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Carmela Rea, Ventinovenne sgozzata ad Ascoli
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MessaggioInviato: Mer Apr 20 2011, 21:06:47    Oggetto:  Carmela Rea, Ventinovenne sgozzata ad Ascoli
Descrizione: sul cadavere una svastica
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Ventinovenne sgozzata ad Ascoli
Sul cadavere una svastica

Sul corpo di Carmela Rea siringhe e segni di violenza ma non sessuale, sfigurato il volto



Carmela Rea MILANO - È stata sgozzata Carmela Rea, detta Melania, la 29enne di cui si erano perse le tracce due giorni fa sul Colle San Marco di Ascoli Piceno, ritrovata morta mercoledì pomeriggio. Sul cadavere c'è una svastica, incisa sulla schiena, e segni di violenza, non sessuale. Il corpo è stato trovato dopo una telefonata anonima al 113 di Teramo, a Ripe di Civitella, a 18 chilometri in linea d'aria dal punto in cui Melania era scomparsa. La zona del ritrovamento è nei pressi dell'area militare di Casermette usata per le esercitazioni di tiro. Al momento del ritrovamento, gli inquirenti si sono trovati di fronte un corpo nudo, con due siringhe infilate all'altezza del seno e del pube, e col volto sfigurato.
L'ALLONTANAMENTO - La donna si era recata in gita a Colle San Marco col marito Salvatore Parolisi, caporal maggiore dell'esercito in servizio presso il 235/o Reggimento Piceno, e con la loro figlioletta di un anno e mezzo. La presenza della famigliola è stata confermata dal gestore di un chiosco bar nei pressi di alcuni campi da tennis in disuso. «Devo andare in bagno, torno subito» avrebbe detto Carmela al coniuge, prima di allontanarsi dal parco dove la bimba giocava in altalena. La donna però non è mai tornata indietro, né è stata vista dai gestori del bar-ristorante «Il Cacciatore», distante non più di 200 metri dal parco giochi.


COINCIDENZA MACABRA - E c'è anche una macabra coincidenza: il luogo in cui Carmela è scomparsa è poco distante dal Bosco dell'Impero, dove il 5 gennaio scorso fu rinvenuto il cadavere di Rossella Goffo, la funzionaria della Prefettura di Ancona per l'omicidio della quale è indagato un amico della donna, Alvaro Binni, che si dichiara innocente.

editato------





Ascoli Piceno, 20 apr. (Adnkronos) - E' al centro di un duplice giallo Colle San Marco, la zona verde molto frequentata dagli ascolani, dove due giorni fa, il 18 aprile, era scomparsa Carmela Rea, la 29enne, il cui corpo è stato trovato nel pomeriggio a Ripe di Civitella, nel teramano.


Proprio sul Colle San Marco, infatti, il 5 gennaio scorso, venne trovato il cadavere di Rossella Goffo, la funzionaria della prefettura di Ancona scomparsa il 4 maggio 2010. Il corpo della Goffo venne trovato sepolto. La donna era stata uccisa e mutilata: al cadavere mancavano le mani e una gamba. Forse la Goffo era stata ridotta così perché il suo corpo potesse essere seppellito, in posizione fetale, nella piccola buca scavata nel terreno dopo poi fu trovato.
La funzionaria della Prefettura di Rovigo, originaria di Adria (Rovigo), si era trasferita per un part time alla prefettura di Ancona per seguire un amico, Alvaro Binni, 41 anni, conosciuto proprio a Rovigo.
E proprio verso Binni, che con la donna avrebbe avuto una relazione sentimentale e che però si è sempre dichiarato innocente, si sono sono indirizzati i sospetti degli inquirenti, che lo hanno accusato di omicidio volontario premeditato.
L'inchiesta avviata in un primo momento dalla procura di Ancona è poi passata alla procura di Ascoli Piceno che conduce ora le indagini. Il 7 aprile scorso durante un sopralluogo sul Colle San Marco, a una decina di metri dalla fossa in cui venne trovato il cadavere, sono stati ritrovati tre bossoli e alcuni frammenti ossei della Goffo.
Si tratta di due falangi, del mignolo della mano sinistra e del dito medio, dove c'era ancora la fede nuziale della Goffo, con impressi il suo nome, quello del marito e la data del matrimonio. I bossoli rinvenuti sarebbero risultati compatibili con le munizioni usate dalla polizia.
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MessaggioInviato: Mer Apr 20 2011, 21:06:47    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Mer Apr 20 2011, 23:04:04    Oggetto:  
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MessaggioInviato: Gio Apr 21 2011, 11:08:52    Oggetto:  
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Melania, 29 anni, era sparita da 2 giorni. Il cadavere trovato dopo una telefonata anonima: sul corpo c'è incisa una svastica
ASCOLI
Due siringhe conficcate nel corpo, il volto sfigurato e la gola squarciata. Sulla schiena una svastica incisa. È stato portato nella notte all’obitorio dell’ospedale di Teramo il corpo di Carmela Rea, detta Melania, 29 anni - originaria del Napoletano, ma residente a Folignano (Ascoli Piceno) - scomparsa il 18 aprile da Ascoli Piceno e trovata morta ieri in una zona boscosa di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo).

Per il momento le indagini vengono svolte dagli inquirenti teramani, in attesa che si riesca a chiarire se Carmela sia stata uccisa nel luogo in cui è stato trovato il corpo oppure altrove e poi trasportata in Abruzzo. In quest’ultimo caso la competenza territoriale è della Procura di Ascoli Piceno. Importante, anche a questo fine, sarà l’esito dell’autopsia che - secondo quanto si è appreso - sarà affidata oggi dal sostituto procuratore di Teramo Greta Aloisi.

Dall’esame si attendono elementi per stabilire la data e le cause della morte. Non si esclude che l’esame autoptico possa essere eseguito oggi stesso, al più tardi domani. L’incarico dovrebbe essere affidato - secondo indiscrezioni - ad un anatomopatolo marchigiano. La vittima ha la gola squarciata, lividi e segni di percosse sul resto del corpo, una svastica incisa sul collo e due siringhe conficcate: una al collo, l’altra al pube. Non ci sarebbero segni di violenza sessuale. Il cadavere è stato trovato dopo una telefonata anonima al 113 di Teramo, in un’area pic nic ad alcune centinaia di metri da un bivio della strada provinciale 53. Tutta l’area è stata delimitata dagli investigatori, impedendone l’accesso.

Le indagini sono condotte dal Comando operativo dei carabinieri di Teramo ai quali i loro colleghi ascolani - che collaborano fattivamente - hanno inviato copie della documentazione riguardante la scomparsa della giovane donna, avvenuta alle 15 di lunedì scorso. Carmela stava facendo una scampagnata sul pianoro di Colle San Marco, vicino ad Ascoli, assieme al marito - Salvatore Perolisi, caporalmaggiore dell’esercito in servizio presso il 235esimo Reggimento Piceno - e alla loro bambina di 18 mesi. Alle 15 si era allontanata dicendo che doveva andare in bagno, ma non è arrivata a un chiosco lì vicino. Dopo una ventina di minuti, il marito, non vedendola tornare aveva dato l’allarme ed erano cominciate le ricerche. Secondo i familiari, la vita di Carmela-Melania non aveva ombre. Da due anni aveva raggiunto il marito, anch’egli campano, a Folignano. Sembra che il sottufficiale dovesse trasferirsi tra pochi mesi nel Lazio.


NOTA MIA: la donna viene ritrovata dopo due giorni dalla scomparsa a seguito di una telefonata anonima che indicava il luogo dove giaceva il cadavere! ritrovata quindi il 20.aprile, giorno del compleanno di Hitler!![/url]

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Valzer

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MessaggioInviato: Gio Apr 21 2011, 12:28:44    Oggetto:  
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NAJLA

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MessaggioInviato: Gio Apr 21 2011, 14:04:41    Oggetto:  
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".....Si è inoltre appreso che il corpo di Carmela 'Melanià Rea non sarebbe sfigurato, ma avrebbe un taglio sul collo e un'incisione a forma vagamente di svastica sulla coscia destra; sul corpo è stata trovata una sola siringa (e non due come si era detto in un primo momento) contenente ancora del liquido che sarà esaminato...."


CRIMINOLOGO: C'E' UN SERIAL KILLER Un serial killer dietro la barbara uccisione di Melania Rea, trovata morta a Ripe di Civitella, in Abruzzo. Ne è convinto Francesco Bruno. «Non è la prima volta che in questa zona viene ucciso qualcuno. Già a gennaio - annota il criminologo - venne trovato il cadavere di un'altra signora. È vero che per il delitto precedente hanno fermato una persona che, però, si dichiara innocente». L'ipotesi del killer seriale, dunque, per Bruno resta la più accreditata: «troppi cadaveri in così poco tempo», insiste. A suo modo di vedere poi ci sono analogie con le uccisioni del mostro di Firenze: «in quel caso - fa i dovuti distinguo Bruno - l'accanimento era sulle coppie. Ora sono donne anche se non completamente sole». L'analogia però viene suggerita al criminologo dalla dinamica dell'uccisione: «in questo caso come in quelli del mostro - spiega - il killer procedeva ad una vera e propria esplorazione del corpo femminile. Modalità tipica di un uomo primitivo, che non conosce la donna». Un serial killer che, come dice Francesco Bruno, «è infarcito di scene che ritornano in tanti film». Un'altra traccia da non trascurare, per Bruno è il luogo del delitto: «è un posto frequentato dai militari - annota ancora il criminologo -. Lo stesso marito della signora è un militare».

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MessaggioInviato: Gio Apr 21 2011, 14:35:58    Oggetto:  
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Citazione:
NOTA MIA: la donna viene ritrovata dopo due giorni dalla scomparsa a seguito di una telefonata anonima che indicava il luogo dove giaceva il cadavere! ritrovata quindi il 20.aprile, giorno del compleanno di Hitler!![/url]


da notare che la donna è scomparsa il 18 aprile cioè proprio nel giorno in cui cadeva la prima luna di primavera (quella di pasqua ....)



Melania Rea e Rossella Goffo: quel bosco maledetto e l’ombra di un serial killer

ASCOLI PICENO – La gola squarciata, sul corpo lividi e segni di percosse, una siringa infilata sul collo e persino una svastica disegnata sulla schiena. Vira sull’horror il giallo di Carmela Rea, detta Melania, 29 anni, scomparsa il 18 aprile e trovata morta due giorni dopo. A rendere la vicenda ancora più sinistra c’è anche una singolare coincidenza, ammesso che di coincidenza si tratti: il punto in cui della donna si sono perse le tracce è poco distante dal Bosco dell’Impero dove il 5 gennaio scorso fu rinvenuto il cadavere di Rossella Goffo, la funzionaria della Prefettura di Ancona, anche lei scomparsa mesi prima, bruna e con i capelli lunghi come Carmela-Melania. Per il caso della Goffo c’è però un indagato per omicidio, l’operatore della questura di Ascoli Alvaro Binni, che proclama la sua innocenza. Se i due casi fossero collegati Binni sarebbe dunque innocente? Eppure lo spettro del serial killer comincia ad aleggiare nell’aria.
Chi ha ucciso Melania avrebbe anche infierito sul cadavere, incidendo segni e simboli nella carne, compresa una svastica, mentre non ci sarebbero segni di violenza sessuale. La salma è stata trovata in una zona boscosa, a qualche centinaio di metri da una deviazione lungo la strada provinciale 35 che conduce verso un chiosco. Una zona troppo lontana dal pianoro di Colle San Marco perché Carmela-Melania ci sia arrivata da sola. E ora gli investigatori sono al lavoro per capire cosa sia successo: se la donna sia arrivata in auto, magari con qualcuno che conosceva e di cui si fidava, oppure se sia stata stordita e uccisa altrove e poi trasportata in mezzo ai boschi abruzzesi. Sul luogo anche i magistrati delle Procure di Ascoli Piceno e di Teramo per accertare la competenza territoriale.
Melania si era allontanata dal marito e dalla figlioletta, dicendo che doveva andare in bagno: ma non è andata in un chiosco bar vicino al pianoro che domina Ascoli, anche se il gestore ha notato la famigliola nell’area giochi. Il marito l’aveva attesa invano prima di dare l’allarme. La coppia, di origini napoletane, abita a Folignano. Secondo i familiari, la vita di Carmela-Melania non aveva ombre: aveva sofferto di depressione post parto ma ne era uscita. Le ricerche si sono svolte a vasto raggio con la partecipazione di carabinieri, polizia, vigili del fuoco, speleologi del Cai, Protezione civile e unitàcinofile. Sono stati sentiti anche i pastori che pascolano i loro greggi a poca distanza da dove la donna è stata vista per l’ultima volta.
Per il caso di Rossella Goffo invece Binni è stato subito sentito come persona informata sui fatti, essendo stato tra gli ultimi a vedere Rossella viva. L’inchiesta ha una prima svolta il 18 giugno, con una vasta battuta nelle campagne dell’Ascolano, una zona da cui il 5 maggio erano partite alcune telefonate a vuoto da uno dei cellulari della donna. La Procura di Ancona indaga Binni a piede libero per omicidio volontario premeditato.
Tra gli elementi raccolti, anche una mail inviata dalla Goffo a un’amica, circa un anno prima, in cui la donna racconta che l’uomo ha cercato di soffocarla. Una circostanza però considerata inattendibile dal Tribunale del riesame, al quale il legale del tecnico, l’avvocato Nazario Agostini, si rivolge a luglio per chiedere la restituzione della pistola di ordinanza e di alcuni attrezzi sequestrati all’uomo.
Per i giudici del Riesame, non emerge ”non solo l’attribuibilità al Binni dell’omicidio, ma neppure la sussistenza stessa del fatto”. Ma solo su di lui si sono sempre concentrati i sospetti, in particolare dopo il ritrovamento del suo Dna su un coprimaterasso sequestrato nell’appartamento di Ancona, dove Binni sostiene di non avere mai messo piede. ”Sono certo – commenta l’avv. Agostini – che la procura indagante saprà individuare l’esistenza di un plausibile movente e di un plausibile responsabile, che allo stato, a mio avviso, non è possibile identificare in Binni. Il mio assistito continuerà a rinunciare a difendersi. Ha deciso da tempo di mettersi letteralmente nelle mani del pm”.



******



Carmela Rea, arriva il Ris dei carabinieri
sul corpo una siringa e una svastica
Nessun segno di violenza sessuale. Nel pomeriggio l'autopsia a Teramo. Perquisizioni nei casolari abbandonati



OMA - E' stato portato nella notte all'obitorio dell'ospedale di Teramo il corpo di Carmela Rea, detta Melania, 29 anni - originaria del Napoletano, ma residente a Folignano (Ascoli Piceno) - scomparsa alle 15 del 18 aprile a Colle San Marco e trovata morta ieri in una zona boscosa di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo). Per il momento le indagini vengono svolte dagli inquirenti teramani, in attesa che si riesca a chiarire se Carmela sia stata uccisa nel luogo in cui è stato trovato il corpo o altrove e poi trasportata in Abruzzo. In quest'ultimo caso la competenza territoriale sarebbe della Procura di Ascoli Piceno. Importante, anche a questo fine, l'esito dell'autopsia, il cui afidamento è stato fissato per oggi, che dovrà fornire elementi per stabilire la data e le cause della morte.

L'autopsia si svolgerà oggi pomeriggio alle 16 all'obitorio dell'ospedale di Teramo. Lo ha disposto la magistratura che stamattina ha avuto un incontro di un'ora con gli investigatori, presenti il procuratore capo Gabriele Ferretti, il sostituto Greta Aloisi, il vice comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Sante De Pasquale, e il comandante del reparto operativo, Nazario Giuliani. Ai giornalisti non hanno rilasciato dichiarazioni, limitandosi a dire che «le indagini partono da zero». La telefonata anonima giunta ieri intorno alle 16 al 113 di Teramo è stata fatta da un uomo. Gli investigatori però non hanno voluto dare ulteriori elementi.

Sul luogo del ritrovamento del corpo è atteso oggi l'arrivo dei carabinieri del Ris per una serie di rilievi che si annunciano abbastanza complessi. I carabinieri stanno vagliando ogni voce o segnalazione. Sono stati ascoltati sommariamente i parenti della vittima: il padre Gennaro, che aveva parlato al telefono con la figlia tre ore prima della scomparsa e che l'aveva trovata «serena e felice» per la scampagnata; il fratello Gennaro, che ha effettuato il riconoscimento e che a caldo aveva commentato: «È inspiegabile, inspiegabile...», e la madre Vittoria.

Una delle voci riguarda un'auto con alcune persone, vista il pomeriggio del 18 aprile nel punto in cui si sarebbero perse le tracce di Carmela Rea. Con il passare delle ore aumentano le segnalazioni sulle quali occorre lavorare per stabilirne l'attendibilità. Gli investigatori stanno setacciando diversi casolari abbandonati tra Ascoli e Ripe di Civitella: vogliono verificare se il corpo sia stato nascosto dopo l'omicidio in un posto diverso da quello del ritrovamento, dove potrebbe essere stato portato all'alba di ieri. Il cadavere è stato trovato in un'area pic nic ad alcune centinaia di metri da un bivio della strada provinciale 53. Tutta l'area è stata delimitata dagli investigatori, che ne hanno impedito l'accesso.

La vittima ha la gola squarciata, lividi e segni di percosse sul resto del corpo, una svastica incisa su una coscia e una siringa conficcata (in precedenza si era parlato di due siringhe), contenente del liquido. Non ci sarebbero segni di violenza sessuale.

Carmela stava facendo una scampagnata sul pianoro di Colle San Marco, ad Ascoli, insieme al marito - Salvatore Perolisi, caporalmaggiore dell'esercito in servizio presso il 235° Reggimento Piceno - e alla loro bambina di 18 mesi. Alle 15 si era allontanata dicendo di dover andare in bagno, ma sembra che non sia mai arrivata a un chiosco lì vicino. Dopo una ventina di minuti il marito, non vedendola tornare, aveva dato l'allarme ed erano cominciate le ricerche. Secondo i familiari, la vita di Carmela-Melania non aveva ombre. Da due anni aveva raggiunto il marito, anch'egli campano, a Folignano.

Giovedì 21 Aprile 2011 - 10:25 Ultimo aggiornamento: 13:34[/b]
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Valzer

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MessaggioInviato: Gio Apr 21 2011, 16:44:25    Oggetto:  
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Il Corriere della Sera dimentica qualcosa.
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MessaggioInviato: Gio Apr 21 2011, 19:09:16    Oggetto:  
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Donna uccisa:fratello,chiamata più volte
'Ho avuto impressione che qualcuno interrompesse comunicazione'
21 aprile, 18:35

(ANSA) - ANCONA, 21 APR - Carmela Rea conosceva il posto dove e' scomparsa, Colle San Marco, alla periferia di Ascoli Piceno.

C'era stata altre volte. Lo ha detto il fratello Michele ai microfoni del programma tv 'La vita in diretta' e ha anche rivelato di aver piu' volte provato a chiamare la donna al cellulare e di aver avuto l'impressione, almeno durante l'ultimo tentativo (dopo il numero e' risultato non raggiungibile), che qualcuno interrompesse la comunicazione.Ma e' anche possibile che la batteria fosse scarica.



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MILANO - È iniziata l'autopsia sul corpo di Carmela Rea, detta Melania, la 29enne originaria del Napoletano, ma residente a Folignano (Ascoli Piceno) scomparsa il 18 aprile da Ascoli Piceno e trovata morta mercoledì in un bosco del Teramano. L'esame si svolge presso l' obitorio dell'ospedale di Teramo, come disposto dalla magistratura. Sulle indagini vige il massimo riserbo e l'unica cosa che si è appresa, al momento, è che la telefonata anonima che ha segnalato la presenza del cadavere nella zona boscosa a Ripe di Civitella è stata fatta da un uomo. Il corpo della 29enne non sarebbe inoltre sfigurato, come appreso in un primo momento, ma avrebbe un taglio sul collo e un'incisione a forma vagamente di svastica sulla coscia destra. Sul cadavere poi è stata trovata una sola siringa contenente ancora del liquido che sarà esaminato. Gli investigatori stanno setacciando diversi casolari abbandonati tra Ascoli e il luogo del ritrovamento, in quanto vogliono verificare se il corpo sia stato nascosto dopo l'omicidio in un posto diverso da quello dove è stato trovato. Non si esclude che possa esservi stato trasportato all'alba di mercoledì. «Si deve sapere cosa è successo a mia sorella» ha detto Michele, il fratello di Carmela Rea, che sta seguendo le indagini portate avanti dalle procure di Ascoli e Teramo e dai carabinieri. «Lei - ha aggiunto - non si sarebbe mai allontanata da sola».
I

L CRIMINOLOGO - Dietro il delitto potrebbe esserci l'ombra di un serial killer, stando almeno al Francesco Bruno. Secondo il noto criminologo, infatti, l'assassino è un uomo che agisce da solo, in fretta, non per sesso, ma solo per il gusto di uccidere. «Quello che ha ucciso Carmela Rea è un serial killer e potrebbe colpire ancora» ha detto Bruno. Le analogie con l'omicidio di Rossella Goffo, d'altra parte, non mancano. E non si limitano all'area del ritrovamento. «In entrambi i casi - spiega il criminologo - abbiamo due donne dalla vita apparentemente ineccepibile, con le stesse caratteristiche somatiche. Ma anche la modalità degli omicidi è simile». L'una, Rossella Goffo, strangolata. La seconda, Carmela Rea, sgozzata. Su nessuno dei due corpi, segni evidenti di violenza sessuale. Ma c'e dell'altro: «Troppi militari in questa storia». Militare il marito di Carmela. Militari i frequentatori del poligono dell'area militare delle Casermette, dove il corpo di Melania è stato ritrovato. «Io - afferma il criminologo - cercherei in quell'ambiente per scoprire se tra i frequentatori di quel poligono c'è qualche soggetto «a rischio», con un profilo psichiatrico instabile».



----editato.......

TERAMO – Carmela Rea sarebbe stata uccisa martedì sera, il giorno dopo la sua scomparsa. E il cadavere sarebbe stato portato nel luogo del ritrovamento mercoledì mattina. E’ quanto trapela da indiscrezioni mentre è ancora in corso l’autopsia all’obitorio dell’ospedale di Teramo.
La donna avrebbe perso molto sangue e il fatto che nel boschetto di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo) non siano state trovate tracce abbondanti di sangue, avvalorerebbe, secondo gli investigatori, l’ipotesi che il delitto sia avvenuto altrove.
Intanto il marito di Carmela, Salvatore Parolisi, suo fratello Rocco, il cognato Michele Rea, e il cugino della vittima, Enzo Secondufo, sono stati fatti uscire da una porta secondaria, per evitare loro i numerosi giornalisti che da oggi pomeriggio stazionano davanti all’obitorio. La famiglia non ha nominato un perito di parte. Per tutto il pomeriggio i carabinieri hanno compiuto rilievi nell’area in cui ieri, intorno alle 14, un uomo, ancora sconosciuto, ha scoperto il cadavere.




...ha scoperto il cadavere ma ha telefonato al 113.Le registrazioni della chiamata esistono. Pertanto non è sconosciuto.
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MessaggioInviato: Gio Apr 21 2011, 21:38:13    Oggetto:  
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28-03-2011
Gli eremi del Colle San Marco e il Monastero di San Giorgio di Rosara


Il turista che, per avventura, dopo aver ammirato lo splendore del centro storico di Ascoli, attratto dall’incantevole paesaggio si incamminerà verso il Colle San Marco, recandosi sino all’incantevole chiesetta e al piccolo cimitero della frazione delle Piagge. Da qui, come spinto da una forza misteriosa, inizierà a percorrere il romantico sentiero che si inoltra in un bosco fiabesco sino ai piedi della parete di travertino, simile ad un inaccessibile fortezza, che sembra voler custodire segreti misteriosi e bellezze inenarrabili.

Questa impressione si consoliderà quando l’incantato esploratore noterà ai piedi della rupe una profonda spaccatura della roccia, un vero e proprio profondo fossato, superabile salendo i gradini di una scalinata che, come un ponte levatoio, consente l’accesso all’edificio, addossato alla parete di travertino, che ospitava il convento di San Marco, fondato, all’inizio del 1200, dai monaci cistercensi.

Incurante dei pericoli il novello esploratore entrerà in una magica grotta, dove sono presenti resti di tombe, altari, affreschi. Poi, affacciandosi ad una antica bifora, sarà ammaliato dalla visione della città che si stende ai suoi piedi, con le torri, i campanili, le piazze e le chiese. E di fronte ammirerà il profilo seghettato del monte dell’Ascensione, ricco di colori e colture nella parte più bassa e poi nuda, grigia e calanchifera nella parte più elevata e verso la cima.

Insieme noterà l’abbandono in cui versa un luogo così fantastico e penserà che sia il frutto di un “malefico sortilegio”.

Se, poi, allontanandosi da questo angolo fantastico, proseguirà il cammino seguendo il sentiero che si inoltra nel bosco, oltrepassata una strettoia dove si staglia verso il cielo un spettacolare obelisco di roccia, indicato come il “dito del diavolo”, poco oltre noterà i ruderi in completo abbandono di quello che una volta era il convento di San Lorenzo, edificio fondato nell’anno 750 da cenobiti, che abbracciarono l’ordine benedettino e rinato a nuova gloria dopo la visita ad Ascoli del poverello d’Assisi che diede nuovo impulso alle vocazioni monastiche locali, e potrà accedere, se coraggioso, superando uno stretto varco , in una grotta, detta del Beato Corrado, dove questo anacoreta per anni praticò le virtù della preghiera e della penitenza.

Tutto in abbandono, solo qualche dimesso cartello segnaletico, talvolta anche la presenza ossessiva delle scritte scriteriate degli imbrattatori di professione.

Pure, almeno per quanto riguarda l’eremo di San Marco, sembra che si voglia procedere all’indispensabile opera di recupero e restauro e che si pensi, forse, anche all’elaborazione di un progetto di valorizzazione e fruizione.

Tutto un forse, comunque. Per il momento nessun intervento è iniziato. Tutto rimane come prima e angoli che sarebbero la ricchezza di qualsiasi altro luogo, qui giacciono nel più completo abbandono.

La situazione appare ancora più grave se , allontanandosi, dal colle San Marco,verso ovest, seguendo il crinale del costone che divide le aste fluviali del Fiume Castellano e del Tronto, si sale verso il Monte di Rosara. Qui , infatti, in un conteso ambientale di eccezionale valore, proprio ai piedi di una impressionante rupe di Travertino, dal colore rosa, da cui il nome Rosara dato alla località , giace ormai nel più completo abbandono un grande convento, quello di San Giorgio in Salmasio, così chiamato per la presenza, nei pressi, di fonti di acque salmacine o di San Giorgio ai Graniti (Ad Granitum), perché situato ai piedi della impressionante parete di travertino.

Questo convento fu costruito, nel 1382 , in onore dei seguaci di Fra Angelo Careno di Cingoli e dei frati che seguivano la sua regola, conosciuti come Clareni o fraticelli “ de pauperae vitae”, nella zona, dove, secondo la tradizione, si celebravano riti pagani legati alle festività dedicate nel mese di maggio alla dea- madre, per i Sabini la Dea- Bona.

Questo legame con gli antichi riti si è conservato nel tempo, tanto è vero che sino agli anni cinquanta del secolo scorso, prima che si aggravasse l’abbandono e il degrado del grande complesso, tutta la comunità ascolana effettuava escursioni nel convento e nell’area circostante per tutto il mese di maggio.

Un fatto è certo , dopo secoli di splendore, il convento dall’inizio del 900 è caduto in mani private ed è stato progressivamente abbandonato al degrado, degrado che negli ultimi tempi è divenuto “gravissimo e forse irreversibile se non si interviene immediatamente”.
Eppure ben altro meriterebbero l’importanza storica del sito, il pregio dei residui ruderi del complesso architettonico, il ricordo di un fenomeno religioso e cultuale che ha coinvolto per secoli la comunità ascolana, l’eccezionale fascino paesaggistico e naturalistico di un sito irripetibile.

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A Melania sono state inferte più di 30 coltellate, le sono stati perforati diversi organi interni, data la violenza con cui è stata uccisa; su alcune parti del corpo erano state conficcate delle siringhe piene di un liquido, ora al vaglio dei R.I.S. di Roma; dietro la schiena è stato trovato un "segno" che inizialmente aveva fatto pensare ad una svastica, ma che poi, ad un attento esame, si è rivelato piuttosto una specie di X, ma probabilmente non ci sarebbero strani significati dietro questo segno, perché potrebbe essere solo il frutto dell'intrecciarsi delle coltellate, sferrate d'impeto.




un'altra x dietro la schiena???

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Perché il freddo, quello vero, sa essere qui nel mio cuore di sbarbo...(paz)
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MessaggioInviato: Ven Apr 22 2011, 09:28:17    Oggetto:  
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Oh che bello proprio ieri ero a farmi un giretto nel centro storico di Ascoli, e ho notato che in effetti molti ne parlavano e sulle insegne delle edicole solo la notizia dello sgozzamento Rolling Eyes
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MessaggioInviato: Ven Apr 22 2011, 15:15:18    Oggetto:  
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TERAMO - Emergono particolari inquietanti dall'autopsia effettuata ieri sul corpo di Carmela 'Melania' Rea, la giovane mamma scomparsa misteriosamente da Colle San Marco lunedì scorso, durante una scampagnata con il marito e la figlioletta di 18 mesi, e trovata uccisa due giorni fa nel Teramano.

Alcune fra le circa 35 coltellate con cui è stato trafitto il suo corpo sarebbero state inferte post mortem. Un particolare che rende ancor più raccapricciante il delitto e fa pensare che l'omicida fosse spinto da una furia cieca. D'altra parte, come aveva già fatto notare il medico legale Adriano Tagliabracci, i colpi - che hanno raggiunto soprattutto il tronco e il collo - fanno propendere per un delitto d'impeto, non premeditato. Dalla cerchia familiare della donna gli investigatori stanno cercando di assumere più informazioni possibili, in primo luogo dal marito, Salvatore Parolisi, che è stato l'ultimo a vedere la donna viva. Carmela si era allontanata dal parco giochi dove la famigliola si era fermata perché aveva necessità di andare in bagno; aveva scartato quelli pubblici, perché li aveva trovati sporchi, e si era diretta quindi verso un chiosco bar. E' lungo questo tragitto che è stata come inghiottita nel nulla.

IL MOVENTE CHE NON C'E' - Mancano il movente e l'assassino, ma cominciano ad affiorare elementi importanti al vaglio delle Procure di Teramo e Ascoli Piceno che indagano sull'omicidio di Carmela 'Melania' Rea, la giovane madre trovata morta ieri in un'area picnic di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo). Si parte da tre certezze: 35 coltellate inferte con furia; un procedimento aperto contro ignoti per omicidio; un unico testimone della scomparsa, il marito. Salvatore Parolisi, caporalmaggiore e istruttore presso il 235/o reggimento Piceno, non riesce a parlare; oggi gli è toccato compiere il rito del riconoscimento ufficiale della salma prima che cominciasse l'autopsia. L'esame ha poi stabilito il numero delle coltellate "inferte con impeto, senza premeditazione", dirà l'anatomopatologo, nel periodo di tempo tra le 24 del 18 aprile e le 3 del 19. Quindi, 9-12 ore dopo la denuncia della scomparsa.

Il delitto sarebbe stato commesso in un luogo diverso da quello in cui è stato trovato il corpo, un'area picnic in un bosco di Ripa di Civitella del Tronto, vicino a un'area di esercitazione militare, a 18 chilometri dal pianale di Colle San Marco, vicino ad Ascoli Piceno dove la coppia, con la figlia di 18 mesi, era andata lunedì per una scampagnata. Al posto di Salvatore - che oggi ha portato con sé una scatoletta con su scritto "'I love you'', contenente alcuni oggetti cari alla coppia e che a febbraio avrebbe dovuto trasferirsi a Sabaudia - parlano il fratello, Rocco, il cognato, Michele Rea, arrivati da Somma Vesuviana e Frattamaggiore (Napoli), i paesi d'origine di Salvatore e Carmela. Tutti ripetono la stessa cosa: era una famiglia felice. Vivevano alla periferia di Folignano (Ascoli Piceno). "Poco dopo essere arrivati - racconta Rocco, riferendo la versione del fratello - Carmela ha detto che doveva andare al bagno; Salvatore voleva accompagnarla, ma siccome la bambina non voleva scendere dall'altalena, non l'ha seguita, chiedendole di portargli un caffé dal chiosco. Dopo 20 minuti, non vedendola tornare, ha dato l'allarme". Questa la ricostruzione, che combacia, nella parte della famigliola vista vicino all'altalena, con quella dei titolari del chiosco. "Mia sorella - ripete Michele - non si sarebbe mai allontanata da sola. Di ipotesi ne abbiamo fatte. E' una cosa stranissima quella che è accaduta, e non ce la spieghiamo". Se Carmela è stata rapita, certamente dovevano essere almeno in due perché - dice il cognato - era alta e atletica".

Può darsi che la donna sia stata narcotizzata, almeno a giudicare dalla siringa, ancora con un po' di liquido, trovatale infissa in un seno. La sostanza sarà esaminata, così come il taglio sulla coscia destra, somigliante a una svastica. Quest'ultimo ha indotto il Gruppo antinazista EveryOne, a ipotizzare un orrido culto nostalgico, ricordando che il giorno di ritrovamento del corpo era il 20 aprile, anniversario della nascita di Hitler. Ipotesi fantasiosa, una delle tante prese in considerazione. Colpisce anche la coincidenza che Carmela Rea sia scomparsa vicino dal Bosco dell'Impero dove il 5 gennaio scorso fu rinvenuto il cadavere mutilato di Rossella Goffo, la funzionaria della Prefettura di Ancona scomparsa il 4 maggio 2010, bruna e con i capelli lunghi come Carmela-Melania. Per questo delitto c'é un indagato per omicidio: l' operatore della questura di Ascoli ora distaccato a Teramo, Alvaro Binni, che, però si proclama innocente. Quel fatto sconvolse la tranquilla città marchigiana, proprio come questo, tanto da indurre il sindaco, Guido Castelli, a rivolgere oggi un appello: "Ascoli è una città meravigliosa e tranquilla. Non dobbiamo consentire alla paura di avere il sopravvento". Troppo presto per parlare di serial killer. L'impeto delle coltellate farebbe pensare a un gesto passionale: "Carmela era bella, troppo bella - dicono le sue vicine di casa - sembrava un'attrice". Sul suo corpo, comunque, non è stato trovato alcun segno di violenza sessuale.



.....scomparsa nel nulla in pochi metri di strada.Ascoli come Avetrana e Brembate dove non si conosce nemmeno li il movente e l'omicida e nessuno ha visto nulla o non dice nulla.

---editato------

La ricostruzione/ Il mistero in un sentiero lungo 500 metri




ASCOLI PICENO Il destino di Melania Rea si è deciso lungo quei cinquecento, stupidi, metri. Sì, è scomparsa a Colle San Marco e il suo corpo senza vita è stato ritrovato diciotto chilometri più lontano, tra ripidi tornanti e faggete da togliere il respiro, tutto un balcone sul mare, con gli ultimi crostoni di neve a resistere ai bordi della strada. Ma Melania la morte in faccia l’ha vista lì, quando ha imboccato il sentiero che dal chiosco dei picnic porta alla strada principale, quando s’è fermata ad aspettare non si sa chi o cosa davanti alla lapide dei Martiri della Resistenza, perché lì si sono fermati anche i cani molecolari dei carabinieri proprio la sera che venne dato l’allarme. Si sono impuntati, i cani, proprio come fecero con Yara davanti allo sgabuzzino di cemento grezzo del cantiere di Mapello e tutti l’hanno presa come una premonizione crudele, tutti hanno capito che bisognava prepararsi al peggio. Fu un vano ripercorrere quel pomeriggio di freddo e di sole: Melania e Salvatore che arrivano con la piccola Vittoria, e si siedono davanti alle altalene, i gestori del chiosco che li notano da lontano, da un centinaio di metri, e per questo oggi non possono confermare che quella donna fosse proprio lei, i pensionati che come ogni pomeriggio si sistemano nel punto più assolato, abbastanza lontani anche loro.

Niente di più, niente d’altro oggettivamente riscontrabile. Sono le quattro e mezza quando arriva disperato al bancone del bar Salvatore Parolisi, il marito di Carmela, e chiede di lei, chiede se l’hanno vista. Da questo momento in poi è al suo racconto che bisogna affidarsi, a lui che ricorda di averla lasciata andar via mentre gli prometteva: «Vado al bagno, al ritorno ti porto un caffè». Ma il caffè non è mai arrivato e ora Salvatore, con la bambina in braccio, non sa più che fare: è passata più di un’ora, dice lui. E avverte i carabinieri, l’orologio fa pochi minuti alle cinque. Comincia, così, la più inutile e angosciosa delle sere. Salvatore partecipa in prima persona alle ricerche a torna a casa esausto solo alle prime luci del giorno, quando Melania è già lontana, forse ancora in vita, in mano a non si sa chi, in che condizioni neppure. I carabinieri, con buoni motivi, ritengono che il delitto non sia avvenuto né lì, né davanti a quella lapide, e pure alla fine di questo tragico percorso, nel boschetto a mille metri di quota accanto a un altro chiosco, a Ripe di Civitella del Tronto. L’omicidio deve essere stato -è questa la convinzione degli investigatori- una tragica tappa intermedia. E allora si sale, a caccia di questo luogo ancora sconosciuto. Da Colle San Marco alla spianata di San Giacomo, con gli alberghi e gli impianti di risalita, una piccola Svizzera per ascolani doc, e da lì si ridiscende su una carreggiata devastata dall’ultima alluvione, senza un’indicazione stradale, senza un rumore che non sia il silenzio dei Monti della Laga. Sei chilometri da Colle San Marco a San Giacomo, altri sette al bivio per Ripe e poi l’ultimo tratto fino a un viottolo che si incontra sulla sinistra. Dove è stata uccisa Melania? Mette i brividi questa specialissima conoscenza dei luoghi che deve aver avuto l’assassino, questo tour della morte che deve essersi inventato strada facendo, uno che deve ben sapere quali sono le strade interrotte per le piogge e quelle ancora agibili altrimenti lassù non si arriva da nessuna parte, uno che sceglie, simbolicamente o meno proprio le Casermette per depositare il cadavere, non lontano dal poligono di tiro che i militari come il marito di Melania usano per le loro esercitazioni. Dalla strada principale all’ultimo giaciglio di Melania ci sono altri duecento metri. L’hanno trovata a destra del chiosco, sotto un albero, con le braccia allargate e i vestiti rovinati ancora indosso. Fra l’erba sono rimaste tracce di sangue all’altezza delle mani e del torace, quasi a disegnare ancora la posizione di quel corpo. «Un’altra notte lì- sospira un carabiniere di guardia- e sarebbero arrivati i cinghiali». E non c’è neanche da affidarsi a chi l’ha ritrovata e, restando anonimo, ha telefonato al 113 alle due e mezza di mercoledì pomeriggio. Era la voce di un uomo anziano, uno che ha usato con grande accortezza una cabina pubblica nel centro di Teramo, uno che ha soltanto visto troppo per trovare il coraggio di dire il suo nome.

Venerdì 22 Aprile 2011 - 12:35

i cani molecolari come a Brembate. Inghiottita nel nulla come a Brembate e Avetrana.... Shocked

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Valzer

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MessaggioInviato: Sab Apr 23 2011, 11:08:37    Oggetto:  
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Carmela Rea è stata trovata cadavere sulla Montagna dei Fiori.
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MessaggioInviato: Sab Apr 23 2011, 16:05:45    Oggetto:  
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Valzer ha scritto:
http://www.newnotizie.it/2011/04/23/omicidio-rea-carmela-infastidita-stalker/

Carmela Rea è stata trovata cadavere sulla Montagna dei Fiori.



la montagna dei fiori comprende molto altro:


LA MONTAGNA DEI FIORI
Divisa dall'altra montagna "gemella" di Campli da un profondo canyon scavato dal torrente Salinello, la Montagna dei Fiori (m. 1814) ha un'interessante caratteristica: è l'unico massiccio montano del centro Italia a trovarsi ad una distanza di soli 30 chilometri dal mare. Nelle giornate limpide, dalla sua cima, si può vedere la costa slava.

Le sciovie di Monte Piselli
Dalle "tre caciare" (m. 1438) parte una seggiovia che arriva fino a Monte Piselli (m. 1676) dove, durante la stagione invernale, si possono utilizzare le sciovie di un piccolo ma suggestivo comprensorio gestito dal Consorzio Turistico dei Monti Gemelli.

Le Caciare
La Montagna dei Fiori faceva parte del complesso sistema viario della transumanza che permetteva il trasferimento invernale delle greggi, attraverso le terre d'Abruzzo, verso il Tavoliere delle Puglie. Interessante testimonianza di questa attività, sono le caciare, piccole costruzioni in pietra, realizzate a secco e utilizzate dai pastori come ricovero vicino ai pascoli. Più di cento sono quelle disseminate sulla Montagna dei Fiori.

II Colle S. Marco

Il Colle S. Marco è un imponente altopiano calcareo che si erge a sud della città di Ascoli, dominandola con la sua forma massiccia costituita quasi esclusivamente da travertino. Ricoperto da una vegetazione lussureggiante di boschi misti con predominanza di castagni, querce, carpini e lecci, il Colle è ricco di elementi storici legati alla vita dei monaci e dei pastori e alle esperienze dei partigiani dell'ultima guerra. Con la costruzione della strada, degli alberghi e degli impianti sportivi, il Colle ha avuto uno sviluppo turistico. Il 25 aprile, ricorrenza di S. Marco e della Liberazione, migliaia di persone salgono sul colle e affollano il pianoro trascorrendo la giornata tra giochi e colazioni all'aperto.

L'eremo
L'edificio ospitava nel sec. XIII un convento di monaci cistercensi. La facciata dell'eremo, in stile romanico, è ricca di bifore, ha un campanile laterale e nasconde una grande cavità naturale. Una scala esterna con ponticello permette di arrivare al primo locale ed una scala interna, appoggiata alla roccia, consente poi di accedere ad una sala sovrastante dove si trova una tomba del sec. XV della famiglia Tibaldeschi.

II Dito del Diavolo

Vicino ai resti del convento di S. Lorenzo si erge una gigantesca colonna di travertino a cui la fantasia popolare ha dato il nome singolare di "Dito del Diavolo".

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BANGULO

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MessaggioInviato: Lun Apr 25 2011, 14:42:12    Oggetto:  
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nell'ascoltare i tg ieri, sono rimasto colpito nel vedere il nome MELANIA nei titoli di apertura......se la vittima ha un nome anagrafico - Carmela- qualcuno può spiegarmi perchè utilizzare un altro nome, MELANIA, che tradotto dal greco sarebbe MACCHIA NERA ??? è un messaggio occulto o cosa?
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