra sviscerar davvero,
E trar dal bujo le più occulte glebe,
Giacchè ’l terzar la terra ito è in disuso
Per la cresciuta villanesca inerzia,
Usi la vanga, e ’l vomero abbandoni.
La ferrea vanga a morder fu la prima
Il terren duro ne l’età d’argento,
Dopo che ’l secol d’oro sen fuggìo,
E tolse al campo il natural suo seme.
Guardi però, che ’l vangator sia esperto
Ne l’opra sua, e sia la vanga tale,
Che di lamina abbondi in tutti i lati;
E ’l suppedaneo, o sia ’l ferreo vangile,
Su cui col destro piè si calca, e aggrava,
Per conficcarla drittamente in giuso,
Due palmi almen nel manico sovrasti:
Così che ogni fiata nullameno
D’un piè di terra penetri, e ricavi,
E come pasta da coltel recisa
Due piedi almen lungi da se la vibri,
E dal colpo si stritoli, e sfarini.
Caggiono in tempo tal (perché non puote
Quanto ricava abbracciar mai la vanga)
Caggiono in tempo tal, briciole, e gromme
Nel solco fatto, e il prode vangatore
Col medesimo ferro ha da ritrarle,
Sicchè sia ’l taglio ognor pulito, e terso
Come canal, che per ruscel sia puro.
Rinculando così di filo in filo
Giusta la presa via vedendo andrai
Sempre terra novella alzar la cresta,
E dir (se mai possibil fosse udirla)
Anch’io d’esser feconda ho disianza,
Anch’io sospiro di vedere il sole.
Il tempo è questo di sterpar da quella
Sommossa terra tutta la nodosa
Importuna gramigna, e al foco darla,
O a l’inerte asinello, che l’aspetta.
Ha i suoi giorni quest’opra, e non occorre
Al primo romper de la terra usarla,
Ma quando sol con la seconda piaga
Vuol ritagliarsi ’l preparato campo,
E corre la stagion de lo Scorpione:
Che se pioggia trattienti, o per burrasca;
E tu ritarda, e l’opra al fin conduci
(Pur che ’l giel non induri ’l tuo terreno)
Sebben anche ne l’orrido Dicembre,
Quando col Sagittario il sol duella.
Bella allora vedrai, pulita, eguale
La pianura del campo, come sposa,
Nel dì de le sue nozze, preparata
Il seme a ricettar, che la fecondi.
Se stagion fosse da piantare il Majo,
Come di Maggio a le calende è in uso,
Vorrei su d’una quercia, o su d’un pioppo,
Vicino al campo de la mia cultura,
Alzar tra verdi frondi, in mezzo a un cerchio
Di vaghi fiori la famosa vanga,
Che ’l mesenterio a questo suol rivide,
E preparò a la canape il covaccio,
Sicchè l’agricoltor, di qua passando,
A questa origin de la sua fortuna,
Un atto almen di riverenza usasse.
Chiara la vorrei far piucchè la marra
Già da lo Sforza Attendolo vibrata
Su l’alta noce, e che di là pendendo,
La fortuna guerriera a lui predisse.
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margherita

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MessaggioInviato: Ven Ago 19 2011, 15:10:55    Oggetto:  
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[
''Beati coloro che sanno quello che vogliono, perchè avranno ciò che meritano''[/quote]

Cinghios dove sarebbe scritta questa frase di Nostro Signore?
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