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Svevia D'Ardia. 22 anni, famiglia Caracciolo
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Paolo Franceschetti

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italy
MessaggioInviato: Gio Feb 12 2009, 19:28:05    Oggetto:  Svevia D'Ardia. 22 anni, famiglia Caracciolo
Descrizione: "Suicidata"
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E' giallo sulla morte della contessina
Grosseto, indagini sulla morte di Sveva D'Ardia, 22 anni, erede dei Caracciolo. Forse è stato suicidio

Sveva D'Ardia Caracciolo (da «Qn»
MILANO - Un volo fatale di oltre dieci metri. E’ morta così, molto probabilmente suicida, Sveva d’Ardia Caracciolo, 22 anni, figlia del principe romano Ricciardo. L’episodio è avvenuto nella casa di proprietà a Magliano, nel Grossetano, intorno alle 17.30 di mercoledì. Alcuni passanti hanno notato il corpo della giovane riverso a terra nei pressi della piazza della Libertà, nel centro del paese. In particolare, è stata un'anziana donna a notare la ragazza in una pozza di sangue: le sue urla hanno richiamato l'attenzione di altri passanti. Immediatamente è stato dato l'allarme al 112 e al 118, ma quando i soccorritori sono giunti sul posto in elicottero per lei già non c'era più nulla da fare. La giovane è precipitata dall’ultimo piano di uno dei palazzi di proprietà della sua famiglia. Il volo è stato di oltre 10 metri e per la ragazza la morte è giunta probabilmente sul colpo.
IPOTESI SUICIDIO - Le prime testimonianze raccolte dai carabinieri e il sopralluogo all'interno dell'immobile hanno fatto propendere subito per l'ipotesi del suicidio. L'edificio è di quelli di una volta, l'apertura della finestra è profonda tanto quanto sono spessi i muri e per questo motivo è poco probabile che si sia trattato di una perdita di equilibrio. Inoltre la caduta è avvenuta da un appartamento in un fabbricato attiguo a quello usato dalla famiglia come propria residenza: una dependence per gli ospiti che in questi giorni non era utilizzata. Gli investigatori non hanno però trovato lettere o messaggi che possano spiegare un eventuale volontà di farla finita. Fino a pochi minuti prima di perdere la vita, la ragazza era stata in compagnia della madre ne'appartamento di famiglia. Poi aveva deciso di isolarsi. Il padre era invece fuori: stava assistendo alla messa in una chiesetta poco distante.
LE INDAGINI - - Le indagini sono condotte dai carabinieri di Orbetello. La salma di Sveva è a disposizione dell’autorità giudiziaria ma è molto probabile che in queste ore venga riconsegnata alla famiglia. Dopo essersi laureata alla Luiss di Roma, Sveva frequentava un master alla Bocconi di Milano. In questi giorni si trovava a Magliano in Toscana per studiare e preparare alcuni esami che non era riuscita ancora a superare.

12 febbraio 2009
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Adv



MessaggioInviato: Gio Feb 12 2009, 19:28:05    Oggetto: Adv





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sR

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stkitts_nevis
MessaggioInviato: Gio Feb 12 2009, 20:00:51    Oggetto:  
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ho letto anche io...
_________________
...e quindi uscimmo a riveder le stelle. Dante Alighieri Canto XXXIV Inferno
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waLrus

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italy
MessaggioInviato: Ven Feb 13 2009, 01:57:56    Oggetto:  
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la data torna il risulato dà 11
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dalia

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italy
MessaggioInviato: Sab Feb 14 2009, 02:03:59    Oggetto:  
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Suicidio Contessina. Su Internet ho trovato questo:

Salto della contessa
Rievocazione storica in costumi medievali della tragica morte della Pia dei Tolomei nel Castello di Pietra. Giovedì 14 agosto a gavorrano (Grosseto)



La vicenda è tutta racchiusa in pochi celeberrimi versi che Dante Alighieri nel quinto canto del Purgatorio della sua Divina Commedia le dedicò:

“Deh quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato della lunga via”,
seguitò il terzo spirito al secondo,
“ricorditi di me che son la Pia:
Siena mi fe’ ; disfecemi Maremma:
salsi colui che ‘nnanellata pria
disposando m’avea con la sua gemma”.


Questa figura di donna corrisponde, secondo la tradizione raccolta dagli antichi commentatori danteschi a Pia de’ Tolomei, la moglie di Nello d’Inghiramo dei Pannocchieschi, signore del Castello di Pietra nella Maremma, capitano della taglia guelfa nel 1284 ed ancora vivente nel 1322. Colui che la stessa Pia, nei versi danteschi, addita come responsabile della sua morte è proprio il marito, Nello Pannocchieschi.
Secondo alcuni commentatori Nello l’avrebbe fatta uccidere per potersi sposare con Margherita Aldobrandeschi, quando, nel 1297, fu legalmente sciolto il matrimonio di questa con Loffredo Caetani, nipote di Bonifacio VIII.
Secondo altri, invece, Nello fece uccidere Pia perché accecato dalla gelosia nei confronti dell’infido amico Ghino che la corteggiava.
La vicenda tragica si compiva , secondo la tradizione popolare, nel Castello di Pietra (nelle suggestive campagne che circondano il territorio di Gavorrano) e qui venne gettata dalla finestra del maniero. La tradizione conferma l’episodio indicando come “salto della contessa” il dirupo sottostante ai ruderi del castello ancor oggi visibili ed oggetto di scavi archeologici.

Per rievocare questa vicenda Gavorrano, la seconda domenica di agosto, si divide in due contrade, il centro storico è la contrada dei Pannocchieschi contraddistinta dai colori oro e rosso, mentre la parte nuova del paese appartiene alla contrada dei Tolomei dai colori azzurro e argento.
Tutti gli anni, durante la manifestazione, sfilano circa un centinaio di figuranti del corteo storico vestiti con costumi realizzati sulla base di modelli Medievali. La rievocazione, il cui ingresso è gratuito, ogni anno fa giungere numerosi turisti e, nel recente passato, ha incuriosito addirittura le telecamere di emittenti televisive a livello nazionale come Rai Uno e Tele Monte Carlo.
La rappresentazione teatrale della storia di Pia De' Tolomei avviene durante la sera e rappresenta il momento culminante e più suggestivo della rievocazione. Al termine la sfortunata Pia viene trascinata da due guardie verso la torre più alta di Gavorrano e dal lì gettata nel vuoto.
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