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La Donna è Sempre imprigionata
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MessaggioInviato: Mer Ago 29 2012, 05:47:11    Oggetto:  La Donna è Sempre imprigionata
Descrizione: perché?
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Premessa: ciò di cui parlo è a livello Spirituale, con la S maiuscola. Aggiungo che la mia conoscenza delle religioni induiste, buddiste non sono granche, vi prego di correggermi in questo mio discorso generico.

E' da un po' che ne sento, e persone come Serafino Massoni è noto come poggiano tutte le colpe del mondo sul patriarcato. E possiamo essere d'accordo fino ad un certo punto... perché poi ci sono le ascendenze ancestrali degli dei che ci hanno portato su certe strade, non siamo così di natura... Ma non è di questo che voglio parlare.


Quello che mi chiedo io è, perché, in "tutte" le religioni, le donne vengono soppresse? Non vengono dominate, ma vengono tenute sempre, e quando dico sempre lo intendo nella sua forma massima, sotto quintali e quintali di "piombo" concettuale e non... sempre in catene... così che non si possano liberare...

Non è che ci sia una religione al mondo... o meglio, le principali religioni christiane/guidaiche/mussulmane, che mettino in primo piano le donne in un senso positivo, tutte si guardano molto bene dal lasciarle esprimersi.

C'è anche che la donna, è più soggetta all'essere animica, è forse per questo? Che io lo temo sia.

Siamo ad un punto che non può solo essere una questione di maschio e femmina, inteso a livello base, superiore inferiore, c'è proprio un avversione. Le donne non devono essere libere di esprimersi, di liberare la loro natura. Per quanto liberale il sistema si professa, e per quanto la libertà futura, di quelli che dicono siamo tutti uno, la donna è come se "la si deve lasciare da parte, o in catene".

E' vero che ci sono dei diritti, per cui molte donne hanno lottato molto aspramente negli anni passati, ma sembrano una concessione. E i discorsi fatti, come dal femminismo moderno, mi sembrano un po' troppo faziosi, e di circostanza, come se in fondo non fosse una cosa di grande rilevanza. Ma la donna non ha bisogno solo di diritti, perché non saranno i diritti a renderle libere, sono solo quello che pensiamo noi che le possono rendere libere, di che se ne fanno dei diritti se poi vivono in un sistema maschilista all'eccelso? E' uno scudo, che vale quel che vale, che scarica la responsabilità maschile nel dire "hanno i diritti, ora sono uguali a noi". Col c.... è un modo per deresponsabilizzarsi e non porsi il problema in sé.


Io è questo quello che ho capito fino ad adesso. E allo stesso tempo non ne comprendo i perché, se non parzialmente. Mi piacerebbe sapere anche se da parti femminili questo è una cosa che si respira in ogni dove. A livello spirituale. Se effettivamente quello che sento, e percepisco sia così, o se ho scoperto l'acqua calda. Se avete voi una qualche lettura della realtà in questo tema.
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MessaggioInviato: Mer Ago 29 2012, 05:47:11    Oggetto: Adv





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Elecri

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MessaggioInviato: Mer Ago 29 2012, 10:48:12    Oggetto:  
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Mamma mia Youkai che discorso complesso da affrontare.. ti dico la mia o almeno ci provo.
Innanzitutto, non credo nel femminismo. E' vero, ci ha portato il diritto al voto e un' istruzione parificata a quella degli uomini, ma alla fine penso sia stato un' arma del sistema per renderci più ''virili'', potenzialmente meno pericolose.

Non dico che i ''traguardi'' raggiunti non siano importanti (sarei pazza), ma che siano delle ''caramelline di consolazione'' avvelenate che servono a narcotizzarci e toglierci quella che è la nostra natura.
Perchè come giustamente dici, la donna è un essere più animico e spirituale rispetto all'uomo (si lo so, molte mi detesteranno per questi discorsi, ma sono convinta sia così), e questo ne fa una bomba ad orologeria per il ''controllo del sistema'': abbiamo una vicinanza con la natura, così spontanea e infinita, che pochi uomini possono capire e certo non sarebbe facile da governare.

Ti basti pensare a tante donne vittime dell' Inquisizione, le cosidette ''streghe'': terapeute ed omeopate che per la loro confidenza con la Terra facevano paura ad un sistema cieco e statico, allora come oggi bisognoso di istituzioni e filtri, anche ingiusti ma che fungessero da ''via'' per illuminare ogni passo dell' essere umano.

E in effetti c'è realmente bisogno di una Strada Maestra, ma colpisce come l' uomo abbia nei secoli aborrito ogni strumento critico che rischiasse di minare l' ordine delle cose. Prendiamo la Chiesa: io sono cristiana cattolica, ma questo non vuol dire che chiuda gli occhi di fronte ai tanti crimini e ai difetti della Chiesa. Non pendo dalla labbra dei preti e non penso che un qualunque individuo abbia preso i voti meriti rispetto assoluto a prescindere, come la Chiesa nei secoli ci avrebbe insegnato a pensare. Resto cattolica perchè è la mia casa spirituale, e sono cristiana perchè ritengo che il Cristo sia stato il più grande Maestro, e il suo insegnamento il più prezioso.

Dico questo perchè credo che milioni di persone abbiano pensato le stesse cose negli ultimi 2000 anni,ed è palese che di tutto è stato fatto per indebolire o addirittura sopprimere ogni vento di cambiamento. Reprimere le donne (ribelli per natura) ai massimi livelli e mascolinizzarle come accade oggi, serve proprio a questo: zittire ogni voce critica e mantenere le cose come stanno, rendendo possibile il controllo totale e impossibile qualsiasi miglioramento nelle istituzioni. Ogni cambiamento deve essere pianificato dal Sistema e compiersi quando ''qualcuno'' decide per noi (come sta succedendo oggi con l' affossamento delle religioni tradizionali).

Penso che le donne capi di Stato siano il peggior esempio per il femminile: parlano come gli uomini, agiscono come gli uomini, ragionano come gli uomini. E sono PROPRIO PER QUESTO osannate come persone forti e potenti. L' esempio maschile ci viene messo sotto gli occhi in ogni momento come l'unico possibile.

Per capire a chi livello di rimbecillimento siamo, basta fare un esempio: un uomo che si veste da donna fa ridere, un donna che si veste da uomo suscita rispetto. Quanto male ci è stato fatto a livello subliminale per arrivare a tanto? Quanto perdiamo, tutti, uomini e donne, del nostro vero IO in tutto questo?
Sia chiaro: non penso esistano ''lavori femminili'' e ''lavori maschili'': credo che ognuno di noi possa fare QUALSIASI COSA ma SECONDO LA PROPRIA NATURA.

Comunque, e' un discorso che potrebbe andare avanti all'infinito.. meglio abbreviare, se no qua tiro notte Very Happy

Due cose ancora:
Riguardo le religioni rivelate, so che l' ebraismo è quella che riconosce alla donna più dignità: ad esempio, la donna non deve coprirsi il capo quando entra in sinagoga (al contrario dell' uomo) in quanto ritenuta essere ''più vicino a Dio''.

Poi, ciascuno può dirti la sua opinione sul tema della repressione femminile. Ma ti consiglio di cercare le risposte dentro di te: come vedi il femminile? Quali paure hai a riguardo, e comunque che sensazioni ti suscita l' idea di un mondo in cui possa esistere una VERA parità, fondata sul rispetto della reciproca natura? Ascolta con sincerità quello che il cuore ti suggerisce e troverai tante risposte.. e scusate il mega papiro Smile

_________________
''Mi sembra evidente che non l' ho picchiato io: ha ancora qualche pezzo di faccia sano.''
(C. Eastwood, ''Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è tuo!'', 1971)
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MessaggioInviato: Mer Ago 29 2012, 12:59:34    Oggetto:  
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Sinceramente a me interessa moltissimo. E' una delle poche cose fondamentali, di cui ancora ho interesse ad approfondire. E solitamente o la cosa mi interessa e mi rimane il desiderio di approfondirla, o la questione se ne va, almeno per me, e questa è una cosa che mi rimane.

Non preoccuparti per il papiro. Se fosse stato quattro volte più lungo, lo avrei letto lo stesso con eguale interesse.


Hmm... di paure ne ho tante, è facile dire che non abbiamo paure, ma è solo perché o facciamo finta di non saperle oppure perché non le conosciamo a livello coscio ancora. Proprio in questi giorni mi sto domandando sulla paura della morte, e questa notte ho fatto un bel sogno, non bello ma molto significativo... lo posto alla fine del post, per i curiosi.

Di che cosa ho paura della donna?

Premetto, che non ho ancora avuto una relazione sentimentale, e penso che io nella mia persona debba prima risolvere numerosi problemi interni, già di mio ci metto tanto a capire le cose, la stessa cosa si riperquote nella risoluzione dei problemi in quantità di tempi. Ho fortuna di essere mantenuto, e cerco di sfruttare questo tempo per migliorarmi, senza dover preoccuparmi del procurarmi del cibo. E proprio perché questo stallo non durerà per sempre devo sperare di riuscire a fare quello che devo fare prima della fine dello stallo.

Io, di che cosa ho paura, nella donna?
La prima cosa che mi viene in mente è la sua libertà d'espressione, indipendente dal limite imposto dall'equilibrio colloquiale, per non ferire.

La sincerità del pensiero.

E' questa una paura? Non saprei, forse no.

La donna oggi, assume un certo tipo di comportamenti, perché è la società ad imporglielo, direttamente o indirettamente, millennio dopo millennio. Certamente non possiamo utilizzare un metro moderno.

Hanno/avete meno ego. Una cosa, che per noi, è una trappola. E' un sarcofago il cui interno è tappezzato di spuntoni. Un sarcofago che pensiamo essere molto bello, dall'aspetto forte resistente, al cui interno, più ci si sente forti più l'ego comincia a gonfiarsi espandersi, comincia anche però a graffiarsi sulle pareti puntate. Il dolore però lo sentiamo dopo, quando il danno, agli altri e a sé stessi è già stato fatto.

Questa sembrera una frase fatta. Io penso che si debba riconsiderare il senso del "più forte, del vincente". E considerarli per quello che sono, una grande puttanata. Essi vengono continuamente riproposti, prima perché c'erano guerre su guerre, in cui prevaleva la legge del più forte, trasferendosi dalla guerra ad ogni aspetto della nostra vita, ed ora perché c'è la classe dominante che deve avere la scusa per dire "noi possiamo".

Questi concetti, ci rendono schiavi, le cose che oggi sono ovvie non ci danno il permesso di sognare realtà differenti, perché ogni ragionamento parte dalla base di quei concetti.
Spoiler:

E' come pensare ad una società senza soldi. Io ci ho provato, ed è quasi impossibile se non si parte da 0, senza preconcetti, senza ovvietà, partendo solo da ciò che ci può far bene. La sensazione che si ha alla fine è di libertà basilare, una specie di vuoto, una brezza interiore, e il fatto di poter vedere la società attuale per tutte le inutilità che presenta...


Hmm, non saprei, questo pensiero lo finisco quì, vediamo se si sviluppa qualcosa, se qualcuno ha qualcosa da aggiungere.






----------------------------
Non centra niente con questo argomento, se vi va di leggerlo fatelo, ma non ha niente a che fare con il tema in questione.
Spoiler:

Il mio sogno di stasera è stato particolare, e me lo ricordo poco, anche se sono gli ultimi giorni che sono particolari di per sé.

Quello che ricordo come punti focali sono essenzialmente due che, anche se sono di più ma di cui so risposta. Il primo è che mi sono trovato a combattere contro una statua mitologica, il cui scudo ha lo stesso effetto degli occhi di medusa, ma non c'erano tutti i serpenti. Per la curiosità ho guardato lo scudo, e mi sentivo pietrificare, il dolore era quello, però dal braccio sinistro, poi decisi di contrattaccare con una spada che la stessa statua mi ha fornito, senza guardare... e il sogno passa al secondo punto focale.|Sono in una parte di un istituto, molto lussoso, nella caffetteria, e molto grande. E mi trovo ad affrontare un serpente, che ha sia i denti velenosi, che la stazza di un pitone. Percepiso di essere in compagnia di un qualcuno amico, ma sono io che agisco. Gli lancio i primi oggetti che mi capitano in mano, e ovviamente non servono a niente. (ricordo che sono sogni lucidi ma di cui non ho modifico volontariamente, l'ho lasciato all'inconscio, anche se la prossima volta non lo faro) E poi è lui ad avvicinarsi. Con un coltello da cucina, provo a colpirlo, e gli faccio saltare la parte destra(dalla mia prospettiva) della bocca, e salta con strana facilità. Poi mi si avvicina al volto, aprendo la bocca, e sento il suo suono. A quel punto lo prendo con le mani, sul "collo", e cerco di alzarlo verso l'alto. E lì io non vedo più niente. Sento solo il suo verso, e scosso dalle pulsioni di terrore cerco di alzarlo. Penso anche di non farcela, ma mi vergognerei di più di me stesso se perdessi, e piuttosto preferisco fare quello che mi sentivo di dover fare. E poi finisce lì, quando ho alzato verso l'alto le mani con il supposto serpente.

---nella giornata precedente, io pensato/ripensato, al mio concetto della morte, se io la temi in sé o se io la temi come dolore.
---non è la prima volta che questo serpente lo vedo, ma la seconda... la prima volta mi aveva sbarrato la strada.

La prossima volta non sarò così compassionevole, essendo in sogno lucido. Razz scusate ma avevo bisogno di condividerlo

http://interpretaresogni.myblog.it/archive/2011/03/28/sognare-serpenti-significato-e-numeri.html?c



http://www.youtube.com/watch?v=5DmWPFeDBrA[/i]
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Seth Ankh

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MessaggioInviato: Mer Ago 29 2012, 23:12:22    Oggetto:  
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Io credo che le motivazioni spirituali in questo caso siano arrivate in un secondo momento.
Mi spiego.
All'origine dei rapporti sociali c'è sempre un rapporto di forza: i patrizi romani erano coloro che avevano il possesso della terra (preso con la forza), lo stesso vale per gli Aristoi greci, ed anche nelle culture germaniche i comandanti militari-politici si sono imposti con la forza. In un secondo momento queste élite hanno dato delle basi più sfumate al loro potere: letteratura, diritto ed appunto religione. Giunti in questo stato evolutivo, tuttavia, si era ormai già sfociati in una società patriarcale; gli uomini avevano preso il potere sulla donna con la forza e a loro volta gli uomini più forti lo hanno preso sui deboli. Ecco perché tutte le religioni mettono in secondo piano le donne. Certo i romani avevano le vestali, tuttavia la loro vita era abbastanza rinunciataria e non godevano di alcun potere.
La religione cristiana ha fatto lo stesso, ha escluso la donna sia per questioni di "immagine" (una religione matriarcale sarebbe stata distrutta al tempo dei romani), sia perché i primi cristiani, compresi gli apostoli, erano uomini e quindi non avrebbero mai condiviso il potere con l'altro sesso. Certo la storia dei Vangeli è più sfumata, il ruolo della Maddalena fu davvero di primo piano (ma anche la Madonna ha una storia decisamente più "corposa" di quella di Giuseppe) ed infatti gli Apocrifi spesso sottolineano questa sua importanza, tuttavia il canone fu stabilito in un concilio retto da uomini (a cominciare da Costantino) ed ecco perché la sua figura venne messa in secondo piano.


Citazione:
Penso che le donne capi di Stato siano il peggior esempio per il femminile: parlano come gli uomini, agiscono come gli uomini, ragionano come gli uomini. E sono PROPRIO PER QUESTO osannate come persone forti e potenti. L' esempio maschile ci viene messo sotto gli occhi in ogni momento come l'unico possibile.


In effetti si lodano spesso Margaret Thatcher e Indira Gandhi, tuttavia entrambe hanno mostrato il pugno duro e dato avvio a guerre, il mio timore è che siano state lodate proprio per questo.

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Adularja

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MessaggioInviato: Mer Ago 29 2012, 23:13:59    Oggetto:  
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La donna , coi suoi capelli e le sue forme, suscita nell' uomo l'istinto sessuale. Poichè il potere ( energetico soprattutto ) del sesso avrebbe indotto all elevazione dell'anima e quindi del pensiero autonomo e della libertà del corpo, la donna è stata sempre osteggiata dalla religione. Soprattutto la nostra.
Noi del mondo occidentale pensiamo di avere le donne libere ma le vogliamo tutte bone, magre possibilmente stupide e poco vestite. Ovviamente sempre giovani e senza rughe, motivo x cui si vedono donne avanti con l'età e rese deturpate dai chirurghi estetici.
Non a caso il sesso è lo strumento utilizzato in modo piu o meno esplicito , per pubblicizzare prodotti, trasmissioni e tg.
Però abbiamo la presunzione di criticare quelle donne, che x credo o religione, hanno il viso coperto da burka o altro. E sapete qual è l'aspetto peggiore? Noi ci sentiamo superiori.
Recuperiamo il vero ruolo delle donne. E con loro del sesso tanto demonizzato
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La società siamo noi. Non la guardiamo come una cosa da noi distante. Una sciagura che ci si abbatte addosso. Reagiamo essendo ciò che siamo: PERSONE! Non strumenti o oggetti
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MessaggioInviato: Gio Ago 30 2012, 07:52:23    Oggetto:  
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Il burqa(burka), ne stavo per parlare senza sapere cosa fosse.
Citazione:
[...]

Le origini del Burqa, risalgono al 1900 al tempo di Habibullah, sovrano dell’Afghanistan che lo impose alle donne del suo harem per evitare che queste potessero attirare l’attenzione degli altri uomini, poi, si diffuse fra le donne dei ceti superiori, diventando un segno distintivo a cui ambivano anche le donne dei ceti bassi. Con il tempo, quest’usanza andò perdendosi, e solo, con l’arrivo del regime Talebano, è stato imposto come indumento obbligatorio per tutte le donne.

Chiarite le origini del burqa, si comprende che il suo scopo è quello di limitare la libertà della donna per soddisfare le esigenze di una società maschilista, e va sottolineato che, il Corano, testo sacro della religione islamica, parla d’indossare il velo senza riferimenti alla copertura del viso.

In questi giorni, il burqa è tornato a far discutere per il recente caso francese che ha imposto per legge il divieto di tale indumento, ed ha stimolato anche l’intervento di Gianfranco Fini, che si è detto pronto ad un provvedimento anti-burqa anche in Italia per garantire la dignità della donna islamica.

Diventa chiaro che, il regime Talebano, responsabile del terrorismo internazionale, sta strumentalizzando la religione islamica per portare avanti un progetto malsano, approfittando dell’ignoranza di tanta gente che è facilmente influenzabile.

La stessa gente che, costringe le proprie donne ad ogni forma di violenza, sentendosi giustificata da un’interpretazione manipolata del Corano.

http://alterpensiero.altervista.org/attualita/2994/che-cosa-e-il-burqa-e-quali-sono-le-sue-origini/


edit:Vediamo se riesco a rendere il messaggio meno astioso.
Come si legge, ritorniamo sempre allo stesso punto del maschilismo. Della soppressione della donna, per interesse.
Eh... è che vorrei restare sul pezzo anchio senza divagare troppo in altre questioni.

E' che io penso, che senza una coopartecipazione femminile, noi possiamo discutere quanto ci pare, ma siamo, per quanto insider, outsider, perché non sappiamo veramente come è vissuta questa realtà. Confused Mi riferisco all'ultimo segmento.

Seth, non pensi che ci sia una causa a monte? Voglio dire... anche al tempo dell'impero romano, ecc la religione era radicata bene. Quindi non sarebbe da ricercare nelle civiltà precedenti? Come quella egizia(antico egitto), e altri?
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Seth Ankh

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MessaggioInviato: Gio Ago 30 2012, 22:55:39    Oggetto:  
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Osservando bene le società precedenti ai romani non riesco a trovarne una non dico matriarcale, ma almeno paritaria. Gli egizi davano importanza alla donna, ma non le assegnavano potere, e neppure le civiltà precolombiane si distinguevano da questo punto di vista.
Forse i popoli che osservavano delle credenze politeiste erano più propensi ad accettare la donna, se non altro per la presenza di dee. Un altro segno della mancata parità si riscontra nella letteratura, praticamente non c'è traccia di donne-letterate se non nell'antica Grecia.
Sicuramente la considerazione di Adularja è giusta, l'istinto sessuale, il mistero e il timore dell'altro sesso facevano sì che la donna fosse osteggiata. Lo stesso mito di Troia si fonda su di una guerra provocata da una donna; la letteratura occidentale prende il via dalla contesa tra Agamennone e Achille per una schiava: per la serie "la donna conta, ma come oggetto, non soggetto".
Ecco perché riesco solo a vedere cause "fisiche", rapporti di dominio basati sulla forza, poi non so se c'è qualcosa di spirituale (ma soprattutto psicologico) a monte, credo di si però.

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MessaggioInviato: Ven Ago 31 2012, 00:22:41    Oggetto:  
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Sai che però quella di troia è un mito che in realtà è differente? Come per l'odissea, che in realtà si sono svolte in Inghilterra.

Verso il 1850 o qualcosa del genere è stato creato questo mito svoltosi in grecia, quando in realtà si è svolto in inghilterra. L'autore di questo falso era un commerciante tedesco.

Ora vedo se ripesco il libro su cui l'avevo letto... e da cui avevo scoperto questa realtà.


Oh.. l'ho trovato. Il libro è un romanzo. L'Odisse di Clive Cussler, che non è male, infatti l'odissea la consiglio, ma magari altri titoli fanno un po' venire la noia a causa dello stile americano.

Comunque:
"Sono centoventisei anni che il mondo viene ingannato, da quando un mercante tedesco di nome Heinrich Schliemann dichiarò con grande clamore di aver trovato Troia seguend l'Iliade di Omero. Affermò che l'antico poggio di Hissarlik era un punto perfetto per costruire la città fortificata di Troia." pg 249

http://www.tanogabo.it/mitologia/greca/grande_inganno.htm
http://www.giovannidesio.it/articoli/troia/troia.htm
http://fragmenta2011.blogspot.it/2012/03/i-poemi-di-omero-andrebbero-considerati.html

Ora non ricordo in che pagina fosse, però si parlava, e anche in un sito che lessi al tempo in cui stavo leggento il suddetto libro, che la guerra in verità si era svolta per le fortune di bronzo o un'altra materia prima molto molto importante, in cui in questa fortezza veniva stipata in quantita veramente grandi. Non tanto per la Donna.
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Seth Ankh

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MessaggioInviato: Ven Ago 31 2012, 14:03:58    Oggetto:  
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Si, sono a conoscenza della reale motivazione della guerra di Troia, però è proprio questa la cosa più interessante: coloro che hanno scritto l'Odissea e l'Iliade (Omero non è ritenuto un personaggio reale) hanno preferito nascondere le motivazioni economiche e commerciali per scaricare la responsabilità di tutto su di una donna. Particolare è anche la posizione di Penelope: lei aspetta ed aspetta, ma in pratica non ha una volontà sua, stretta tra un marito disperso e dei pretendenti che prima o poi sarà costretta ad accontentare.
Certo sarebbe bello conoscere qualche altra opera antica, o la posizione femminile nelle primissime civiltà.

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