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QUARTA DONNA RITROVATA NUDA E CROCIFISSA VICINO FIRENZE
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Nectanabus

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italy
MessaggioInviato: Lun Mag 05 2014, 13:33:02    Oggetto:  QUARTA DONNA RITROVATA NUDA E CROCIFISSA VICINO FIRENZE
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Si ricomncia?
http://www.corriere.it/
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MessaggioInviato: Lun Mag 05 2014, 13:33:02    Oggetto: Adv





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peppermint

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italy
MessaggioInviato: Lun Mag 05 2014, 20:58:08    Oggetto:  
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Nuda e legata, morta sotto cavalcavia
Testimone: «Era come crocifissa»
Ipotesi di un violentatore seriale
L'anno scorso una prostituta fu violentata e legata con lo scotch nello stessa zona, ma fu ritrovata viva

FIRENZE - Nuda e legata ad una sbarra con le braccia spalancate, «come se fosse crocifissa» ha detto il testimone che lunedì mattina l'ha trovata per primo. Lei si chiamava Andrea Cristina Zamfir, 26 anni, rumena. Uccisa in modo barbaro: dopo una serie di sevizie sessuali, inginocchiata a terra, legata di spalle per poter essere aggredita, nella disperata ricerca di liberarsi come testimoniano le ecchimosi sulle braccia all'altezza dello scotch e lasciata morire così sotto un cavalcavia alle porte di Firenze, in via del Cimitero a Ugnano.

UN ALTRO CASO L'ANNO SCORSO - Lei è morta, ma non è la prima donna ridotta in questo stato e sempre in quella zona. A marzo dell'anno scorso, un'altra ragazza venne soccorsa dai passanti ma fu ritrovata sempre nuda e sempre legata. In altri due casi - con le donne ritrovate sempre vive - si sarebbe avuto lo stesso modus operandi, e i residenti parlano di un continuo via via di prostituzione. Ecco perchè gli investigatori stanno cercando di capire se tra i clienti non ci sia un vero e proprio violentatore seriale che nell'ultimo caso avrebbe anche ucciso. Che possa trattarsi di un maniaco gli investigatori lo deducono anche dalle condizioni in cui è stata trovata la vittima. La donna è stata trovata nuda, indossava soltanto un paio di scarpe da tennis e dei calzini e sarebbe morta intorno a mezzanotte. L'inchiesta è coordinata dal pm Paolo Canessa, lo stesso magistrato che si è occupato del Mostro di Firenze.


CROCIFISSA ALLA SBARRA - La donna era «crocifissa» alla sbarra che impedisce il passaggio alle auto dove finisce l'asfalto con del nastro adesivo da pacchi che le è stato fissato ai polsi. A braccia aperte, fissate lungo la sbarra, il corpo era come inginocchiato a terra. Gli abiti sono stati trovati a circa un chilometro, all'imbocco della strada, insieme alla borsa e ad alcuni effetti personali, quelli che hanno poi permesso di identificare Andrea Cristina.

Nuda e legata, morta sotto il cavalcavia



IL TESTIMONE - Non lontano dal luogo di ritrovamento del cadavere ci sono alcune abitazioni, villette o case a due piani, prima che comincino campi e terreni incolti e, quindi il cavalcavia della A1. L'allarme è stato dato in mattinata da un uomo che passava di lì in bicicletta. «L'ho trovata nuda e legata ad una sbarra orizzontale - ha raccontato - a braccia larghe come se fosse crocifissa». (GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA).

IPOTESI VIOLENTATORE SERIALE - Secondo gli investigatori il modo in cui la donna è stata legata, la crocifissione, è casuale e chi lo ha fatto non aveva in mente alcun fine «simbolico». Esclusa l'ipotesi della rapina, perché lì vicino sono stati trovati vestiti e borsetta. A prendere sempre più piede però, sarebbe l'ipotesi di uno violentatore seriale, un maniaco che colpisce prostitute. Le indagini mirano anche ad accertare un legame con l'episodio di un anno fa quando una prostituta fu trovata, viva, anche lei legata nello stesso luogo dopo essere stata violentata e rapinata.

GLI ALTRI CASI - L'episodio è stato ricordato da una donna che vive nei pressi e che la notte scorsa ha sentito dei lamenti indistinti, ma non è uscita da casa poiché era sola e la zona, ha detto, è spesso frequentata da prostitute e tossicodipendenti. Il precedente risale al marzo dello scorso anno: la prostituta, una donna italiana di 46 anni, denunciò di essere stata immobilizzata, violentata e rapinata della borsa da un cliente, proprio nella stessa strada, in via del Cimitero di Ugnano, nei pressi del cavalcavia sotto l'autostrada A1. All'arrivo dei carabinieri, intervenuti su segnalazione di alcuni residenti allarmati dalle sue grida, la donna era a terra, nuda, i polsi legati con dei lacci a una transenna spartitraffico. Era stata avvicinata dal cliente in via di Novoli, alla periferia nord della città, poi convinta a salire sulla sua auto. Ci sarebbero anche altri due casi con lo stesso modus operandi avvenuti negli ultimi anni, ma le donne sono sempre state ritrovate vive.
05 maggio 2014

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2014/5-maggio-2014/cadavere-donna-legato-sbarra-sotto-cavalcavia-ugnano-223169520242.shtml
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Nectanabus

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italy
MessaggioInviato: Mar Mag 06 2014, 12:42:14    Oggetto:  
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Donna uccisa a Firenze: quel nastro adesivo usato in sei casi sospetti
La testimonianza di una sopravvissuta a un agguato simile:
«Quello che mi ha aggredito era un uomo gentile nei modi»
di Giusi Fasano, inviata a FIrenze
5 L'INCHIESTA
Il luogo del ritrovamento del cadavere di Andrea Cristina Zamfir (LaPresse) Il luogo del ritrovamento del cadavere di Andrea Cristina Zamfir (LaPresse) shadow
C’è un filo nero che lega la morte di Andrea Cristina alla non vita delle altre, di tutte le altre donne perdute del cavalcavia. Si sono salvate, le altre. Dal mostro, dal maniaco, dal violentatore seriale o chiunque lui sia. Vive e disperate, come le ricorda chi le ha soccorse dopo le brutalità che adesso - e soltanto adesso - sembrano avere una stessa regia.
Un anno fa le torture e lo stupro della sbarra toccarono a una donna italiana di 46 anni. Aveva problemi di tossicodipendenza e la ricerca perenne della droga l’aveva portata sulla via della prostituzione. Una sera di marzo adescò un cliente vicino alla zona dell’università. «Era un uomo di mezza età che mi era sembrato gentile nei modi di fare. Ci siamo accordati e lui mi ha portato lì» raccontò lei stessa ai carabinieri dopo essere stata soccorsa. Anche lei era stata legata con il nastro adesivo da pacchi, anche lei era stata denudata, violentata e abbandonata sotto il cavalcavia alla periferia della città.
Quando quel tizio se n’era andato era riuscita a chiedere aiuto e gli abitanti del posto avevano chiamato il 112. Per questo la sua storia e i pochi dettagli che ricordava oggi sono in un verbale. Particolari che adesso possono risultare preziosi. Per esempio la descrizione fisica: «Era un po’ tarchiato, non molto alto, parlava italiano con accento fiorentino, era brizzolato e con pochi capelli» disse la donna. Che raccontò anche della sua richiesta iniziale: 30 euro, tariffa diventata poi più alta «perché lui chiese prestazioni non comuni». Quell’uomo «girava su un’auto furgonata» e «non ha detto niente durante lo stupro». Lei lo vide scappare via e capì che per salvarsi doveva urlare finché qualcuno non l’avesse sentita. La trovarono in fin di vita. Per guarire dalle emorragie interne causate dalle modalità particolarmente violente dello stupro rimase ricoverata per un mese in ospedale.
«Qui c’è qualcuno che si diverte a essere crudele sempre allo stesso modo» dice adesso chi abita a pochi passi dalla sbarra della morte. Ai citofoni delle case fra il cavalcavia e il cimitero hanno suonato più volte donne in difficoltà, per usare un eufemismo. Nude, rapinate, con lividi sul corpo. Hanno urlato la loro disperazione o hanno chiesto aiuto sempre alle stesse porte. Pasquale Checcacci ha ottant’anni. Dice che «io vivo qui da una vita e ricordo che prima che costruissero l’autostrada questo posto era un paradiso, poi è arrivato il cavalcavia e sono arrivati qui sbandati di ogni genere e prostitute».
Lui parla e le sue vicine annuiscono. Lui racconta che «qui se ne vedono di tutti i colori e gli altri ricordano un dettaglio, una di quelle ragazze salvate». La signora Federica giura che «qui è un continuo viavai. Tutte le sere ci sono drogati che hanno trasformato questa zona in un posto invivibile». E per raccontare cos’è un posto invivibile Pasquale mette in fila le cose che ha visto con i suoi occhi: «Già sette-otto anni fa era successo che avevo trovato una donna nel torrente qui vicino. Era nuda e legata ed era stata seviziata, poveretta. Mi ricordo che piangeva e che mi abbracciò stretto. Chiamai i soccorsi e lei si salvò».
È sempre Pasquale a rivelare di un caso successo appena un mese fa. «Come le altre volte c’era una ragazza completamente nuda che all’improvviso si è messa a suonare il campanello disperatamente. Ci ha raccontato che si era appartata con una persona che poi l’aveva buttata giù dalla macchina, dopo aver gettato via i suoi vestiti. Li abbiamo cercati lì intorno al cavalcavia, e ne abbiamo trovato una parte. Abbiamo provato a convincerla a chiamare la polizia ma non volle saperne nulla. Ci ha soltanto chiesto solo se le potevamo prestare i soldi per compare il biglietto della corriera e se n’è andata».
Le ragazze che bussano nude alle porte sono sempre prostitute e spesso (quasi sempre) hanno problemi con la droga. In un caso si racconta di una di loro aggredita con dell’acido muriatico. Ma di denunce non ce ne sono se non quella che riguarda il caso di un anno fa. Anche se, lavorando proprio sul caso di un anno fa, i carabinieri devono aver ricostruito più di una storia di stupro perché sembra che nel decreto delle perquisizioni eseguite fra ieri sera e stanotte si parli di sei casi di violenza sessuale.
Sei donne arrivate a un passo dalla morte, tutte portate in quel posto alla fine del mondo. E tutte arrivate nude e terrorizzate sull’uscio di una casa sconosciuta a implorare aiuto. Tutte tranne la ragazza di ieri. E c’è un ulteriore dettaglio ad accomunare le sei vittime: il nastro adesivo usato per legarle. Sempre lo stesso, dell’azienda ospedaliera Careggi. Un ciclista ha suonato a casa di Pasquale: «C’è un tipo strano e nudo legato alla sbarra sotto il cavalcavia. Forse sta facendo una manifestazione di protesta per qualcosa. Andiamo a vedere...».
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Lizzy

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MessaggioInviato: Gio Mag 29 2014, 11:36:31    Oggetto:  
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Buongiorno, sono nuova del forum e non avendo visto un topic in merito alle presentazioni lo faccio qui.......
Questo caso mi interessa perché vedo delle strane coincidenze con gli eventi del mostro di Firenze....... Potrebbero essere giudicate poche cose ma.......
Prima di tutto il cognome del nuovo mostro, Viti.
Nel caso del vecchio mostro alcuni luoghi delle uccisioni delle coppiette erano vicino a delle viti, e a una delle ragazze era stato messo un tralcio di vite nella vagina.
Poi c'è l'Ospedale di Careggi, da cui proviene l'adesivo usate per legare questa e altre vittime. Lo stesso ospedale in cui furono violate delle salme di donne con una modalità che faceva ricordare il mostro delle coppie.
Secondo me non tutto è chiaro in questa vicenda, anche se l'omicida è stato trovato o consegnato, e l'opinione pubblica tranquillizzata.
Invece i messaggi ci sono, per chi vuole vederli.......
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