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Bracciano, trovata morta 16enne
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NAJLA

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MessaggioInviato: Sab Nov 10 2012, 21:15:13    Oggetto:  
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Mantenos, Meluzzi si mise in "sonno" dopo essere stato folgorato dalla luce evangelica di Don Gelmini inginocchiandosi al suo cospetto.
(PS intanto che lo scrivo mi viene da ridere immaginando la scena)

Quel sorrisetto sardonico mentre dice queste cose mi fà venire in mente una "vendetta", un "avvertimento" ma, al solito, stò andando a braccio.

Meglio scavare un po più a fondo.

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MessaggioInviato: Sab Nov 10 2012, 21:15:13    Oggetto: Adv





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Rinoceronte78

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MessaggioInviato: Mer Nov 14 2012, 18:55:54    Oggetto:  
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http://www.ilmessaggero.it/roma/giallo_anguillara_federica_padre_fidanzato/notizie/231119.shtml
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In Italia si rompe tutto.Anche il Governo delle astenzioni,anzi quello non è mai nato,perciò non vedo perchè si dovrebbe rompere.R.G
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desperada74

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MessaggioInviato: Sab Dic 15 2012, 03:29:16    Oggetto:  
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http://www.romatoday.it/cronaca/esami-tossicologici-morte-federica-mangiapelo.html


Agli inizi degli anni 90 lo spot di un famoso telefilm recitava così:

Chi ha ucciso Laura Palmer?

potere dello zapping da noia....
analogie??similitudini?? coincidenze???
giudicate voi....


http://it.wikipedia.org/wiki/Laura_Palmer



http://videopremium.net/suyoprot499n ( link streaming episodio pilota)

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"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci."
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Rinoceronte78

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MessaggioInviato: Dom Dic 30 2012, 10:18:18    Oggetto:  
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http://www.romatoday.it/cronaca/laboratorio-biodiversita-bracciano-federica-mangiapelo.html

Federica Mangiapelo: intitolato a lei il laboratorio di biodiversità di Bracciano

Il Laboratorio di biodiversità e di educazione ambientale del Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano sarà intitolato a Federica Mangiapelo, la ragazzza di 16 anni residente ad Agnuillara Sabazia, trovata morta la mattina del primo novembre su una spiaggia del lago di Bracciano“


Federica Mangiapelo: intitolato a lei il laboratorio di biodiversità di Bracciano


La struttura, allestita in una ex casa continiera concessa dalla Provincia di Roma e attrezzata per il monitoraggio faunistico, forestale, flogistico e vegetazionale, sarà inaugurata venerdì. Alla cerimonia interverranno il vescovo di Civita Castellana Romano Rossi, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, l'assessore Regionale all'Ambiente Giuseppe Cangemi, i sindaci del comprensorio e i familiari di Federica. L'ex casa cantoniera è stata ristrutturata grazie a un finanziamento ottenuto dall'ente Parco nell'ambito dell'Accordo di programma quadro 'Aree sensibili e riserve' siglato nel 2006 tra il ministero dell'Ambiente e la Regione Lazio, finalizzato alla creazione di una rete di di strutture di monitoraggio dell'area protetta. "Il laboratorio intitolato a Federica Mangiapelo - ha detto il commissario straordinario del Parco Stefano Stefanelli - sarà un valido strumento di verifica dello stato di conservazione della biodiversità e offrirà opportunità per la ricerca scientifica. Non ultimo - ha concluso - offrirà sbocchi occupazionali al mondo dell'associazionismo"

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NAJLA

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MessaggioInviato: Dom Gen 20 2013, 10:12:30    Oggetto:  
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GIALLO DI ANGUILLARA, L'AUTOPSIA RIVELA: "FEDERICA È MORTA PER MIOCARDITE".

Domenica 20 Gennaio 2013 - 09:58
ROMA - Il mistero sulla morte di Federica Mangiapelo, la 16enne trovata senza vita la notte del primo novembre sulle rive del lago di Bracciano, comincia a diradarsi. La ragazzina non era drogata e neppure ubriaca, ma soffriva di miocardite, una lesione in una zona ventricolare difficile da prevedere .
Questo il risulatato dell'autopsia, che assicura a mamma Rosella e papà Luigi sul fatto che droga e alcol non facessero parte della vita della figlia, ma che lascia aperti ancora tanti interrogativi su quella notte di Halloween.

Agli atti c'è un unico indagato, Marco di Muro. Cameriere 23enne a Formello e fidanzato di Federica. L’ipotesi di reato che lo riguarda è di omicidio volontario, ma ha un senso solo tecnico, essendo stata formulata subito dopo la scoperta del cadavere. Però questo Marco Di Muro resta l’unica persona che può raccontare cosa sia davvero avvenuto quella notte.

Il rapporto tra Marco e Federica non era sereno, segnato da continui litigi e scenate di gelosia. Andava avanti da un anno, ma anche i genitori separati della ragazza si erano accorti della situazione e avevano persino segnalato il fidanzato della figlia ai Carabinieri. Nonostante la preoccupazione dei genitori, la notte di Halloween Federica la passa con Marco, ma c'è un vuoto nella ricostruzione dei fatti che ancora non è stato colmato.

Marco ha raccontato nel corso di cinque interrogatori di aver lasciato Federica, dopo l'ennesimo litigio, davanti a un supermercato nel centro del paese alle 2 di notte, convinto che sarebbe tornata a casa. Il corpo di Federica è stato, invece, ritrovato alle sei del mattino, a 5 chilometri di distanza e non si sa come ci sia arrivato. L'inchiesta dovrà scoprire anche chi ha fatto sparire il cellulare e la borsa di Federica, e perché Marco ha sentito il bisogno di scrivere su Facebook, alle 4 del mattino "Federica ti voglio sempre bene".

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MessaggioInviato: Dom Gen 20 2013, 13:22:28    Oggetto:  
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Invece i risultati dell'autopsia di Marco Massidda sono caduti nell'oblio. Quello che conta è che il corpo sia tornato a casa(dopo un mese di lungaggini burocratiche) siano state celebrate le esequie e la salma sia stata trasportata per la sepoltura al cimitero comunale di Livorno, il cimitero dei Lupi.
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MessaggioInviato: Dom Gen 20 2013, 17:27:11    Oggetto:  
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Cimitero dei Lupi...

non trovo la fonte di questa notizia Decaq!
perchè, poi sarebbe portata a Livorno?


Cmq grazie per la notizia Decag. se viene confermanta, è un ulteriore indizio che la pista che stiamo prendendo potrebbe essere più che giusta! E terrei d'occhi quel vescovo, ROMANO ROSSI

http://it.wikipedia.org/wiki/Romano_Rossi
IL LUPO TRAVESTITO DA PECORA...

per rinfrescarsi la memoria Rossi, inizia la sua opera qui
http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Nostra_Signora_di_Coromoto
a Roma

http://it.wikipedia.org/wiki/Nostra_Signora_di_Coromoto
la Madonna di Corromoto, rimanda ancora all'America Latina, che sembra essere sullo sfondo di questo caso. Prima con il Brasile adesso con il Venezuela (la storia racconta di di Coromoto che viene morso da un serpente velenoso: tornato a Guanare, sul punto di morire, domanda il battesimo che gli viene amministrato da un barinese. Con il nome di Angelo Custode e guarito dal veleno, Coromoto chiese agli indigeni cospes che sotto il suo comando si erano opposti ai conquistatori, di battezzarsi).

Dunque la chiesa dove Rossi inizia ad operare prende il nome da una conversione/conquista! Oltre al nome Cor omoto

attenti al lupo che converte.... Ma sopratutto provoca MIOCARDIA, causa della morte della povera Federica.

Domanda: cosa hanno voluto propiaziare? E si è tratta, come ipotizzavo, di una guerra interna tra le parti?

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MessaggioInviato: Dom Gen 20 2013, 22:13:52    Oggetto:  
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Mi riferivo a Marco Massida, lui è stato seppellito nel cimitero comunale "La Cigna"di Livorno, detto appunto cimitero dei Lupi. Non Federica, che invece giace nel cimitero di Aguillara Sabazia.
Per quanto queste due morti possano sembrare lontane secondo me invece sono collegate. Elementi a suffragio di questo potenziale collegamento li hai dati anche tu Mantenos, con il tuo viaggio astrale.

Il funerale di Marco Massida è stato celebrato da Mons. Luciano Musi, parroco della chiesa "San Giovanni Bosco" di Coteto.

"Luciano perchè sei così cattivo?"

Nel corso dell'omelia il padre cita il cantico dei cantici, "la morte è forte ma l'amore lo è di più"

Spoiler:

Una voce! L'amato mio!
Eccolo, viene
saltando per i monti,
balzando per le colline.
9L'amato mio somiglia a una gazzella
o ad un cerbiatto.
Eccolo, egli sta
dietro il nostro muro;
guarda dalla finestra,
spia dalle inferriate.
10Ora l'amato mio prende a dirmi:
"Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto!
14O mia colomba,
che stai nelle fenditure della roccia,
nei nascondigli dei dirupi,
mostrami il tuo viso,
fammi sentire la tua voce,
perché la tua voce è soave,
il tuo viso è incantevole".
16Il mio amato è mio e io sono sua;
Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore,
tenace come il regno dei morti è la passione:
le sue vampe sono vampe di fuoco,
una fiamma divina!
Le grandi acque non possono spegnere l'amore
né i fiumi travolgerlo.



Sono parole d'amore tra un uomo e una donna, è attribuito a Re Salomone in persona, un tipo dall'aspetto decisamente semitico Smile

"veni, sponsa, de Libano"



Dante cita il più sublime dei cantici nel canto XXX del purgatorio, sulla sponda del fiume Lete, previa sparizione di Virgilio appare Beatrice che rimprovera Dante, colpevole di essersi lasciato traviare, Beatrice sottolinea la necessità che Dante si renda conto della cattiva strada intrapresa a suo tempo e ammetta le sue colpe, attraverso un sincero pentimento manifestato attraverso il pianto, prima di essere immerso nel Lete le cui acque cancelleranno in lui ogni ricordo del peccato compiuto.


Spoiler:

Testo
Quando il settentrion del primo cielo,
che né occaso mai seppe né orto
né d’altra nebbia che di colpa velo, 3

e che faceva lì ciascun accorto
di suo dover, come ‘l più basso face
qual temon gira per venire a porto, 6

fermo s’affisse: la gente verace,
venuta prima tra ‘l grifone ed esso,
al carro volse sé come a sua pace; 9

e un di loro, quasi da ciel messo,
‘Veni, sponsa, de Libano’ cantando
gridò tre volte, e tutti li altri appresso. 12

Quali i beati al novissimo bando
surgeran presti ognun di sua caverna,
la revestita voce alleluiando
, 15

cotali in su la divina basterna
si levar cento, ad vocem tanti senis,
ministri e messaggier di vita etterna. 18

Tutti dicean: ‘Benedictus qui venis!’,
e fior gittando e di sopra e dintorno,
‘Manibus, oh, date lilia plenis!’. 21

Io vidi già nel cominciar del giorno
la parte oriental tutta rosata,
e l’altro ciel di bel sereno addorno
; 24

e la faccia del sol nascere ombrata,
sì che per temperanza di vapori
l’occhio la sostenea lunga fiata: 27

così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva in giù dentro e di fori, 30

sovra candido vel cinta d’uliva
donna m’apparve, sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva
. 33

E lo spirito mio, che già cotanto
tempo era stato ch’a la sua presenza
non era di stupor, tremando, affranto, 36

sanza de li occhi aver più conoscenza,
per occulta virtù che da lei mosse,
d’antico amor sentì la gran potenza. 39

Tosto che ne la vista mi percosse
l’alta virtù che già m’avea trafitto
prima ch’io fuor di puerizia fosse, 42

volsimi a la sinistra col respitto
col quale il fantolin corre a la mamma
quando ha paura o quando elli è afflitto, 45

per dicere a Virgilio: ‘Men che dramma
di sangue m’è rimaso che non tremi:
conosco i segni de l’antica fiamma’. 48

Ma Virgilio n’avea lasciati scemi
di sé, Virgilio dolcissimo patre,
Virgilio a cui per mia salute die’mi; 51

né quantunque perdeo l’antica matre,
valse a le guance nette di rugiada,
che, lagrimando, non tornasser atre. 54

«Dante, perché Virgilio se ne vada,
non pianger anco, non pianger ancora;
ché pianger ti conven per altra spada». 57

Quasi ammiraglio che in poppa e in prora
viene a veder la gente che ministra
per li altri legni, e a ben far l’incora; 60

in su la sponda del carro sinistra,
quando mi volsi al suon del nome mio,
che di necessità qui si registra, 63

vidi la donna che pria m’appario
velata sotto l’angelica festa,
drizzar li occhi ver’ me di qua dal rio. 66

Tutto che ‘l vel che le scendea di testa,
cerchiato de le fronde di Minerva,
non la lasciasse parer manifesta, 69

regalmente ne l’atto ancor proterva
continuò come colui che dice
e ‘l più caldo parlar dietro reserva: 72

«Guardaci ben! Ben son, ben son Beatrice.
Come degnasti d’accedere al monte?
non sapei tu che qui è l’uom felice?». 75

Li occhi mi cadder giù nel chiaro fonte;
ma veggendomi in esso, i trassi a l’erba,
tanta vergogna mi gravò la fronte. 78

Così la madre al figlio par superba,
com’ella parve a me; perché d’amaro
sente il sapor de la pietade acerba. 81

Ella si tacque; e li angeli cantaro
di subito ‘In te, Domine, speravi’;
ma oltre ‘Pedes meos’ non passaro. 84

Sì come neve tra le vive travi
per lo dosso d’Italia si congela,
soffiata e stretta da li venti schiavi, 87

poi, liquefatta, in sé stessa trapela,
pur che la terra che perde ombra spiri,
sì che par foco fonder la candela; 90

così fui sanza lagrime e sospiri
anzi ‘l cantar di quei che notan sempre
dietro a le note de li etterni giri; 93

ma poi che ‘ntesi ne le dolci tempre
lor compatire a me, par che se detto
avesser: ‘Donna, perché sì lo stempre?’, 96

lo gel che m’era intorno al cor ristretto,
spirito e acqua fessi, e con angoscia
de la bocca e de li occhi uscì del petto. 99

Ella, pur ferma in su la detta coscia
del carro stando, a le sustanze pie
volse le sue parole così poscia: 102

«Voi vigilate ne l’etterno die,
sì che notte né sonno a voi non fura
passo che faccia il secol per sue vie; 105

onde la mia risposta è con più cura
che m’intenda colui che di là piagne,
perché sia colpa e duol d’una misura. 108

Non pur per ovra de le rote magne,
che drizzan ciascun seme ad alcun fine
secondo che le stelle son compagne, 111

ma per larghezza di grazie divine,
che sì alti vapori hanno a lor piova,
che nostre viste là non van vicine, 114

questi fu tal ne la sua vita nova
virtualmente, ch’ogne abito destro
fatto averebbe in lui mirabil prova. 117

Ma tanto più maligno e più silvestro
si fa ‘l terren col mal seme e non cólto,
quant’elli ha più di buon vigor terrestro. 120

Alcun tempo il sostenni col mio volto:
mostrando li occhi giovanetti a lui,
meco il menava in dritta parte vòlto. 123

Sì tosto come in su la soglia fui
di mia seconda etade e mutai vita,
questi si tolse a me, e diessi altrui. 126

Quando di carne a spirto era salita
e bellezza e virtù cresciuta m’era,
fu’ io a lui men cara e men gradita; 129

e volse i passi suoi per via non vera,
imagini di ben seguendo false,
che nulla promession rendono intera. 132

Né l’impetrare ispirazion mi valse,
con le quali e in sogno e altrimenti
lo rivocai; sì poco a lui ne calse! 135

Tanto giù cadde, che tutti argomenti
a la salute sua eran già corti,
fuor che mostrarli le perdute genti. 138

Per questo visitai l’uscio d’i morti
e a colui che l’ha qua sù condotto,
li prieghi miei, piangendo, furon porti. 141

Alto fato di Dio sarebbe rotto,
se Leté si passasse e tal vivanda
fosse gustata sanza alcuno scotto

di pentimento che lagrime spanda». 145


Parafrasi
Quando la costellazione formata da sette stelle dell'Empireo (i candelabri), che non ha mai conosciuto alba o tramonto, né è mai stata offuscata da nebbia se non quella del peccato, e che lì indicava a ciascuno il suo dovere, proprio come l'Orsa Maggiore indica la via a chiunque gira il timone per giungere in porto, si fermò, la gente santa (i ventiquattro vecchi) che era venuta tra essa e il grifone si voltò verso il carro, come alla sua pace;





e uno dei vecchi, come se fosse un inviato del cielo, gridò cantando per tre volte 'Vieni, sposa, dal Libano', seguito da tutti gli altri.


Come i beati risorgeranno solleciti all'ultima chiamata (il Giorno del Giudizio), ognuno dalla sua tomba, cantando alleluia con la voce proveniente dal corpo di cui si saranno rivestiti, così sul carro divino si alzarono cento ministri e messaggeri di vita eterna (angeli), in risposta alla voce di un vecchio tanto autorevole.



Tutti dicevano: 'Benedetto tu che vieni!', e, gettando fiori in alto e tutt'intorno, aggiungevano: 'Oh, spargete gigli a piene mani!'


Io ho già visto all'inizio del giorno la parte orientale tutta di colore roseo, e il resto del cielo adornato da un bel colore sereno;


e ho visto il sole nascere dietro un velo, così che l'occhio poteva fissarlo a lungo grazie a spessi vapori che lo temperavano:


allo stesso modo, dentro la nuvola di fiori che saliva dalle mani degli angeli e ricadeva in basso dentro il carro e di fuori, mi apparve una donna che indossava un velo bianco ed era incoronata di ulivo, sotto un verde mantello e vestita di colore rosso fiammante.




E il mio spirito, che era stato già tanto tempo senza tremare, colpito dallo stupore per la sua presenza, anche senza vederla con gli occhi, grazie a una virtù nascosta che mosse da lei, sentì la grande potenza di un antico amore.




Non appena la mia vista fu colpita dall'alta virtù amorosa che già mi aveva trafitto prima che io uscissi dalla fanciullezza (quando avevo nove anni), mi voltai a sinistra con l'ansia con cui il bambino corre dalla mamma, quando ha paura o è turbato da qualcosa,




per dire a Virgilio: 'Non mi è rimasta neppure una goccia di sangue che non tremi: conosco i segni dell'antica fiamma amorosa'.


Ma Virgilio ci aveva lasciati privi di sé, Virgilio, dolcissimo padre, Virgilio, al quale mi affidai per la mia salvezza;


e tutto ciò (l'Eden) che perse l'antica madre (Eva) non impedì alle mie guance pulite dalla rugiada di tornare sporche per il mio pianto.


«Dante, per il fatto che Virgilio se ne sia andato non piangere così presto, non piangere ancora, poiché dovrai piangere per altri motivi».

E come un ammiraglio che a poppa e a prora va a sorvegliare i marinai che governano le altre navi, e li sprona a far bene;


così io vidi sul fianco sinistro del carro, quando mi voltai al suono del mio nome che sono costretto a citare in questi versi, la donna che prima mi era apparsa velata dai fiori gettati dagli angeli, che fissava lo sguardo verso di me al di qua del fiume (Lete).




Anche se il velo che le scendeva sulla testa, coronato dalle fronde di Minerva (ulivo), non permetteva di vederla in viso, ancora regalmente altera nel suo atteggiamento continuò, come colui che parla e riserva gli argomenti più efficaci per la fine del discorso:




«Guarda bene qui! Sì, sono proprio io, sono proprio Beatrice! Come hai osato accedere al Paradiso Terrestre? Non sapevi che questa è la sede dell'uomo felice?»

Gli occhi mi caddero giù nelle acque chiare del fiume; ma vedendo la mia immagine riflessa, li volsi all'erba perché una grande vergogna mi fece chinare la fronte.

Come la madre sembra superba al figlio, così lei sembrava a me; infatti l'affetto che si manifesta col rimprovero ha un sapore amaro.


La donna tacque; e gli angeli cantarono subito 'In te, o Signore, ho riposto la mia speranza', ma non andarono oltre il versetto che dice 'I miei piedi'.

Come la neve si ghiaccia tra gli alberi dell'Appennino, colpita dai venti freddi della Schiavonia, poi, liquefatta, si scioglie poco a poco, non appena l'Africa manda i suoi venti caldi, così che sembra una candela sciolta dal fuoco;




allo stesso modo io fui senza lacrime e sospiri, prima del canto di quelli (gli angeli) che cantano sempre dietro l'armonia delle ruote celesti;

ma dopo che sentii nelle loro dolci melodie che mi compativano, come se avessero detto: 'Donna, perché lo avvilisci in tal modo?',


il gelo che mi si era stretto intorno al cuore si trasformò in acqua e fiato, e uscì fuori dalla bocca e dagli occhi con angoscia.


Beatrice, sempre stando ferma sul fianco sinistro del carro, rivolse poi le sue parole a quelle creature devote (gli angeli):


«Voi vegliate nell'eterna luce di Dio, così che né la notte né il giorno vi sottraggono alcun passo che il mondo compie nelle sue vie (sapete tutto ciò che accade sulla Terra);

perciò la mia risposta ha lo scopo di farsi sentire da colui che piange al di là del fiume, perché il dolore sia commisurato alla colpa.


Non solo grazie all'influenza dei Cieli, che indirizzano ciascun essere al suo fine secondo la virtù della stella che presiede alla sua nascita, ma anche per la generosità della grazia divina, che piove da nubi così alte che la nostra vista non può neppure avvicinarsi, questi (Dante) nella sua gioventù ebbe tali virtù in potenza che in lui ogni buona attitudine avrebbe portato a straordinari risultati.






Ma un terreno si fa tanto più selvaggio e sterile, con cattive sementi e quando non è coltivato, quanto più esso è dotato di fertilità naturale.


Per qualche tempo sostenni Dante col mio volto: mostrandogli i miei occhi giovani, lo conducevo con me sulla retta strada.


Ma non appena io fui sulla soglia della mia giovinezza e cambiai vita (morii), questi tradì la mia memoria e si diede ad altre donne.


Quando mi ero trasformata da carne a spirito e la mia bellezza e virtù erano accresciute, io gli fui meno cara e meno gradita;


e rivolse i suoi passi per una via fallace, seguendo false immagini di bene, che non mantengono nessuna promessa fatta.


Non mi servì ottenere dal Cielo buona ispirazione, con cui lo richiamai in sogno e in altro modo; a lui importò così poco!


Cadde tanto in basso, che ormai ogni mezzo per salvarlo era inefficace, salvo che mostrargli le genti perdute (i dannati).


Per questo visitai la soglia dell'Inferno (il Limbo) e rivolsi, piangendo, le mie preghiere a colui (Virgilio) che l'ha portato fin quassù.


L'alta volontà di Dio sarebbe infranta se Dante superasse il Lete e gustasse una tale vivanda (bevesse l'acqua del fiume) senza provare un pentimento tale da fargli versare lacrime».




Quale che fosse il peccato di Dante l'intenzione di Beatrice è di condurlo alla salvezza attraverso un percorso di espiazione, una volta scontati i peccati e riappropiato dell'innocenza perduta il fratello è pronto ad essere illuminato dalla grazia e proseguire il viaggio.

Come qualcun'altro ha gia notato in quei giorni tanti corpi ripescati dalle acque.

Quello che si delinea sono i presupposti per un rito di espiazione, gli elementi sono l'acqua (Lete),
una presenza vicina che ti abbandona (Virgilio),
è l'alba, Dante descrive dettagliatamente la posizione del sole nel cielo,
Beatrice indossa un velo bianco, come il telo che copriva il corpo di Federica, un mantello verde ed un vestito rosso, sarebbe interessante sapere se questi tre colori erano sul corpo della vittima
è il giorno in cui i morti usciranno dalle proprie tombe, il giorno del giudizio ma descrizione che si addice bene anche al giorno di Halloween.

Come avete già detto il funerale di Federica è stato celebrato dal vescovo RR, un fiorentino di Fiesole,
invece Don Luciano Musi è di Piombino provincia di Livorno e a suo stesso dire deve molto ad un livornese d'adozione, il vescovo Ablondi che comparve nella liste degli iscritti alla loggia P2,

quando si parla di lupi vestiti da Pecorelli.
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MessaggioInviato: Dom Gen 20 2013, 23:22:30    Oggetto:  
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Grazie per l'approfondimento, Decaq. Molto interessante e mi ero completamente dimenticato di Marco Massida, che invece avevamo trattato(Brasile) e che tu stesso scrivi nel post!

nel caso della "visione/viaggio" astrale, quel "Luciano", però erano parole, per quanto più intenzionali che verbali, che potrebbero essere state pronunciate da Federica. Ma qui il mistero "dimensionale" dei collegamenti, è davvero diverso rispetto alla convenzione spaziotemporale cui siamo noi. Quindi, chissà... Non saprei che dire.

Citazione:

Le grandi acque non possono spegnere l'amore
né i fiumi travolgerlo.


ma poi la zona Toscana sembra ancora essere molto forte. Dalla Concordia (acqua) al Mostro e il centro Italia con l'Umbria... qui ci deve essere un alto tasso di "satanismo". e di molto lupi che sbranano le pecore.

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gmollavv

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MessaggioInviato: Lun Gen 21 2013, 11:45:17    Oggetto:  
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Petrillo: "La storia di questa ragazza colpisce molto l'opinione pubblica, molti genitori di figli adolescenti, suppongo, si siano sentiti colpiti"
Riceviamo e pubblichiamo

Nota della Dottoressa Maria Petrillo psicologa investigativa, esperta in criminologia, gruppo AISF( Accademia Internazionale di Scienze Forensi, presidente Dott.ssa Roberta Bruzzone)

Anguillara Sabazia (RM) - Un'emozione particolarmente intensa potrebbe essere messa in rapporto al successivo instaurarsi di un infarto del miocardio, seppure manca ogni dimostrazione statisticamente valida di tale ipotesi. Tuttavia, non è possibile escludere che l'aumento dell'attività del sistema adrenergico che si ha sia in condizioni di esercizio fisico strenuo che di intense emozioni (paura, collera, ecc.) possa, attraverso gli effetti della scarica catecolaminica, provocare una maggiore richiesta di ossigeno da parte del cuore od indurre alterazioni del ritmo minacciose o letali.

http://www.osservatorelaziale.it/index.asp?art=4191
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Renzo Minari

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italy
MessaggioInviato: Gio Gen 24 2013, 03:34:37    Oggetto:  
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Io non sottovaluterei le iniziali M M che si trovano spesso in questa discussione.
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Mi definirò un teorico della cospirazione quando tu ti definirai un teorico della coincidenza. [John Judge]
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MessaggioInviato: Mer Giu 26 2013, 21:06:17    Oggetto:  
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non so perche ma questo lo metto qui...

http://www.retelabuso.com/2013/06/la-trascrizione-del-servizio-del-la-7.html


credo che la morte della povera ragazza di Bracciano sia in qualche modo legata a questo dialogo tra le parti... Credo. O probabilmente no...

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MessaggioInviato: Mar Set 10 2013, 18:11:44    Oggetto:  
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il posto che abbiamo trattato argomentava IL LUPO E LE PECORE
IL BRASILE
IL LAGO E LA VALLE.



Federica Mangiapelo: Inchiesta chiusa con l’ipotesi di omissione di soccorso

Roma, 10/9/2013 - La Procura di Civitavecchia ha chiuso l'inchiesta relativa alla morte di Federica Mangiapelo, la ragazza di 16 anni trovata cadavere il primo novembre del 2012 sulla riva di Vigna di Valle, ad Anguillara Sabazia. Nel provvedimento, firmato dal pm Margherita Pinto e che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio, si contesta al fidanzato della ragazza, il 23enne Marco Di Muro, il reato di omissione di soccorso. Secondo gli esami autoptici a causare la morte fu un malore per un violenta crisi cardiaca. L'ultima volta che è stato convocato dal pubblico ministero Di Muro ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/News/ContentItem-86089da8-19ec-4e54-9911-8c91ea4daefa.html


i frequentatori del forum sanno che Margherita potrebbe essere una firma

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MessaggioInviato: Gio Feb 13 2014, 10:32:26    Oggetto:  
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Citazione:
il pubblico ministero, Andrea Rubolino (che ha ereditato il fascicolo dalla collega Margherita Pinto e che ieri aveva chiesto anche un rinvio del processo per aspettare gli esiti della perizia) ha cambiato il capo di imputazione da omissione di soccorso appunto a abbandono di incapace



Marco di Muro è ancora l'unico indagato per la morte di Federica.
Per quello che riguarda la scena del delitto nessuna indicazione (ricordate la "farsa" delle croci ecc?)


http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/federica_mangiapelo_morta_uccisa_lago_bracciano_vigna_di_valle/notizie/517628.shtml

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Lizzy

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MessaggioInviato: Ven Giu 06 2014, 17:12:10    Oggetto:  
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Mantenos ha scritto:
la data e la ritualità lasciano intendere una continuità con Meredith di Perugia. Dunque è possibile che via sia la mano "straniera" in tutto questo. Il precedente evento era a favore dalla Massoneria Americana, si era detto. Dunque, forse, esiste una sorta di dialogo tra le parti, Italia, Londra e Usa che si traduce anche in guerra.

http://www.lagiustainformazione2.it/home/191-con-gli-occhiali-di-gabriella/358-meredith-kercher-un-delitto-imperfetto-la-magistratura-riuscira-ad-esprimere-una-sentenza-salomonica-o-scontentera-comunque-qualcuno.html

Quanto alla firma del delitto possiamo esserne quasi certi. Ricordate anche la povera Yara e il cartello pubblicitario che richiama va la Rosa?

Solo che la data e l'evento lascia intendere una continuazione di quel dialogo.

In oltre, forse, la domanda giusta potrebbe essere: che relazione esiste tra Bracciano e Perugia? Si allude ad un gruppo in particolare? O ad una persona?

Non dimentichiamo che il rito ha sempre una polivalenza (appunto il rito è "symbolico).


Di Perugia era originario quel medico, F.N, accusato di essere o di fare parte del livello superiore del mostro di Firenze. Anche lui morì in un lago, all'inizio si disse annegato accidentalmente, poi riesumato il corpo si scoprì che fu ucciso per strangolamento. Anche le ultime ipotesi su Federica fanno pensare che forse fu strangolata.........
Il braccio rotto era il sinistro?
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