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morte di Riccardo Magherini
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umbertoeco

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MessaggioInviato: Ven Lug 17 2015, 13:17:41    Oggetto:  morte di Riccardo Magherini
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Il caso Magherini. Mi ha interessato da subito e da subito mi è stato chiaro che si trattasse di una esecuzione. Nei giorni seguenti al fatto mi sono visto i vari video disponibili in rete, dove si capisce bene che la strada dove è stato ucciso Magherini era piantonata e controllata da svariate persone (su questo potrei argomentare più dettagliatamente, ma sarebbe complicato, dovrei montare un filmato o illustrarlo). Oltretutto, nel crescendo che ha portato alla morte Riccardo, si descrive bene il senso di accerchiamento che progressivamente lo ha sopraffatto: quasi tutte le persone con cui è entrato in contatto nelle ultime ore sono state accusate dallo stesso Magherini di essere ‘di loro’ o ‘con loro’. Evidentemente i calabroni hanno ronzato intorno all’ex calciatore fino a quando sono arrivati i Carabinieri, ai quali ha rivolto l’ultima disperata richiesta di aiuto prima di morire. Poi mi sono sorpreso sempre più spesso a ragionare su questo fattaccio. Alla fine sono andato a vedermi le date e la cronologia, e l’unica cosa interessante che ho trovato è questa: l’omicidio di Riccardo Magherini è stato un avvertimento per il nostro ex Ministro degli Esteri Federica Mogherini.

Mi spiego:
il 21 Febbraio 2014 Federica Mogherini diventa Ministro degli esteri del governo Renzi.
In quei giorni la Mogherini è considerata un pericolo da Americani e coalizione Europea per le dichiarazioni di apertura alla Russia che ha fatto nella fase acuta della crisi ucraina, e per i velati accenni a oscure manovre di potere che si sono messe in movimento a Kiev in quei giorni. Infatti, il 10 Febbraio 2014 la Mogherini scrive sul suo Blog, proprio da Kiev, parlando della situazione in Ucraina come di un 'gioco di specchi' e si augura un dialogo con la Russia. Link qui:
http://www.blogmog.it/index.cfm?target=diario&id_diario=234&title=A+Kiev%2C+tra+le+nebbie+di+una+rivoluzione+perduta
Parlare nei termini che la Mogherini usa nel post è veramente inusuale se si pensa che dieci giorni dopo la stessa persona che scrive diventerà Ministro degli Esteri del governo Renzi, sono toni quasi da complottista.
Il 20 Febbraio 2014, sempre sul blog, scrive un altro post dove ribadisce la necessità di un dialogo con Putin, invece di una contrapposizione. Link qui:
http://www.blogmog.it/index.cfm?target=diario&id_diario=237&title=Con+il+pensiero%2C+e+il+cuore%2C+a+Kiev
ed ancora: non credo che queste righe di una persona in odore di ministero passino inosservate ai tecnici della politica o agli assistenti di questi tecnici.
Il 21 Febbraio 2014, come dicevo, Federica Mogherini diventa Ministro degli esteri del governo Renzi, con la preoccupazione di americani e Coalizione Europea.
Il 3 Marzo 2014 (la notte tra il 2 ed il 3 Marzo, 9 giorni dopo l'investitura della Mogherini) muore Riccardo MAGHERINI a FIRENZE (fiRENZI), ucciso dai Carabinieri in circostanze assurde (urlava che lo volevano uccidere già prima che questi arrivassero con due volanti). Proprio il 3 si teneva il Consiglio Ue Affari esteri sull'Ucraina, dove la Mogherini avrebbe relazionato. Link:
http://www.youdem.tv/doc/265767/ucraina-mogherini-opzione-militare-non-esiste-serve-soluzione-diplomatica.htm
Successivamente, le dichiarazioni della Mogherini circa l'apertura alla russia, sulla faccenda Ucraina, saranno molto più caute. E non si parlerà più di ambiguità e 'giochi di specchi' nel suo Blog. Fino, poi, all'investitura del 1º agosto, 2014 quando sarà eletta Presidente della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea parlamentare della NATO. Anche in questa occasione sono stati moltissimi gli articoli scettici che ritiravano fuori la pericolosa apertura ideale a Putin dell'inverno 2014, nonostante che dalla primavera dello stesso anno Federica Mogherini si sia definitivamente allontanata da aperture filo-russe, denunciando perfino una sorta di impossibilità a comunicare con il premier Putin.

Circa un paio di mesi fa è uscito un libro sul caso Magherinil scritto dal signor Matteo Calì (nei Veda il nome di Kalì è associato ad Agni, il dio del fuoco, descritto con sette guizzanti lingue di fiamma, delle quali Kali era la lingua nera e orribile. Sul cognome, effettivamente, c’è da studiare), 'Riccardo Magherini ,Raccontate la mia storia'. Il libro è sorprendente, Calì è molto ben informato ed ha indagato a fondo, ma la sua indagine tende a portare tutto verso privatissime faccende di corna tra Riccardo Magherini ed un Carabiniere. Mi sembra l'ennesimo depistaggio che riduce tutto a sesso e coltello. Matteo Calì, poi, a Firenze è considerato un giornalista di cronaca di livello piuttosto basso, nemmeno laureato, vicino alla destra della fiamma tricolore, tutta calcio e fantacalcio. Qualche anno fa teneva un blog del quale ho trovato un riferimento su internet. Link qui:
http://iononstoconoriana.blogspot.it/2010/10/matteo-cali-apprendista-gazzettiere-e.html
Adesso, già da prima dell’uscita del suo libro sul caso Magherini, il blog è stato chiuso, ed anche il suo Facebook risulta molto ripulito. Ripeto, sicuramente mi sbaglio, ma leggendo il libro ho avuto l’impressione di una forte conoscenza del caso e di una massiccia dose di dati veritieri spinti verso una tesi che sa tanto di ridimensionamento e copertura.

Sicuramente la morte di Magherini non è un incidente, Quando i Carabinieri sono arrivati in San Frediano Riccardo già urlava che lo volevano uccidere, si sentiva in trappola, e di fronte ai carabinieri si è messo in ginocchio implorando di non essere ucciso. Il referto medico dice che è morto alle 3:00 del 3 (di Marzo, un’altro 3), che è come dire 33, cioè: è una faccenda nostra, un livello diverso, un codice.
Nei giorni successivi al fatto tutti i giornali hanno erroneamente riportato che Riccardo, quando è stato fermato, era a 'dorso nudo’, e si è molto insistito su questa cosa che poi è stata categoricamente smentita da tutte le indagini che si sono prodotte. Magherini era vestito, ma la cosa curiosa è che i giornali riportavano di un clamoroso errore nel verbale dei CC in cui c'era scritto “d'orso nudo”, grottesco errore grammaticale che diventa significativo e insiste a ridondare su quel dorso, d’orso, che deve risaltare sulle cronache di tutti giornali, ripeto, del tutto ingiustificatamente, Magherini era vestito. L’Orso è da sempre il simbolo della Russia, e potrebbe essere un chiaro riferimento alla Russia in un ipotetico avvertimento al neo Ministro: Magherini-Mogherini, d'orso-Russia.
Lo può verificare qui (proprio di Calì), Link:
http://www.ilsitodifirenze.it/content/912-morte-di-riccardo-magherini-tutte-le-indagini-di-quella-notte-tutte-svolte-dai-carabinie
- Altra cosa significativa: si dice che la prima chiamata ai Carabinieri sia stata fatta ‘ dal Consolato Americano', consolato che si trova sul lungarno dove è iniziato lo straziante lamento di Riccardo Magherini, inizio del percorso che lo porterà poi in San Frediano. Davvero notevole (anche troppo) questa chiamata dal Consolato Americano se fosse un messaggio per l'allora neo-ministro Mogherini.
quindi:
- Magherini, Concittadino di Renzi (Mogherini, ministro di Renzi), che viene descritto aggirarsi urlando di minacce assurde
- Magherini (Mogherini) che delira ‘a d’orso nudo’ (orso-Russia)
- Carabinieri chiamati dal Consolato Americano
- Calì (Kalì) a depistare
- 33 a sigillare
insomma, un po' di elementi ci sono (anche cronologici) ma sicuramente non abbastanza. Un Carabiniere coinvolto si chiama Corni. Questo dà sicuramente più tono alla tesi del signor Calì.


Ultima modifica di umbertoeco il Ven Nov 06 2015, 10:57:06, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Ven Lug 17 2015, 13:17:41    Oggetto: Adv





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MessaggioInviato: Ven Lug 17 2015, 23:17:06    Oggetto:  
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Poi ho scoperto che la teoria è Kleevesiana:

di John Kleeves, 20 maggio 2002

A suo tempo, io non credetti che Massimo D'Antona fosse stato ucciso per il
suo lavoro di consulente del ministro del Lavoro Treu. Come scrissi su La
Padania del 1 giugno 1999, per me si era trattato di un avvertimento di
tipo mafioso ordinato dagli USA e indirizzato in primis al presidente del
Consiglio, che guarda caso si chiamava Massimo D'Alema, e poi a tutto
l'establishment politico italiano, che sembrava scosso dai feroci
bombardamenti della NATO in Jugoslavia e al tempo cercava (ricordate?) di
mediare una tregua che Washington vedeva come fumo negli occhi. Dopo,
infatti, in Italia di tregua ai bombardamenti non si parlò più, e senza che
nessuno nel trambusto se ne accorgesse. Nella mia interpretazione dunque la
rivendicazione delle Brigate Rosse era fasulla (come la stella a cinque
punte dei comunicati, perfettamente simmetrica mentre quella originale era
sbilenca); D'Antona era stato scelto giusto perché aveva un nome che
assomigliava a quell'altro; e i killer appartenevano a un qualche Servizio
Segreto di un qualche Stato, non necessariamente gli USA (l'Italia è piena
di agenti di Paesi tirapiedi degli USA, e che come quelli americani godono
dell'immunità assoluta, cioè della licenza di uccidere, di uccidere
italiani si intende: ci sono israeliani, turchi, inglesi, altri assortiti).
A conforto di questa tesi è venuto poi il fatto che gli autori del delitto
D'Antona a tuttoggi non sono stati scoperti. Difatti, se la tesi è esatta,
non lo devono essere; almeno non quelli giusti. Io temo che gli stessi
attori e la stessa dinamica abbiano operato nel caso dell'omicidio di Marco
Biagi. Occorreva creare un caso clamoroso e minaccioso, allo scopo di
bloccare un qualche cosa di vietato che invece si stava per verificare in
Italia: un attentato terroristico che servisse, come nel caso D'Antona, sia
per mandare il messaggio di tipo mafioso agli addetti ai lavori che per
creare il diversivo mediatico necessario per cambiare silenziosamente
rotta. Perché Biagi? Perché, dato che c'era già stato D'Antona, così si
creava con naturalezza l'episodio N. 2 della saga dei nuovi brigatisti
rossi, la saga dei fantomatici protettori degli operai che ogni tanto si
fanno vivi per ammazzare un consulente del ministero del Lavoro che loro
dicono di credere ostile alla causa. La cosa ha una sua verosimiglianza
suggestiva, è credibile e si attacca all'immaginazione della gente, e degli
investigatori. Così anche stavolta è stata fatta una rivendicazione a nome
delle BR - ma non più via volantino con infida stella a cinque punte, bensì
via e-mail - e addirittura, acciocché non ci fossero dubbi sul fatto che si
trattava dell'episodio N. 2, è stata adoperata per l'omicidio la stessa
pistola, che evidentemente era disponibile, non era stata buttata via così
come fa qualunque assassino (magari perché si trattava dell'arma di
ordinanza di un agente ).

L'omicidio ha indubbiamente creato un diversivo totale. [...]

Cosa doveva essere bloccato, messo da parte, dimenticato, qua in Italia? Io
credo, un dibattito pubblico sulle accuse portate dall'on. Bossi a
proposito dell'ennesimo indisturbato arrivo in Italia di una carretta del
mare carica di clandestini, la motonave Monica con 922 curdi a bordo. La
tempistica si adatta: la Monica fu scortata nel porto di Catania il lunedì
18 marzo alle 14.45, lo stesso pomeriggio l'on. Bossi fece una requisitoria
in merito in Parlamento, e la sera del giorno dopo martedì 19 alle ore
20.10 il prof. Marco Biagi veniva freddato. Bossi aveva certamente toccato
dei nervi scoperti vista la reazione immediata e furiosa alle sue accuse di
tutto l'establishment filoamericano del Paese, dalla CdL che è al governo
all'Ulivo e a Rifondazione che sono all'opposizione, dai vertici dei
sindacati ai vertici degli industriali, dalla Presidenza della Repubblica
al Vaticano. Gli esponenti o i portavoce di queste entità rilasciarono
tutti, nessuno escluso, smentite istantanee e super scandalizzate; il
ministro degli Esteri Scajola, che era in visita ufficiale a Washington,
non aspettò neanche di tornare ma si sentì in dovere di controbattere le
insinuazioni di Bossi all'istante, emettendo un comunicato da là dove si
trovava. Il tutto nel breve tempo fra l'intervento parlamentare di Bossi e
l'omicidio di Biagi, neanche 28 ore; poi tutto cessò. Cosa aveva detto
Bossi di tanto grave a proposito di quell'ennesimo massiccio sbarco di
clandestini? Questo: che i clandestini stanno arrivando in Italia nel
quadro di un complotto di altre nazioni contro l'Italia stessa (La mia
impressione è che l'arrivo sia frutto di combutte internazionali che
pretendono di distruggere la sovranità del nostro Paese, Resto del Carlino
del 19/3/2002, pag. 5), e che è coinvolta anche la Turchia (L'esecutivo si
sta muovendo male nel campo dell'immigrazione. Lo dimostra il fatto che
questa nave sia partita dieci giorni fa dalla parte turca di Cipro, fatto
che il governo sapeva benissimo ma non gli è bastato a fargli prendere
forti decisioni; idem, sempre pag. 5). Tutto qui, ma basta. Dietro queste
parole, di deduzione in deduzione, c'è la rivelazione di tutto lo sporco
piano USA per sovvertire i Balcani, piano che è fatto pagare quasi
interamente all'Italia, e sotto molti punti di vista, economico, umano,
sanitario. Ciò che Bossi ha detto l'ho scritto; ora procedo con la mia
interpretazione del tutto, che Bossi se vuole può smentire. Dire che dei
clandestini curdi stanno arrivando in Italia in base a un complotto
internazionale di cui fa parte la Turchia significa accusare la Turchia di
fare pulizia etnica dei suoi curdi col sistema di mandarli clandestini in
Italia, e accusare gli USA - gli unici che possono - di obbligare l'Italia
ad accettarli, cioè a fingere di non riuscire a bloccarli. Già abbiamo una
brutta nozione: che gli USA obbligano l'Italia a fare qualcosa che
evidentemente non vuole (collaborare all'estinzione del popolo curdo).
Allora possono: perché possono? Perché la resa del 1945 era incondizionata
e l'Italia diventava proprietà USA per sempre. Tutto cambia sulla scena
italiana: il Paese è prigioniero e chi si mette in mostra per far credere
il contrario - i partiti, i politici, le cariche istituzionali - è un
collaborazionista che fa un complotto a danno del suo stesso popolo.

[...]

Le denunce di Bossi a proposito della motonave Monica minacciavano appunto
di essere l'innesco adatto a fare arrivare tali verità al grande pubblico.
E furono soffocate sul nascere, per non riprendere più, perché
l'avvertimento di stampo mafioso era stato recepito. Certo che qua in Italia
è facile. Pazienza per i tre-quattro giorni immediatamente successivi
all'omicidio Biagi, quando non c'era spazio per niente altro. Ma dopo
qualche protervo avrebbe potuto tornare sull'argomento, invece silenzio di
tomba. Da Bossi che io sappia non più una parola sui clandestini curdi e
meno che mai sui mandanti turchi. Chissà come andarono le cose quel giorno
21 dopo il delitto, quando Bossi ebbe quella scorta che prima aveva sempre
rifiutato: la chiese lui, o tornarono ad offrirgliela? I turchi si
abbandonarono anche all'irrisione: una decina di giorni dopo, accertato che
l'Italia era sempre la solita serva scimunita, da prendere solo a calci in
culo, comunicarono alle Agenzie del mondo che i loro Servizi Segreti
avevano scoperto non una, ma altre quindici navi cariche di clandestini in
viaggio per l'Italia (Resto del Carlino del 30/3/2002, pag. 15). Una balla,
ma anche un messaggio per dire: Se continui a seccarmi, Italietta, io i
clandestini curdi te li mando a flotte, altro che la Monica. Qualcuno ha
ipotizzato un collegamento fra l'omicidio Biagi e il caso di Michele Landi,
l'esperto informatico trovato impiccato nella sua casa di Guidonia
Montecelio vicino Roma il 5/4/2002, un caso inizialmente annunciato come
suicidio ma poi dimostratosi di omicidio. Un collegamento non impensabile:
Landi, che aveva eseguito perizie nei casi D'Antona e Geri (un giovane
prima accusato dello stesso delitto D'Antona e poi risultato innocente),
era stato consultato anche per il caso Biagi, non solo, ma da qualche
giorno si stava vantando con gli amici di avere fatto una scoperta
importante, lamentandosi nel contempo di sentirsi spiato, seguito; potrebbe
ad esempio, si dice, aver scoperto da dove era stato inviato il messaggio
e-mail con la rivendicazione del delitto. Io credo proprio che sia
l'ipotesi esatta: Landi dovrebbe essere stato ucciso perché aveva scoperto
di dove era stato spedito quel messaggio. Fosse così saremmo nuovamente in
presenza di una rivendicazione malaccorta, che si tradisce: prima fanno una
falsa rivendicazione cartacea ma sbagliano la stella delle BR, poi allora
ne fanno una ultra tecnologica ma si fanno scoprire da dove la mandano. Un
doppio errore strano sì, ma con quel che di bizzarro che lo rende
credibile. Da dove potevano mai avere mandato quel messaggio? Era certo un
luogo che immediatamente aveva dato a Landi la sensazione di avere fatto
una scoperta grande, e pericolosa. Come si fosse trattato, che so, di...
un'Ambasciata. Di una grande, importante Ambasciata di Roma.

John Kleeves
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MessaggioInviato: Ven Lug 17 2015, 23:24:45    Oggetto:  
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Poi ho scoperto che la teoria Kleevesiana aveva un curioso sostenitore:


http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/1245949/Grasso--il-lapsus--confonde-D-Alema-con-D-Antona.html


https://www.youtube.com/watch?v=gChFujG7b8E

http://www.italiaincrisi.it/2013/05/21/lapsus-di-grasso-dice-massimo-dalema-invece-di-massimo-dantona/
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MessaggioInviato: Dom Ago 02 2015, 16:33:41    Oggetto:  
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Carlo Tecce 'Il Fatto Quotidiano'
...Il primo marzo (2014 ndr), un sabato, il giovane esecutivo si godeva un giovane fine settimana: palazzo Chigi deserto, centralini sotto assedio, vampe di guerra in Crimea, ansie diplomatiche. Ma l’Italia non interviene, neanche una parola.
Il 2 marzo, una domenica, Matteo Renzi riunisce i ministri a Palazzo, posto riservato alla titolare degli Esteri, la fidata (da poco) Federica che ha strappato l’incarico a Emma Bonino, nonostante le preferenze di Giorgio Napolitano. Colloqui rapidi e un comunicato interlocutorio, talmente evanescente che a Bruxelles (e soprattutto a Washington) non capiscono la posizione di Roma. Palazzo Chigi non evoca sanzioni economiche per Mosca, non indossa l’elmetto (simbolico) e consegna all’Unione Europea i suoi generici timori: “La Russia rispetti la sovranità ucraina”.
 
Sempre il 2 marzo, di sera, Barack Obama fa un giro telefonico per l’Europa, carezza l’amica Londra, blandisce Berlino, Varsavia e Bruxelles. Italia ignorata. Al secondo giro, sabato 8 marzo, tocca a Renzi. E la Mogherini, chiamata telefonista per la capacità di rispondere a Matteo e di indirizzarlo nel mondo, che fa? Professa dialogo, non considera ritorsioni (in denaro) contro Mosca, poi va a Bruxelles e si corregge...


Il 2/3/14, la notte in cui muore Riccardo Magherini, Obama chiama tutti i principali partners europei tranne l'Italia.
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MessaggioInviato: Mar Ago 25 2015, 15:02:54    Oggetto:  
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Un aiuto. Fraterno.

Ps1 C'è da dire, onestamente, che nella stessa pagina fb, più in basso, c'è una schermata precedente senza numeri significativi. Quindi questo potrebbe essere puro caso.

Ps2 per i non loggati: qui c'è una foto.
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MessaggioInviato: Dom Set 20 2015, 11:17:42    Oggetto:  
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Morto, in un incidente stradale il volontario della Croce Rossa Italiana Che soccorse per primo Riccardo Magherini, a Novembre avrebbe dovuto deporre al processo per la morte di Magherini.
L'incidente motociclistico era avvenuto il 2-8-2015 sulla SGC FI-PI-LI, altezza uscita Lastra a Signa. Non sono riuscito a trovare nessun accenno alla dinamica dell'incidente, nessun articolo ne parla, anche il tenace giornalista d'inchiesta Matteo Calì (premio Zamperini per 'raccontate la mia storia'), ha scritto giusto poche righe per ricordare la morte di uno dei protagonisti della sua premiata inchiesta, nessun accenno di indagine sulla dinamica dell'incidente. Link qui:
http://www.ilsitodifirenze.it/content/612-caso-magherini-morto-volontario-croce-rossa
Perini è morto dopo 23 giorni di degenza in ospedale, dove le sue condizioni sono progressivamente peggiorate.



Link: http://www.lanazione.it/firenze/morto-soccorritore-magherini-maurizio-perini-1.1247042



Citazione:

Morto in un incidente il volontario della Cri che soccorse per primo Riccardo Magherini

Si chiamava Maurizio Perini ed era imputato nel processo per il decesso in strada dell'ex calciatore



Firenze, 26 agosto 2015 - Ha lottato finché ha potuto, dal giorno dell’incidente fino a ieri mattina. Ma ora dopo ora, le sue condizioni sono diventate sempre più disperate. Il cuore di Maurizio Perini, 48 anni, giardiniere del Comune di Firenze e volontario della Croce Rossa (era imputato al processo per la morte di Riccardo Magherini) ha smesso di battere nonostante l’impegno dei medici e l’affetto di chi gli voleva bene, tra cui i suoi tre figli. Fatale è stato l’incidente con la moto avvenuto il due agosto scorso, sulla Fi-Pi-Li, all’altezza dello svincolo di Lastra a Signa.
Erano i giorni del nubifragio che ha messo in ginocchio Firenze e in particolare il Quartiere 2, e Perini non si era certo risparmiato per portare soccorso alla gente e restituire in fretta un aspetto normale ai nostri giardini sconquassati dalla devastazione. La sera, poi, dopo una giornata in prima linea, il maledetto incidente. Da allora è iniziato il suo calvario in ospedale, un’altalena di interventi tra speranza è disperazione. Ieri mattina, Perini se n’è andato. E se n’è andato senza poter chiarire cosa successe la notte del 3 marzo dell’anno scorso, quando, da capo squadra dell’ambulanza di volontari, intervenne per primo in soccorso di Magherini arrestato dai carabinieri.
“Mi dispiace per quello che è successo, era una brava persona”, dice Guido, il papà dell’ex promessa viola Riccardo Magherini, ricordando che Perini “era venuto subito da noi a farci le condoglianze per quello che era accaduto”. Agli atti del processo, che ricomincerà a novembre, resta la sua deposizione alla polizia giudiziaria e la sua voce, incisa nei nastri del 118, con cui chiede l’arrivo di un n medico per salvare Magherini.
Stefano Brogioni
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MessaggioInviato: Dom Set 20 2015, 15:48:52    Oggetto:  
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Dopo la morte di Maurizio Perini, test chiave del caso Magherini, faccio un riassunto dell’intera faccenda:

I
Dinamica dell’uccisione di Riccardo Magherini

Nell’intera dinamica che ha portato alla morte di Riccardo Magherini ci sono almeno due fasi: una di ‘preparazione’ della vittima, in cui Magherini è stato alterato e portato a temperatura, mentre la macchina che gli girava intorno lo conduceva lentamente in San Frediano. E una seconda fase, quella dell’esecuzione proprio in San Frediano, camuffata da goffo tentativo di cattura di un soggetto drogato e potenzialmente pericoloso.
Nella prima fase Riccardo Magherini è stato sicuramente drogato. Può essere successo a cena, senza che necessariamente i proprietari del locale, amici del Maghero, ne siano responsabili o addirittura a conoscenza. Può essere successo nel bar dell’albergo dove risiedevano i clienti di Riccardo, dove pare che abbia bevuto qualche bicchiere, e dove oltretutto potrebbero essere successe delle cose strane: si dice che Magherini abbia sentito una coppia scopare nella toilette al piano dell’albergo. Sono convinto che Magherini sia stato drogato per una serie di motivi: a) perché è una procedura nella quale i nostri servizi sono ineguagliabili; b) perché fa parte di un protocollo per mandare in confusione una persona (esponendola poi a circostanze assurde o stranianti: i due che scopano nella toilette accanto a quella che Riccardo usa per i propri bisogni potrebbe essere un buon inizio); c) perché lo stesso Riccardo si sentiva alterato, come febbricitante, sensazione che non avrebbe provato se avesse assunto droga di propria volontà; d) perché è un buon modo per lasciare tracce di tossicità nel sangue di una persona.
Sempre in questa prima fase, Magherini avrebbe avuto un alterco con una Guardia Giurata* che potrebbe averlo minacciato di morte o potrebbe addirittura avergli detto che quella sera sarebbe morto, e per mandarlo completamente in confusione potrebbe avergli sparato un colpo di pistola a salve sul torace (ecco, forse, perché Magherini si toccava il petto). Poi questa fase di ‘cottura’ di Riccardo Magherini ha un buco temporale di cui sappiamo poco o niente. Di sicuro avrà avuto molte persone intorno, tutte del network che era stato messo in moto per mandarlo in confusione fino al panico. Credo che fosse previsto anche una specie di itinerario, utile al messaggio simbolico che la morte di Magherini doveva contenere, che doveva partire dal Lungarno Vespucci, per poter permettere la prima telefonata ai Carabinieri da parte di qualche interno del Consolato Americano, Consolato che si trova su quel lato del fiume, per poi terminare sul lungarno della Rosa (per rendere il messaggio inconfondibile), dall’altra parte del fiume. Il fatto che poi l’epilogo sia avvenuto in piazza del Cestello credo che dipenda dal fatto che Magherini, ad un certo punto, ha cominciato a capire che sia il taxi che le auto private lo stavano portando dove volevano loro ed è saltato da un’auto all’altra fino ad andarsene via a piedi.
La seconda fase, quella della cattura e dell’uccisione Magherini, coincide con l’arrivo dei Carabinieri. Se leggete il libro di Matteo Calì, noterete come anche l’intervento delle prime due volanti accade in modo molto strano, non sto qui a riscrivere il passaggio del libro, che potrete consultare voi stessi, ma sembra proprio che almeno una di queste volanti fosse già pronta ad intervenire (guarda caso proprio in lungarno Santa Rosa) nonostante non fosse quella la sua zona d’azione, e che in quella volante ci fosse del personale sostitutivo che in sostanza non sarebbe dovuto essere lì. Intorno a Magherini ci sono le stesse auto (auto bianche e auto nere) che lo hanno avvicinato sul ponte vespucci, e anche altre, testimoni dicono che Magherini si lamentasse di essere seguito. Quando Magherini si trova davanti ai Carabinieri e viene atterrato da questi, la situazione in San Frediano è la seguente (potete controllare i filmati):
- In Via san Frediano oltre al punto dove è stato atterrato Magherini (direzione p.za dei neri, per intenderci), C’è l’auto dei carabinieri più un’auto nera a restringere la carreggiata (una o due persone ferme nel restringimento della carreggiata).
- Sempre in Via san Frediano, subito prima del punto di fermo di Magherini c’è il Doblò bianco a restringere la carreggiata con gli sportelli aperti e la ragazza che lo guidava nello spazio di restringimento.
- 50 metri più giù (direzione s.spirito), altra punto nera a restringere la carreggiata con sportello aperto e persona ferma sul restringimento di carreggiata.
- Nell’imbocco di vicolo del Cestello, qualche metro oltre il doblò bianco, c’è un’alfa bianca a restringere la carreggiata e si vede una persona che va avanti e indietro (non trovo più il video dove si vedeva la stessa persona stare proprio all’imbocco della strada, poi allontanarsi lungo via del cestello e poi ricomparire. Nel filmato che si trova adesso su youtube, sempre e solo uno, si vede una coppia ferma all’imbocco di Via del Cestello, accanto all’alfa bianca)
Mentre i Carabinieri uccidono Magherini schiacciandogli il torace sul selciato (mentre un Magherini incredulo chiede aiuto, urla di avere un figlio, di chiamare un’ambulanza, che gli vogliono sparare e di raccontare questa storia assurda) , c’è un ragazzo con il cappellino (il pizzaiolo?) che si preoccupa di raccontare, ai pochi passati dai blocchi ed alle persone in terrazza, che ‘non avete idea di che cosa ha combinato’, ovviamente riferito al Maghero.
Una cosa così non si mette in piedi per una faccenda di corna. Era la notte tra il 2 ed il 3 Marzo 2014.

II
Contesto: i giorni del caos a Kiev.

Quando è stato fatto il governo Renzi me lo ricordo piuttosto bene. Un nodo era il ministro degli esteri: Napolitano voleva la Bonino, che è una donna molto capace, conosce anche l’arabo, è un personaggio che si muove bene in ambito internazionale ed ha la rosa all’occhiello. Renzi ha insistito per Federica Mogherini (probabilmente per avere accanto una personalità meno ingombrante della Bonino, e per il lavoro di introduzione della Mogherini stessa nei circoli che contano che da tempo stava facendo), una iscritta al PD con un curriculum molto breve, ma che era già stata recentemente introdotta ai circoli politici internazionali ed aveva già partecipato ad alcune visite alla casa bianca in vesti informali. Per Napolitano e per molti, comunque, un boccone piuttosto duro da mandar giù: le foto con Arafat, il curriculum inesistente e soprattutto un blog personale dal quale trasparivano scetticismi sulla lettura mainstream della situazione in Ucraina, unito alla dichiarata intenzione al dialogo con la Russia di Putin, facevano della Mogherini una preoccupazione per molti. Basta leggere i giornali di quei giorni, in questa pagina un liveblog della crisi ucraina link: http://www.repubblica.it/esteri/2014/03/21/news/ucraina_ue_altri_12_nomi_in_lista_nera_liveblog_barroso_se_escalation_conseguenze_pesanti-81503750/ . Comunque la Mogherini diventa ministro il 21 Febbraio 2014, proprio quando siamo sull’orlo di una guerra, e c’è una tensione fortissima tra Russia e blocco occidentale, fra Obama e Putin. Come abbiamo già visto, in quegli stessi giorni la Mogherini non si è mai apertamente schierata con il fronte occidentale per le sanzioni a Putin, ha sempre parlato della situazione a Kiev come di un complesso ‘gioco di specchi’ (come era e com’è) e di situazione complessa che necessitasse, soprattutto, di dialogo. Questo atteggiamento, oltre a risultare fumoso (che vuol dire dialogo? Applichiamo le sanzioni o non le applichiamo? non applicarle significherebbe che l'invasione della Crimea non è un’invasione?) indeboliva la fermezza del resto del blocco occidentale. Oltretutto questo nuovo ministro era un’incognita anche in previsione di una politica futura: questa Mogherini è con noi o contro di noi? Ancora non si capiva bene (poi capiranno che è ‘con loro’ e gli daranno il 'ministero europeo’), serviva una scelta decisa. Il 3 Marzo si teneva il Consiglio Ue Affari esteri sull’Ucraina (dove anche la Mogherini avrebbe dovuto relazionare), la Domenica del 2 Marzo, Renzi ed i suoi ministri si riuniscono in parlamento per trovare una linea sull’affare Obama-Putin e sulla crisi in Ucraina. Il 2 sera Obama chiama più o meno tutti i principali partners europei, tutti quelli dichiaratamente sanzionatori, ma non chiama l’Italia. La notte fra il 2 ed il 3 Marzo 2014 viene ucciso Riccardo Magherini con i metodi che abbiamo illustrato: è un avvertimento per la Mogherini. Il giorno dopo la Mogherini tiene duro e professa il dialogo con la Russia (non sono solo questioni politiche, ovviamente, ci sono aziende che collaborano con la russia, c’è il gas russo etc.). Mantiene questo profilo per altri cinque giorni poi inizia la sua repentina conversione interventista.
Quindi la notte tra il 2 ed il 3 Marzo 2014 cade proprio al centro della crisi Ucraina, proprio la sera prima del Consiglio UE Affari Esteri sull'argomento, e proprio quella notte viene ucciso un quasi omonimo del Ministro degli Esteri Mogherini. E il tutto con una serie di riferimenti molto precisi alla Mogherini ed alla faccenda Ucraina, sembra veramente un modo per fare pressione su di lei:
La Mogherini è un ministro di Renzi, il fiorentino ex sindaco di Firenze. Magherini è di Firenze.
La Mogherini vuole un dialogo con la Russia. Nella morte di Riccardo Magherini ci sono tutti questi riferimenti al fatto che fosse a ‘dorso nudo’, i Carabinieri i cui proverbiali errori sono spesso molto indicativi, scrivono addirittura di come Magherini fosse a 'd’orso nudo’. Dorso, d’orso: l’orso è il simbolo della Russia, e la parola ‘orso’ deve uscire fuori dal caso Magherini in modo completamente forzato e artificiale: riccardo non era nemmeno a dorso nudo, aveva una maglietta. Carabinieri, giornalisti di regime e volontari della Croce Rossa (o della Rossa Croce) non parlano che di dorso e d’orso, perché?.
L’intero blocco occidentale ed atlantico chiede una decisione netta al Ministro Mogherini. La prima chiamata ai Carabinieri, per denunciare Magherini, viene ‘Dal Consolato Americano’.
Magherini, nei verbali medici, viene dichiarato morto il 3 alle 3. 33 è il sigillo della massoneria, che è ormai una mafia internazionale.


III
Depistaggio

Il giornalista che svolgerà l’unica inchiesta sul caso Magherini è un giovane cronachista fiorentino, dichiaratamente di destra, che si chiama Matteo Calì. Ho già detto che il cognome si presta ad indicare certe forze oscure (khalì), e alle massonerie piace tanto giocare con i nomi, pensate che uno dei Carabinieri che hanno ucciso Riccardo Magherini si chiama Corni, e l’inchiesta di Matteo Calì sembra portare tutta questa faccenda proprio sui corni e sulle corna: quando si dice il caso. Calì infatti non crea un depistaggio totalmente fumoso ribaltando i fatti e modificando gli accadimenti, sposta semplicemente di qualche millimetro i binari su cui si muove l’intera inchiesta, e facendo così manda lo stesso treno, senza bisogno di camuffarlo o di cambiarne i connotati, completamente da un’altra parte. In suo aiuto sono scese in campo addirittura ‘Le Iene’, cioè la finta contoinformazione di regime. Il suo libro ‘raccontate la mia storia’, contiene moltissimi documenti reali e concentra lo sforzo proprio su quei minuti di buco nella ricostruzione della vicenda Magherini, dei quali sappiamo poco o nulla. La tesi delle corna e della possibilità che un importante Carabiniere abbia deciso di vendicare il proprio onore nel modo che abbiamo visto non è nemmeno scritta per esteso, ci sono nel libro giusto un paio di meme che devono poi lavorare autonomamente come un tarlo nella mente dei lettori: un riferimento ad un ‘ciondolo’ (riferimento dal richiamo sessuale, oltretutto, che potrebbe essere il link tra Magherini ed una donna), ed il fatto che qualcuno (ma questo lo sostiene solo Calì e quello delle Iene) abbia sentito dire a Magherini ‘Gli ho trombato la moglie’, riferito ad uno dei Carabineri che si è trovato davanti in Borgo San Frediano. D’altra parte se si dovesse scegliere di portare l’inchiesta verso una debolezza di Magherini, il sesso (oltretutto sano e felicemente praticato) sembra essere l’unica inclinazione di Riccardo a creare un appiglio possibile, in una vita piuttosto ben integrata, socialmente felice e senza grandi storture. Un bar della zona frequentato da Magherini, e gestito da una bella signora, e che risulta frequentato da polizia e carabinieri, è la location delle pruderie investigative di Matteo Calì. Il giornalista tende poi a scaricare i volontari della Croce Rossa di qualsiasi responsabilità, ma attacca duro contro i Carabinieri. L’impressione che ho avuto è che questi Carabinieri siano gli unici a dover essere sacrificati nell’intera vicenda, anche perché in virtù del loro ruolo non possono ricevere pene troppo pesanti. E’ apprezzabile lo sforzo di Calì di mantenere tutta l’inchiesta su dati reali, inserendo semplicemente le incognite del ‘ciondolo’ e del ‘gli ho trombato la moglie’. Ci sono poi altre cose: un bossolo di proiettile trovato sul ponte Vespucci (se ricordo bene) e una lite sempre sul ponte, ma vi invito a comprare il libro di Calì per farvi voi stessi un idea. Credo che il Libro ‘raccontate la mia storia’ abbia già vinto un premio per il giornalismo di inchiesta, e questo gli fa onore.

IV
Morte di Maurizio Perini. Gli altri volontari sono avvertiti.

La morte del volontario della Croce Rossa Maurizio Perini è stata una brutta scoperta che ho fatto questa mattina su internet. Incidente in moto, il 2/8/15, non si conoscono le dinamiche della caduta o dello scontro. Non si sa se sono state coinvolte altre moto o auto o camion. Niente. Sappiamo che Maurizio Perini, un testimone chiave del Processo per la Morte di Riccardo Magherini, è morto il 25/8/15 dopo 23 giorni di ricovero in ospedale. Anche il titolare della premiata inchiesta sul caso Magherini ha scritto solo poche righe dopo la morte del Volontario. Nessuna indagine sulle cause, nessun interesse o nessun elemento di interesse da scrivere nel suo spazio giornalistico. Su internet sembra impossibile trovare riferimenti o articoli relativi all'incidente di Perini ed alla sua dinamica, anche perché pare che lo stesso giorno, sulla stessa strada, la Fi-Pi-Li, ci sia stato un altro incidente mortale di grosse proporzioni, che ha coinvolto un TIR e alcune auto, e che ha preso tutto lo spazio dei giornali e della cronologia di google.
Perché il 'premio Zamperini' al giornalismo di inchiesta e unico titolare dell'indagine giornalistica sul caso Magherini, il signor Calì, non ha fatto una indagine sulle dinamiche dell'incidente che ha causato la morte di Perini? Perché non ci ha spiegato se l'incidente è stato causato o ha coinvolto altri mezzi, o se è stata una semplice caduta di Perini? Perché non ha chiesto le immagini dell'incidente alla polizia stradale? Perini è morto dopo 23 giorni di degenza in ospedale: il 'premio Zamperini' Matteo Calì è stato a parlare con i medici che lo avevano in cura? Sicuramente l'incidente di Perini è stato una fatalità, ma proprio per fugare ogni dubbio sarebbe stato opportuno farsi delle domande, indagare.
Anche Claudia Matta, l'altra volontaria della croce rossa, ha avuto un incidente con il motorino, e proprio mentre stava andando in tribunale per essere interrogata. Una cosa da niente, dopo una settimana ha avuto comunque l'occasione di depositare la sua testimonianza in tribunale.

*Le Guardie Giurate sono molto infiltrate e fanno parte del network. Tutti i servizi che, per la loro specificità, possono maneggiare pistole, ma che soprattutto possono avere accesso alle chiavi di appartamenti o uffici, ed ai sistemi di allarme di questi, sono utili al network. Anche le società che installano sistemi di allarme, tipo Safety&Privacy (poca safety e poca privacy), lo sono.


Ultima modifica di umbertoeco il Mar Mar 08 2016, 07:43:46, modificato 8 volte in totale
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MessaggioInviato: Gio Set 24 2015, 16:39:49    Oggetto:  Firenze, Lungarno santaRosa
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visito saltuariamente questo blog, ho vissuto qualche anno a Firenze proprio nei luoghi descritti, San Frediano, Santo Spirito, mi sono trovato anni fa davanti a questa cappella votiva che si trova all' angolo con lungarno soderini; in questa immagine precisamente

Saluti
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MessaggioInviato: Lun Nov 02 2015, 15:08:29    Oggetto:  Maurizio Perini
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Articolo sulla morte di Perini. 'La Nazione' (foto):
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MessaggioInviato: Mar Gen 26 2016, 15:15:30    Oggetto:  Ad Agostino piace ORDER OF MALTA
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Agostino della Porta, Vincenzo Corni, Stefano Castellano, Davide Ascenzi sono i quattro carabinieri coinvolti nella morte di Riccardo Magherini. Questa schermata presa dal Facebook di Agostino 'pistolero' Della Porta l'ho trovata nelle news sull'omicidio Magherini. Era li per una polemica sulle inclinazioni fasciste dell'appuntato Della Porta. Io trovo più significativo il suo like all' Ordine Di Malta. Niente di ché: per molti lo SMOM (Sovrano Militare Ordine di Malta) non è che una specie di Croce Rossa (che però è militare, è sovrano, è massonico, è Rosacrociano, è alla Cecchignola, è al 235° Piceno etc.). Ad Agostino piace.
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MessaggioInviato: Gio Giu 16 2016, 17:07:50    Oggetto:  Sempre dal Facebook di Agostino Pistolero Della Porta
Descrizione: Sempre a proposito di RosaCroce, Templari e massoni:
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Oltre all'ordine di Malta ad Agostino piacciono anche i Templari:
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