Poteri occulti

Nuovo ordine mondiale - I governi nascosti non funzionano - www.marioragagnin.net

Mario Ragagnin - Mar Apr 26 2011, 09:32:48
Oggetto: I governi nascosti non funzionano - www.marioragagnin.net
LA RESPONSABILITA’ DELLE ASSOCIAZIONI DI ÉLITE

Le associazioni culturali e di élite cercano di essere il cervello
dell’umanità, oggi mancante

Le associazioni di élite (Massoneria, Rotary, Lions eccetera) rivelano
quello che gli intellettuali cercano inconsciamente di essere: il cervello dell'umanità.
Le associazioni di élite, e le culture in genere, cercano di rimediare alla
unilateralità dispersiva degli specialisti accademici.
Le ramificazioni dei campi culturali, punto di arrivo della fase di
espansione dell’universo umano, tendono a realizzarsi pienamente col riconvergere (tramite l’unione dei loro rappresentanti) alla matrice originaria unitaria; che rappresenta il completamento di ciascuna, anche ai suoi fini attuali.
Ogni campo è unilaterale e ha bisogno degli altri, complementari
indispensabili per la realizzazione di sé stesso.
Le associazioni di élite ritengono di essere i cervelli dell'umanità.
E lo sarebbero se la cultura fosse quello che dovrebbe essere e si crede sia.
Sarebbero gli embrioni del cervello che si va formando.
Ciò intanto dimostra che il cervello non c'è, e che l'umanità si regola
con contrapposizioni di forza macroscopica, tentativi esteriori di riequilibrare le
situazioni con l’ immobilizzarle.
Ma poi tali autopretesi cervelli non sono collegati all'organismo,
all'umanità, loro corpo. Perciò non funzionano neppure da cervelli.
Tutte le associazioni culturali sono potenzialmente di élite; ma, per
essere riconosciute come tali ed avere successo, devono ritrarsi dall’ambito
circostante. La cultura è ciò che sorge in contrapposizione alla situazione esistente, sempre sbagliata e insufficiente. Dovrebbe poi ritornare alla realtà da cui è partita, a completarla e a riordinarla. Invece si ferma a metà strada, perché le nostre possibilità ci permettono di fare solo piccoli passi, che non corrispondono all'esigenza delle cose. E intanto ci si dimentica del perché si è partiti.
La teoria, per essere quello che intende anche solo dal suo punto di
vista, deve essere applicabile alla pratica, alla realtà, alla vita. I “services” sono
surrogati di ciò; perché fanno credere di essere la funzione che la cultura dovrebbe avere, di soluzione del mondo.

Solamente le associazioni di élite oggi racchiudono in sé stesse la ragione e il potere
Le associazioni di élite si alimenteranno di forze nuove, di idee creative, prodotte dallo slancio a finalità universali, proprio delle associazioni spontaneiste.
Analogamente a come cominceranno a fare anche le associazioni di base (su loro indicazione).
Promuoveranno le iniziative delle persone in vista dell'unità umana. Tutti i mille
particolari problemi cominceranno a risolversi solo così, e fin dall'inizio della nuova prospettiva.

Mario Ragagnin

Anubi - Mar Apr 26 2011, 22:55:18
Oggetto:
Ragagnin
sarà sicuramente un mio limite,ma sai che non ci arrivo?

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Anonymous - Mar Apr 26 2011, 23:28:19
Oggetto:
La conoscenza è potere e il potere logora la mente.......annebbia i buoni propositi..... le associazioni culturali e d'elite dovrebbero limitarsi a fare le sagre!!!!!!
WernerLordwod - Mer Apr 27 2011, 00:17:20
Oggetto:
Ragagnin sto leggendo il suo saggio e lo trovo davvero molto interessante.
Con la globalizzazione non si può più pensare all’esistenza di culture chiuse e isolate. Le culture non sono più forme statiche ma dinamiche e processuali in continuo scambio tra loro. Sono ibride.
Come ben evidenziò anche Edward Tylor, la cultura è “..quell’insieme complesso che comprende conoscenze, credenze, arte, morale, diritto, costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro di una società”

Della Quarta Parte del saggio riporto quanto segue:
"In ogni partito e religione c'è il pensatoio, di coloro che si dedicano
professionalmente alla ricerca della verità, o almeno così si crede. Perché in realtà
questi non fanno altro che cercare argomentazioni per smontare le altre cosiddette
verità. Così la loro verità, rimanendo l'unica sul mercato, trionferebbe: l'ideologia al
servizio del vincitore apparirebbe vera"

Come per una società collettivista o meglio di sinistra, come per una società individualista o meglio di destra, come per una religione, una ideologia serve ad inserire la persona in un pacchetto standard per meglio controllarla e quindi poter sapere come si muove, come pensa, quali saranno le sue mosse.
E' facile poter capire tutto ciò quando una persona nasce e cresce secondo una ideologia dettata da tempo e vista come suprema verità per quella comunità.

Ricordiamo la figura del Cristo, depositario di una nuova verità. Pericoloso per i romani, altrettanto per i rabbini ebrei. Nuova ideologia. Essere incontrollabile.
Oggi dal punto di vista antropologico è facilissimo squadrare una persona.
Come un animale, superiore e dotato di ragione, l'uomo si conforma alle abitudini, alla mentalità, all'abbigliamento e alle strategie di acculturazione del gruppo.
Ogni comunità interpreta il mondo attraverso i suoi strumenti e bisogna osservare le diversità, le trasformazione storiche all'interno di un gruppo, anziché lasciare spazio ad una forma di etnocentrismo che ci fa vedere solo la nostra cultura come la migliore, solo perché vicina e familiare.
Chi non è conforme al gruppo è visto come un pericolo.
Sperimentare la libertà assoluta è sintomo di follia per quel gruppo abituato a chi pensa per esso, alle sue regole.

Al di sopra delle ideologie, c'è la vera libertà. Ma appena parliamo di elìte non facciamo altro che creare attraverso - costrutti mentali stereotipati - un "nuovo gruppo".
E allora cos'è la libertà?
E cos'è la follia?
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