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Muore recitando Giuda alla via crucis
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Paolo Franceschetti

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MessaggioInviato: Sab Feb 14 2009, 06:14:37    Oggetto:  Muore recitando Giuda alla via crucis
Descrizione: Un articolo del 2000
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Non è proprio un delitto recente... ma NOTATE LE DATE E LA PAGINA DEL CORRIERE



Muore recitando Giuda alla Via Crucis
Giovane resta impiccato, choc vicino a Roma. Gli amici: troppe strane fatalità. «L' ho visto, ma pensavo che avesse i piedi a terra»

Muore recitando Giuda alla Via Crucis Giovane resta impiccato, choc vicino a Roma. Gli amici: troppe strane fatalità DAL NOSTRO INVIATO CAMERATA NUOVA (Roma) - I suoi amici, adesso, dicono che è morto «come un povero Cristo». Anche se, nella Via Crucis di sabato sera, gli avevano affidato la parte di Giuda Iscariota. L' apostolo traditore. Quello che vende il Messia per trenta denari. E che poi, pentito, va a impiccarsi. L' albero, esile e con i rami senza foglie, è dietro un grosso cespuglio, a destra, sul prato che sale ripido verso il bosco. Le tre croci sono a non più di trenta passi. Nell' erba, decine di accendini abbandonati. La gente del paese e i fedeli giunti dalle vicine contrade hanno cercato di fare luce. Di vedere meglio. Ma era tutto vero. Renato, a quell' albero, pendeva impiccato sul serio. Gli accendini sono caduti quando la gente ha cominciato a disperarsi, a piangere e pregare, a bestemmiare, a correre verso l' ambulanza. Renato Di Paolo è morto all' ospedale di Avezzano. Aveva 23 anni. Si era fatto crescere un filo di barba per essere un Giuda più credibile. Una sua amica gli aveva poi procurato la tunica a righe orizzontali rosse e nere. Il fratello Angelo, di due anni più grande, era invece avvolto da un telo bianco: recitava il ruolo del ladrone che viene crocifisso alla destra di Gesù. Ma pure Angelo, come tutti, non si è accorto che Renato era immobile, appeso a quel ramo. L' albero, dopo essere stato rapidamente inquadrato dal fascio di luce di un faro portatile, è rimasto nel buio della notte. L' attenzione delle oltre duecento persone presenti era attirata da ciò che accadeva intorno alle tre croci. Per almeno venti minuti, nessuno ha guardato verso l' albero dove Renato stava agonizzando. Tutto è tragicamente evidente in due filmati amatoriali, già mandati in onda da alcuni telegiornali e sequestrati dal magistrato che conduce le indagini sull' accaduto, il sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Roberto Staffa. Renato, con il cappio al collo, avrebbe dovuto tenersi in bilico su di un sasso. E' una questione di centimetri. Ci sono testimoni che l' hanno visto scivolare giù dal sasso. Forse il sasso era scivoloso per l' umidità. Forse la corda era troppo corta. O forse Renato è stato colto da un malore. «Ma sarebbe curioso. Giocava al pallone, era in forma». La gente dice anche che «è una tragedia piena di strane fatalità». Renato aiutava il padre Alfredo, guardia forestale in pensione, che ha una piccola bottega da falegname. E' lì dentro che sono state costruite le tre croci. Fabrizio Roncone LA TESTIMONIANZA «L' ho visto, ma pensavo che avesse i piedi a terra» DAL NOSTRO INVIATO CAMERATA NUOVA (Roma) - Il paese è piccolo. Gli abitanti sono poco più di 400 e molti, sabato sera, hanno partecipato alla rappresentazione della Via Crucis. Il signor Alberto D. era vicino a Renato Di Paolo. «Sì, gli ero accanto proprio quando si è avviato verso l' albero». Cosa ricorda? «Che c' era un clima di grande religiosità. Le preghiere dei fedeli quasi sovrastavano la musica di sottofondo». E poi? «Renato era molto concentrato. So che, nei giorni passati, aveva provato più volte la parte. Ma è successo tutto abbastanza velocemente: così, a un certo punto, l' ho sentito pronunciare la sua breve battuta e poi l' ho visto prendere la corda e infilare la testa nel cappio». Era in bilico su quel sasso? «Sì, certo. E c' è rimasto per alcuni secondi, credo non più di trenta». Quindi? «Ci siamo voltati tutti, ma per istinto, giuro per istinto, seguendo il fascio di luce che è andato a illuminare la scena della crocifissione di Gesù». Lei, a quel punto, non ha più guardato verso Renato? «Con la coda dell' occhio, distrattamente, ricordo di averlo visto scendere dal sasso». Scendere? «Beh, a me ha dato questa sensazione. Scendere o scivolare: ma, ecco, ero convinto che fosse rimasto con i piedi sull' erba». Oggi, ad Avezzano, il corpo di Renato Di Paolo verrà sottoposto a esame autoptico. I funerali, probabilmente, domani. Fa. Ro. LA VICENDA IL PAESE Camerata Nuova è un paese di 400 abitanti, in provincia di Roma LA PROCESSIONE Quest' anno era stata ripristinata la processione della Via Crucis, che da molti anni in paese non veniva più rappresentata «GIUDA» Renato Di Paolo, 23 anni, artigiano, calciatore a livello dilettantistico, recita la parte di Giuda. Al momento dell' impiccagione, sale su un sasso e infila la testa nel cappio, appeso a un albero. L' albero è bene illuminato da un fascio di luce. La luce poi si sposta versa la scena che ospita le tre croci, che sono state costruite proprio nel laboratorio del padre di Renato LA TRAGEDIA E' in quei momenti, quando l' albero rimane nell' oscurità, che succede qualcosa: probabilmente Renato, finita la sua recita, scivola dal sasso nel tentativo di liberarsi del cappio e resta strangolato. Improbabile l' ipotesi di un malore che gli abbia fatto perdere i sensi. Nessuno ha notato nulla, neppure suo fratello, che partecipava alla processione

Roncone Fabrizio


Pagina 17
(25 aprile 2000) - Corriere della Sera
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MessaggioInviato: Sab Feb 14 2009, 06:14:37    Oggetto: Adv





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MessaggioInviato: Lun Feb 16 2009, 15:19:18    Oggetto:  
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Quel ragazzo lo conoscevo conosco il fratello,ricordo che il fatto fù strano un fulmine a ciel sereno avvenne nel periodo di pasqua dove in tutti i paesi tra lazio e abruzzo si fanno rappresentazioni della via crucis il venerdì santo.
Posso testimoniare che era in forma ( era anceh bravo a giocare ) è stato mio avversario molte volte il fratello ancora lo è. Ricordo che appena avvenne il fatto sembrò comunque strano nessuno riuscì a dare una completa spiegazione certo a quel tempo la conoscenza di come avvengono le morti non l 'avevo .
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