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La Normalità - E. Fromm
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Anonymous
















MessaggioInviato: Lun Ago 15 2011, 17:26:35    Oggetto:  La Normalità - E. Fromm
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Erich Fromm fu uno degli esponenti di spicco della psicologia e sociologia del secolo scorso. Le quattro lezioni sulla Patologia della Normalità dell'Uomo Contemporaneo - di cui a seguire proponiamo un breve estratto - furono tenute nel gennaio e febbraio del 1953 presso la New School for Social Research di New York.
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“La nostra sempre più grave infermità mentale può esprimersi in sintomi nevrotici, palesi, quanto mai desolanti.

Ma attenti a non ridurre l'igiene mentale alla semplice prevenzione dei sintomi.

I sintomi, in quanto tali, sono per noi non nemici, ma amici; dov'è un sintomo là è un conflitto, e conflitto significa sempre che forze vitali lottanto ancora per l'integrazione e la felicità.


Le vittime veramente disperate dell'infermità mentale si trovano proprio tra gli individui che paiono normalissimi. Molti di essi sono normali perché si sono adattati al nostro modo d'esistenza, perchè la loro voce di uomini è stata messa in silenzio in età così giovane che nemmeno lottano, né soffrono, né hanno i sintomi del nevrotico.





Non sono normali, diciamo così, nel senso assoluto della parola; sono normali in rapporto ad una società profondamente anormale. Il loro perfetto adattamento a quella società anormale è la misura della loro infermità mentale.


Questi milioni d'individui abnormemente normali, che vivono senza gioia in una società a cui, se fossero pienamente uomini, non dovrebbero adattarsi, ancora carezzano l'illusione della individualità ma di fatto sono stati in larga misura disindividualizzati.


Il loro conformismo dà luogo a qualcosa che assomiglia all'uniformità. Ma uniformità e libertà sono incompatibili. Uniformità e salute mentale sono anch'esse incompatibili. L'uomo non è fatto per essere automa, e se lo diventa, va distrutta la base della sua sanità mentale.”
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Per inciso, se - come afferma Fromm - molte delle sintomatologie psichiche del nostro tempo (ad esempio ansia e depressione) sono espressioni di un conflitto tra la forza vitale, 'sana' dell'individuo e le aberrazioni della cultura e società attuali, bisognerebbe chiedersi quale sia la reale funzione della moderna psichiatria
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Adv



MessaggioInviato: Lun Ago 15 2011, 17:26:35    Oggetto: Adv






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virginia

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Interessi: arte in tutte le manifestazioni, psicologia, sociologia, pranoterapia




italy
MessaggioInviato: Mer Ago 31 2011, 20:34:29    Oggetto:  
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Non sono una esperta ma mi piace la psicologia e questo mi porta ad analizzare i comportamenti delle persone.

Quanto viene affermato nell'estratto mi trova concorde.

Credo anch'io che quella che noi chiamamo normalità non è altro che il frutto di un adattamento a schemi predefiniti.
Schemi che ti portano a seguire strade non sentite e non decise dall'indivduo, tenendolo lontano dalla vita vera, che secondo me, significa rapportarsi con gli altri in un continuo dialogare con eventuali scontri/incontri che ti fanno crescere e ti danno il senso della vita.

Stare dentro uno schema significa (secondo me) regredire è la non "normalità" quella che ti porta al progresso e alla crescita

_________________
"La maggior parte delle persone è felice nella miusura in cui decide di esserlo".

Abramo Lincol
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becky

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italy
MessaggioInviato: Gio Feb 23 2012, 16:30:48    Oggetto:  Re: La Normalità - E. Fromm
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Anonymous ha scritto:
bisognerebbe chiedersi quale sia la reale funzione della moderna psichiatria


Ciao Anonymous,
il mio modesto parere: le teorie psicoanalitiche, incluso Fromm, probabilmente non sono molto "curative" ma erano sicuramente molto rispettose della natura umana. Guardavano in faccia contraddizioni e desideri e cercavano, tramite il dialogo e l'ascolto, di aiutare dove potevano. Da qui tutta una serie di efficaci e meno efficaci scuole di psicoterapia. La psichiatriainvece è un'altra cosa... io personalmente la identifico con il male assoluto e credo che gli psichiatri dovrebbero essere denunciati per crimini contro l'umanità...

Chiaramente uno psichiatra ti direbbe il contrario, ma la moderna psichiatria, che in grandissima parte opera con terapie farmacologiche, parte dal presupposto che qualsiasi deviazione rispetto a una fantomatica "norma" sia una patologia, pertanto vada curata. Se leggi il DSM (manuale diagnostico-statistico dei disturbi mentali) ti accorgerai di quante "patologie" sono state costruite a tavolino per dare delle etichette a comportamenti di ogni tipo... e insieme all'etichetta, ovviamente, un farmaco. Perché la psichiatria, più che dei pazienti, fa l'interesse delle case farmaceutiche e punta, neanche tanto nascostamente, a estendere il suo bacino di utenza in modo da vendere sempre più ansiolitici, antidepressivi ecc.

Personalmente di tante persone che ho visto prendere psicofarmaci, non ne ho MAI visto guarire UNA (nel senso: guarire dovrebbe significare stare bene anche senza il farmaco no? Cioè, se io ho la febbre non è che ho voglia di prendere gli antibiotici a vita, faccio una settimana e poi sono guarita).

Oggi questa "sedatizzazione di massa" inizia a coinvolgere tutti: bambini diagnosticati con malattie assurde per semplici problemi familiari (una volta si dava un ceffone, adesso si dà il Ritalin...mah), adulti che si convincono che sia anormale essere ogni tanto ansiosi, e giù di ansiolitici per essere sempre al top, anziani nelle case di riposo, bombardati di farmaci finché non crepano. E' una pandemia tanto quanto l'eroina o la cocaina, e crea la stessa dipendenza, solo che sono droghe legali.

Finora ho parlato solo dell'aspetto economico... e il post è già abbastanza lungo ma rimando a questo sito



per un'analisi molto ben fatta delle radici ideologiche della psichiatria moderna, che spesso sono le stesse (proprio le stesse persone) che teorizzavano la razza superiore ariana... più o meno il concetto è lo stesso, la creazione di una "razza perfetta" che non soffre, non ha angosce, non piange, non ama troppo, non odia, ma si mantiene sempre su un perfetto e freddissimo equilibrio chimico prescritto dallo psichiatra a suon di Tavor. Quali siano le conseguenze, in termini di perdita di libertà e soprattutto di UMANITA', si possono immaginare.

Come ultimo esempio vorrei portare la recente creazione in laboratorio della "pillola per dimenticare", sì come nel film "Se mi lasci ti cancello", che viene propinata anche da giornali importanti (tipo Repubblica) come una grande conquista dell'uomo. Verrebbe somministrata a vittime di stupro o per esempio a soldati traumatizzati, per cancellare il ricordo della paura. Ma la paura è una componente fondamentale dell'evoluzione, permette di attivare i segnali di allarme... ve lo immaginate il soldato perfetto, che ammazza donne e bambini tanto poi può prendere una pillola e cancellare i ricordi delle brutte sensazioni provate? O quanto sarebbe utile uno strumento del genere per l'industria del video snuff?

Io personalmente preferisco tenermi le mie angosce e le mie paure. Al massimo mi farò una canna. Mr. Green

ps. il link che ho messo è serio... se avete figli NON DATE LORO ALCUN PSICOFARMACO, non importa cosa vi possano dire maestre deficienti o assistenti sociali che non capiscono un cazzo... lasciate ai bambini la possibilità di scegliere, o saranno drogati tutta la vita. Io ho conosciuto ex bambini diagnosticati con la fantomatica ADHD... e vi assicuro che prendere della anfetamine a dieci anni NON FA BENE.
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